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Punta Incianao mt. 2575

La Punta Incianao è una montagna delle Alpi Marittime, situata sulla destra orografica della Valle Stura, sulla cresta che divide il Vallone di Andelplan da quello delle Lose. Qui propongo un percorso con partenza da Argentera, ma che è da considerarsi adatto alle racchette da neve solo per la parte effettuata al ritorno, quello dell’andata lo sconsiglio vivamente. Percorso non segnato, utile pertanto l’utilizzo di un navigatore GPS.

🏁 Punto di partenza: Argentera mt. 1674

⚠️ Difficoltà:          EE

Sviluppo:            8 Km

📈 Dislivello:           900 Mt. circa

⏱️ Tempi:              Andata 3 ore 15 min. – Ritorno 1 ora 30 min. – Totale 4 ore 45 min.

📅 Data escursione:      23/02/2020

🚥 Periodi consigliati:   Tutto l’anno, ideale in inverno con neve

🔎 Valutazione:         ⭐⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Savona poi svoltare a destra seguendo le indicazioni per Torino sulla A6 fino a Mondovi’. Usciti dall’autostrada si segue la superstrada e ad una rotonda si segue la SP564 fino alle porte di Cuneo. Qui si svolta sulla SP21 che evita la città e lambisce Boves per giungere a Borgo San Dalmazzo, all’inizio del quale, dopo un paio di rotonde, bisogna mantenersi a destra seguendo le indicazioni per Demonte su SS20 e, una volta usciti da Borgo San Dalmazzo, si procede su SS21 che percorre la Valle Stura, raggiungendo Demonte, quindi Aisone, Sambuco, Vinadio, Pietraporzio, Bersezio e infine Argentera. Poco prima del termine del paese, in corrispondenza delle ultime case sulla destra, bisogna svoltare sulla sinistra approdando così in un ampio slargo dove si può lasciare l’auto.

Itinerario:

