Monte Alpesisa e Monte Lago da San Martino di Struppa 984-942

Il monte Alpesisa è un rilievo dell’Appennino Ligure situato alle spalle di Genova, tra la Val Bisagno e la Valle Scrivia e sullo spartiacque appenninico principale. Il Monte Alpesisa è caratteristico per la sua forma, trapezioidale se vista da Genova e che appare invece conica da altri punti di vista. I pendii che lo costituiscono sono principalmente erbosi, adibiti a pascolo. La sommità, che si trova su un lungo tratto di cresta quasi pianeggiante, è segnalato dalla presenza di una croce di vetta metallica costruita assemblando balestre di autobus, costruita infatti dal gruppo escursionistico dei dipendenti dell’AMT di Genova. Qui descrivo un anello con partenza da San Martino di Struppa ma volendo le possibilità di percorsi sono molteplici.

🏁 Punto di partenza: Piazzale Chiesa di San Martino di Struppa mt. 372

⚠️ Difficoltà:          E

Sviluppo:           10,2 Km

📈 Dislivello:           870 Mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 3 ore 25 min. (compresa la deviazione al Monte Lago)

📅 Data escursione:    07/05/2020

🚥 Periodi consigliati:  Tardo Autunno, Inverno e Primavera

🔎 Valutazione:        ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova si segue la Val Bisagno procedendo su Via Lungo Bisagno Dalmazia, che poi diventa Via Adamoli, quindi Via Pedullà. Superati i campi sportivi del Ligorna si oltrepassa un semaforo e, poche centinaia di metri dopo, si svolta a destra, svolta che permette, con semaforo, di accedere al ponte sulla sinistra, approdando così sull’altro versante del Torrente Bisagno, in Via Struppa. Bisogna ora procedere verso monte per qualche centinaio di metri. Poi ad un semaforo si svolta a sinistra su Via Trossarelli, che va seguita fin a San Martino di Struppa dove, in corrispondenza della Chiesa, si può lasciare l’auto in un piazzale.

Itinerario:

