Monte Sautron mt. 3166

Il Monte Sautron (3166 m) è una montagna delle Alpi Cozie, situata al confine tra l’italiana valle Maira e la francese valle dell’Ubaye, sullo spartiacque principale alpino, in corrispondenza di un nodo ove diramano alcune dorsali secondarie. Il nome francese, Tête de Sautron, riprende il toponimo Sautron, che è di origine occitana; una tradizione vuole che ricordi i molti emigranti piemontesi morti in questa zona nel tentativo di superare le Alpi per recarsi a lavorare in Francia. Qui propongo un percorso con salita per la via normale e ritorno una variante che aggira il Monte Baueria riagganciando la via normale al lago Niera.

🏁 Punto di partenza:  Chiappera, oltre Campo Base loc. Piana di Stroppia  mt. 1690

⚠️ Difficoltà:          EE 

Sviluppo:            19 Km

📈 Dislivello:           1600 Mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 7 ore

📅 Data escursione:     24/07/2011

🚥 Periodi consigliati:   Da Luglio a Ottobre

🔎 Valutazione:         ⭐⭐⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Savona poi svoltare a destra seguendo le indicazioni per Torino sulla A6 fino a Mondovi’. Usciti dall’autostrada si segue la superstrada e ad una rotonda si segue la SP564 fino alle porte di Cuneo. Qui si svolta sulla SP21 che evita la città e lambisce Boves, poi si svolta a destra seguendo le indicazioni per la Val Maira e Val Grana. Dopo un paio di rotonde, seguendo sempre i cartelli marroni indicanti le due valli, si procede poi sulla SP41, che poi confluisce nella SP422 e attraversa Caraglio, poi Dronero, Cartignano, San Damiano Macra, quindi Prazzo, Acceglio, Saretto ed infine a Chiappera. Superato il paese si arriva ad un bivio con paline e si svolta a sinistra procedendo dritti per qualche decina di metri, per poi svoltare a sinistra su ponte in corrispondenza del Campo Base. Volendo si può lasciare l’auto qui, ma e’possibile procedere ancora su sterrata in buone condizioni fino ad uno spiazzo nei pressi del Campeggio Senza Frontiere, oltre il quale vi e’il divieto di transito.

Itinerario:

Dallo spiazzo che precede il divieto di transito si procede su sterrata, nella Piana di Stroppia, che in moderata salita o falsopiano conduce, in 15 min. circa, a incontrare una palina, dove bisogna abbandonare la sterrata e svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per il Rifugio Stroppia sul S18, incontrando pochi metri dopo il cippo del Sentiero Dino Icardi. Si seguono ora i segnavia , S18 e (Sentiero Icardi), su sentierino che con frequenti tornanti, fra prati e larici, risale puntando alla bastionata rocciosa che, in alcuni periodi dell’anno, e’attraversata dal getto d’acqua della Cascata Stroppia. Dopo circa 20 min. si incontra un bivio: a sinistra continua il Sentiero Icardi e l’S18 (giro più lungo, ma più semplice), mentre a destra un sentierino apparentemente dismesso con qualche sbiadita e rara risale più decisamente, con alcuni tratti su facili roccette rasentando un rio. All’andata ho optato per quest’ultima soluzione (mentre al ritorno il sentiero ufficiale) raggiungendo, in altri 10 min. circa, un piccolo pianoro a mt. 2030, sede del Lac d’Ars. Attraversato il rio ci si congiunge nuovamente col S18 abbandonato al precedente bivio. Seguendo i , si risale con fitta serie di tornanti su di una china di sfasciumi, fino alla base della bastionata rocciosa. Qui inizia un percorso realizzato dal Battaglione Valcamonica nel 1939, che con ulteriori ripidi tornanti, in certi punti leggermente aereo e attraversato da piccoli rii, risale la bastionata rocciosa fino alla sua sommità. Ora il sentiero spiana mantenendosi però un po’ esposto, su breve cengia erbosa attrezzata con canaponi (il sentiero e’comunque piuttosto ampio e in assenza di neve o ghiaccio non crea alcun problema), attraversata la quale si giunge, in 25 min. dal Lago e 1 ora 10 min. totali, al Rifugio Stroppia mt. 2260. Superato il Rifugio in breve si attraversa una passerella in legno un pò sconnessa, che permette di superare il rio formato dal salto superiore della cascata. Con ancora qualche ampio tornante si giunge in altri 15 min. al Passo dell’Asino mt. 2309, in corrispondenza del quale si può ammirare il bel Lago Niera, pochi metri piu`in basso a mt. 2302. Ora in moderata salita si procede mantenendo a sinistra le pareti della Rocca Bianca e di fronte a noi il Baueria con la bastionata del Buc di Nubiera e del Brec de Chambeyron, giungendo poi, dopo 20 min. dal Rifugio, ad un bivio. Qui si abbandona il sentiero Icardi ed il S18, che piega a destra, e si svolta invece a sinistra seguendo le indicazioni per il Colle della Portiola ed il Monte Sautron. Seguendo ora i segnavia , si risale la Valle Stroppia, procedendo dapprima fra erbette e rocce (potendo già ammirare la meta di giornata, l’imponente Monte Sautron) e poi su detriti in costante ma mai eccessiva salita fino ad incontrare, dopo circa 1 ora dal bivio e 2 ore 30 min. totali, il Sentiero Cavallero proveniente dalla Forcellina. Ora si svolta a sinistra (palina abbattuta con indicazione per il Colle Portiola), seguendo i segnavia (Sentiero Cavallero) e le , risalendo il vallone fra roccette e ripiani erbosi fino ad un successivo bivio, in altri 15 min. circa. Qui abbandoniamo il SRC , che piega a destra (lo seguiremo al ritorno per compiere l’anello del Baueria), procedendo invece a sinistra, seguendo le che superano alcuni brevi risalti rocciosi poi una conca erbosa ed una piccola pietraia di massi bianchi e neri, per giungere poi in vista del Colle della Portiola. Qualche centinaio di metri prima di quest’ultimo, in corrispondenza di alcune roccette di colore nero ed un paio di grossi ometti, in 30 min. dall’abbandono del Cavallero, si trascurano le , che continuano verso il Colle della Portiola, per svoltare invece a sinistra cercando di seguire gli ometti (alle volte non ben visibili) che su pietraia raggiungono una evidente traccia. Questa risale il ripido pendio detritico puntando verso la cresta Nord del Sautron, ed una volta raggiunta quest’ultima la si segue piegando decisamente verso destra puntando alla vetta del Monte Sautron mt. 3166, che si raggiunge dopo altri 45 min. e 4 ore totali. Panorama veramente bello principalmente verso Nord-Ovest sui vicini Rocca Blanca (con dietro l’Ailefroid, Pic Lory, Pic Gaspard ), Buc de Nubiera, Brec e Aiguille de Chambeyron, Monte Baueria, a Nord su Monte Maniglia, Mongioia, Salza, Monviso e Faraut, a Nord-Est su Pelvo d’Elva, Rocca la Marchisa e Chersogno a Sud-Est sull’Oronaye con dietro le Marittime (Matto, Argentera, etc..), a Sud Ovest su Mont Pelat, Tete du Coin de L’Ours e la Meyna. Per il ritorno si può effettuare il percorso inverso in 2 ore 30 min. circa, oppure fare una variante come vado ora a proporre. Si ridiscende sullo stesso percorso fino al bivio in cui abbiamo abbandonato all’andata il Sentiero Cavallero, in circa 1 ora, e qui svoltiamo a sinistra. Seguendo i segnavia si scende moderatamente fino ad una conca, per poi risalire brevemente fino ad un colletto fra il Buc de Nubiera e il Monte Baueria, in altri 20 min. circa e 5 ore 20 min. totali. Qui abbandoniamo il Sent. Cavallero , che piega a sinistra verso il Col de Nubiera, procedendo invece dritti in moderata discesa seguendo ora i segnavia , ai quali dopo poco si aggiungono i del S20. Si sovrastano i Laghi di Nubiera (asciutti al mio passaggio), superati i quali il sentiero inizia a scendere più ripido e tortuoso con parecchi tornantini puntando ad un pianoro erboso sottostante. Raggiunto il pianoro lo si percorre fino in fondo, dove si incontra il Sentiero Icardi proveniente da sinistra (Bivacco Barenghi), in 30 min. dal colletto. Ora si procede dritti seguendo i  , S18 e , percorrendo il Vallonasso di Stroppia in costante ma mai ripida discesa fino a raggiungere il bivio dell’andata nei pressi del Lago Niera , in altri 10 min circa e 6 ore totali. Ora si segue lo stesso percorso dell’andata fino al Lac d’Ars, ed invece di percorrere il sentiero più diretto (, che a scendere potrebbe essere un po’pericoloso), si rimane sullo stesso sentiero, che perde quota con frequenti tornantini, attraversando poi una passerella in legno che permette di superare un rio e raggiungendo in breve il primo bivio dell’andata. Da qui poi sullo stesso percorso iniziale fino allo spiazzo, in 1 ora dal bivio nei pressi del Lago Niera e 7 ore totali.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Meravigliosa escursione in ambiente a tratti Dolomitico. Gita piuttosto lunga ed impegnativa, ma assai remunerativa. Vetta imponente, soprattutto se vista dall’inizio della Valle Stroppia, che offre un panorama davvero strepitoso, anche se Brec e Aiguille de Chambeyron non offrono il loro profilo migliore (dalla Tete de la Frema vi è una vista migliore rispetto al Sautron). Davvero pittoresco il Lago Niera. Il tratto finale verso il Colle Portiola, con tacca rossa, di tanto in tanto tende a sparire(o perlomeno io l’ho perso parecchie volte e poi ritrovato) essendo a volte su labile traccia, con le tacche poste in punti spesso non proprio logici. Idem per la traccia finale che porta in vetta, non e’ ben chiaro dove bisogna iniziare a seguirla e diventa evidente poco sotto la cresta Nord.

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