Dallo slargo ad Argentera mt. 1674 si procede su sterrata parallela al Torrente Stura di Demonte giungendo in breve ad un ponticello in legno, che bisogna attraversare seguendo l’indicazione per “Le Lose”. Giunti sull’altra sponda si incontra una palina in legno che indica di procedere a sinistra seguendo l’indicazione per Bersezio e il “Bosco di Argentera” su sterrata che prende a salire subito con decisione. Dopo pochi metri la si abbandona per addentrarsi nel bosco di larici, denominato Bosco Bandito, senza una via obbligata ma puntando perlopiù verso Sud nel ripido pendio, addolcendolo con opportuni zig zag, approdando poi ad una prima piccola radura, in 20 min. circa. Questa la si attraversa riprendendo subito la salita all’interno del ripido lariceto su pendii ripidi procedendo più o meno sempre verso Sud, andando poi ad intersecare una sterrata a quota 1900 mt. nelle vicinanze di una graziosa costruzione in legno alla nostra destra. Trascurata la sterrata si procede sempre nella stessa direzione all’interno del bosco andando quindi a sbucare in una seconda ma più ampia radura, dalla quale sulla sinistra si può scorgere la meta di giornata, in altri 35 min. e 55 min. totali. Attraversata la radura si punta verso sinistra, sempre grossomodo Sud, entrando nuovamente all’interno di un lariceto attraversato anche da un rio, che dapprima manteniamo alla nostra sinistra per poi attraversarlo a quota 2045 mt. circa, in altri 20 min. dalla seconda radura. Si risale ora il ripido pendio soprastante effettuando numerose svolte per poi sbucare definitivamente fuori dal bosco a 2200 mt. circa, in una conca alla base del Vallone delle Lose con ben visibile a sinistra Punta Incianao, Punta del Briccas e a destra la Cima delle Lose, in 30 min. dal guado e 1 ora 45 min. totali. A questo punto, invece di svoltare a sinistra (Est), ho erroneamente seguito una traccia GPS scialpinistica che mi ha fatto effettuare un percorso non adatto alle racchette da neve e che sconsiglio pertanto di seguire (ma che vado comunque a descrivere per dovere di cronaca). Ho proseguito nella conca puntando all’evidente canalone al termine del vallone, mantenendo sulla sinistra gli svariati dossi sormontati dagli ultimi radi larici. Raggiunta poi la base del canalone, in altri 50 min. circa, ho piegato a sinistra andando a tagliare le pendici rocciose della Punta del Briccas, situata fra la Punta Incianao ed il colle alla sommità del canalone. Dopodiché, essendo la vetta decisamente più a sinistra, ho dovuto compiere un traverso piuttosto delicato su pendio decisamente accentuato puntando verso Est per circa 250 metri. Quindi, in un punto in cui il pendio si addolciva leggermente, ho puntato alla soprastante cresta che divide il Vallone di Andelplan da quello delle Lose e da questa, svoltando a sinistra, con breve risalita fino alle roccette accatastate in vetta alla Punta Incianao mt. 2575, in altri 40 min. e 3 ore 15 min. totali. Panorama a Nord Oronaye, Vanclava, Scaletta, Monviso, Rocca Peroni, a Nord-Est Oserot e Rocca la Meja, a Est Monte Giordano, Bodoira, Salè e Savi, Bersaio, Nebius e Alpi Liguri (Mongioie, Saline e Marguareis su tutte), a Sud-Est Matto, Argentera, Nasta, Brocan, Testa del Malinvern, Laroussa, Becco Alto d’Ischiator, Rocca Rossa e Mont Vallonet, a Sud Clai Superieur, Monte Bal e Monte Aiga, a Ovest Punta del Briccas, Cima delle Lose, Crete de Parassac, Tete de Fer, Tete de Siguret e Ventasuso, a Nord-Ovest Ailefroide, Pic Sans Nom, Pelvoux, Tete de Breguets, La Mortice, La Meyna, Pic de Panestrel, Rocca Blancia, Brec de Chambeyron, Sautron e Aiguille de Chambeyron. Per la discesa ho optato ovviamente per effettuare un percorso differente, che consiglio di effettuare anche per salire lasciando perdere quello che ho appena descritto. Dalla vetta si discende di poche decine di metri verso un modesto pianoro sottostante e da questo bisogna svoltare decisamente a destra puntando perlopiù verso Nord-Est per 300 metri circa, giungendo così ad una sorta di insellatura al fondo del pendio a 2460 mt. di quota. Qui bisogna iniziare a obliquare verso sinistra in moderata discesa puntando più o meno verso Ovest, e poi in ripida discesa verso Nord prendendo come riferimento la conca sottostante. Raggiunta la conca si risale brevemente fino alla sommità di un dosso procedendo poi fra i primi radi larici puntando alla già ben visibile ampia radura dell’andata, Nord-Ovest, attraversando poi un grazioso boschetto di larici, sbucando infine nella radura in corrispondenza di un grosso masso. Da qui sullo stesso percorso dell’andata in 1 ora circa e 4 ore 45 min. totali.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Percorso indubbiamente molto bello, sia per il bel lariceto che per il Vallone delle Lose e l’ampio panorama di vetta, ma ho qualche dubbio che sia proprio adatto per le racchette da neve. Infatti il percorso da me effettuato all’andata non lo è per niente, tanto più che la traccia che ho seguito, l’unica trovata in rete, era di una gita scialpinistica….ed ora ho capito il perché. Il percorso effettuato all’andata infatti, come già descritto, mi ha costretto ad effettuare un traverso tutt’altro che semplice su pendio ripidissimo, e che sinceramente a posteriori non rifarei più. Pertanto esorto tutti ad evitare il percorso da me effettuato all’andata, specie ai meno esperti. Ad ogni modo anche con racchette da neve si può raggiungere la vetta senza eccessivi problemi effettuando invece il percorso da me eseguito al ritorno, che comporta affrontare pendenze meno accentuate e soprattutto senza particolari pericoli. In questa parte effettuata al ritorno, per raggiungere più velocemente la conca, ho deciso di scendere più direttamente, ma volendo si possono effettuare numerosi zig-zag, oppure ancora è possibile mantenersi più a Nord dove i pendii sono ancor meno inclinati. Il percorso da me effettuato all’andata è ulteriormente sconsigliabile in presenza di rischio valanghe elevato, ho notato infatti, nella conca che conduce al canalone, alcuni notevoli vecchi distacchi.

 

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