Dal piazzale nei pressi della Chiesa di San Martino di Struppa mt. 372 si procede su asfalto in Salita Gave che conduce in breve in corrispondenza dell’incrocio con Via Borgano. Qui si abbandona la strada asfaltata a destra contrassegnata da segnavia e (dal quale arriveremo al ritorno) e ci si mantiene a sinistra sempre su Salita Gave seguendo il , che procede in ripida salita su asfalto fra le case, fino ad un’ultima, punto in cui termina l’asfalto ed inizia un sentierino che si addentra in un fitto bosco. Seguendo sempre i segnavia  si fuoriesce in breve dal bosco approdando su di una distesa prativa oltre la quale si giunge in corrispondenza del punto in cui termina una stradina asfaltata proveniente da destra ed inizia uno sterrato che va ora seguito, in 10 min. da inizio percorso. La sterrata costeggia inizialmente in piano le recinzioni di una proprietà per poi addentrarsi nel bosco, punto in cui aumenta notevolmente la pendenza e diviene strada cementata. Dopo circa 15 min. si perviene ad un grosso cancello che bisogna superare e, sempre su ripida strada cementata, si perviene, in altri 15 min. circa, ad un bivio di strade. Il si mantiene a sinistra e va seguito fuoriuscendo in breve dal bosco fra distese di asfodeli, alle pendici Ovest del Monte Alpesisa. Il sentiero raggiunge un secondo cancello, che bisogna oltrepassare approdando così in breve alla Gola di Sisa, in altri 10 min. e 50 min. totali, ossia una bella zona adibita al pascolo valico fra la Val Bisagno e Val Noci. Qui si svolta a destra seguendo ora l’ che si addentra quasi subito nel fitto bosco andando a tagliere le pendici Nord del Monte Alpesisa fino ad un bivio, in altri 10 min. circa. A destra si stacca infatti il sentiero con indicazione per il Monte Alpesisa che va ora seguito abbandonando così l’. Il sentierino, esile ma sempre ben visibile, permette di raggiungere in ripida e costante salita, la sommità del Monte Alpesisa mt. 984, in altri 20 min. dal bivio ed 1 ora 20 min. totali. Panorama (in giornate limpide) a Nord-Est Monte Bano, catena dell’Antola a Est Oramala, Montarlone, Maggiorasca, Aiona e Candelozzo, a Sud-Est Croce dei Fò a Sud il Monte Fasce, a Sud-Ovest Genova e la Riviera di Ponente, a Ovest le Alpi Liguri dal Pizzo d’Ormea al Mondolè, Argentera, Reixa, Bric del Dente e Monviso, a Nord-Ovest Monte delle Figne, Leco, Cervino e Rosa. Ora si procede sul pianoro sommitale puntando verso Sud-Est fino praticamente alla sua estremità, punto in cui vi è un bivio di sentieri. Io, non avendo mai raggiunto in Monte Lago, ho optato per svoltare a sinistra ma, se non si ha voglia di aggiungere dislivello si può tranquillamente svoltare a destra su (cosa che farò dopo). Seguendo quindi la traccetta che discende il ripidissimo pendio erboso si giunge ad un primo colletto a 850 mt. circa, dove si torna a salire fino ad una modesta elevazione mantenendosi pressochè sul filo di cresta che nel versante Sud si presenta precipite e rocciosa mentre nel versante Nord prativa e boscosa. Con qualche saliscendi si giunge ad una sorta di anticima dalla quale si risale l’ultimo ripido pendio che conduce in vetta al Monte Lago mt. 942, in altri 30 min. ed 1 ora 50 min. totali. Panorama pressochè identico a quello dell’Alpesisa ma con una visione decisamente migliore e più ampia del Lago di Val Noci. Giunti qui vi sono due possibilità di ritorno: scendere sul sentiero che raggiunge il Colle Est del Monte Lago mt. 847, poi scendere a Canate mt. 536 e da qui sul si torna a San Martino di Struppa (vantaggio di non avere più dislivello e di essere un più logico anello ma il tratto tra Canate a San Martino, già percorso in passato è piuttosto monotono) oppure ritornare all’Alpesisa e da qui seguire il (ha il vantaggio che dall’Alpesisa al Monte Piano di Croce è un percorso decisamente alpestre e gradevole ma comporta aggiungere più di 100 metri di dislivello). Io ho optato per questa seconda ipotesi per cui ho ripercorso il sentiero fino al bivio sulla cresta sommitale dell’Alpesisa, in altri 30 min. circa. Il sentiero inizia a perdere quota fra erba e roccette percorrendo il fianco Est della montagna andando poi a raggiungere un pianoro prativo adibito a pascolo dal sapore alpestre che va attraversato fino ad approdare, in altri 25 min. e 2 ore 45 min. totali, al Monte Piano di Croce mt. 776, ultimo punto in cui guardando a ritroso si può scorgere l’Alpesisa con la sua particolare sagoma a trapezio. Si discende per crinale approdando in breve su di un successivo pianoro erboso dove la traccia scompare momentaneamente per riapparire nitida poco dopo sempre su crinale in corrispondenza di un rado boschetto che va ora attraversato. Si procede ora all’interno del bosco, seguendo sempre i frequenti , in costante e a tratti molto ripida discesa che in alcuni punti coincide con il percorso del metanodotto, andando poi a costeggiare un paio di ruderi (dei quali il più grosso presenta una grossa crepa). In breve si discende fino a pervenire ad un bivio, in altri 25 min. circa, dove bisogna trascurare a sinistra il , che conduce a Canate, e svoltare invece a destra sempre sul . Questo, nuovamente fra rada boscaglia e contornato d muretti a secco, conduce in circa 5 min. ad incontrare l’asfalto, punto in cui si trascura la strada a destra e si procede dritti in ripida discesa in Via Borgano. Con poi qualche saliscendi si giunge al bivio dell’andata tra e con il , e da qui come effettuato all’andata fino al piazzale della Chiesa di San Martino di Struppa, in altri 10 min. e 3 ore 25 min. totali.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Terza volta sul Monte Alpesisa, montagna abbastanza vicina a casa, dalla forma particolare e i connotati alpestri che per questi motivi mi fa piacere rivedere. La Fase 2 della quarantena del resto consente nel mio caso di spostarmi soltanto all’interno della mia provincia di residenza….per cui la cerchia delle gite papabili per il momento è piuttosto limitata. Ad ogni modo resta una zona piacevole, specie il versante Sud del monte, percorso al ritorno e già percorso in passato. Come citavo nella descrizione del percorso ho effettuato una deviazione al Monte Lago che era l’unico che non avevo mai raggiunto, però effettuarla, se si vuole tornare poi dal , comporta un dislivello aggiuntivo di circa 130 metri su ripidissimo pendio. Pertanto, una volta raggiunto il Monte Lago ho avuto la tentazione di effettuare un anello più ampio e privo di ulteriori dislivelli passando per Canate ma, ricordando poi il percorso, che oggettivamente dice poco, ho preferito ritornare a ritroso e optare per l’altra soluzione più faticosa ma maggiormente remunerativa.

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