Monte Bano, Monte Tacche e Monte Caricato mt. 1035-964-953

Il Monte Bano e`una montagna dell’Appennino Ligure, situato sullo spartiacque tra la Valle Scrivia e vallone del Rio Noci, suo tributario. Si presenta come una montagna impervia e slanciata, dai fianchi particolarmente ripidi, e culmina con due cime: la cima ovest è un cono di erba, rocce e boscaglie che costituisce il punto culminante mentre la cima est è più massiccia ed allungata, ed è di poco più bassa ma evitata dai percorsi segnalati. I boschi di castagno che ne ricoprono i fianchi sono stati fino ad oltre la metà del XX secolo fonte di reddito e nutrimento per gli abitanti dei numerosi villaggi, oggi in gran parte abbandonati, presenti nella zona come Brugosecco, Montebano, Camponevoso, Noci e altri ancora.

🏁 Punto di partenza: Montoggio mt. 452

Difficoltà:          E

Sviluppo            9,5 km

Dislivello:           700 mt. circa

🔎 Valutazione:        ⭐⭐

Accesso:

Dalla Val Bisagno si procede fino ad arrivare in Via Pedullà. Qui si svolta a sinistra su ponte ed ora si svolta a destra. Si continua dritti per poco, fino a svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Creto su SP13 che sale con frequenti tornanti superando San Siro di Struppa e poi Aggio. Con ancora qualche tornante si arriva a Creto. Si procede sempre sulla strada principale che attraversa i paesini Acquafredda e poi Tre Fontane per poi scendere verso Montoggio. Ad uno stop si svolta a destra e, dopo essere entrati in Montoggio, ad un incrocio si svolta nuovamente a destra e immediatamente dopo a sinistra entrando in un ampio parcheggio dove si puo` lasciare l’auto.

Itinerario:

Dal parcheggio si trascura subito la strada che sale a sinistra con indicazioni per Casa Teitin e un’azienda agricola (dalla quale arriveremo al ritorno), per seguire invece la strada asfaltata a destra che sale fino a raggiungere Carpi Superiore. Raggiunte le ultime case, dove termina anche l’asfalto, ci si mantiene a destra seguendo i e procedendo su strada cementata prima e poi su sentierino che si addentra subito in un rado boschetto. Inizialmente vi e`un’alternanza di tratti nel boscco ad altri fra piccole distese prative, per poi addentrarsi definitivamengte nel fitto del bosco in moderata salita. Giunti intorno ai 600 mt. di quota bisogna guadare un rio e immediatamente dopo aggirare una grossa frana che ha spazzato via un tratto del sentiero originario. Qui e` stato provvidenzialmente risegnato un sentiero che sale a destra piuttosto verticale, ma ben attrezzato con canaponi che permettono di aiutarsi in questo tratto ripido e su fondo fangoso. In breve ci si riallaccia al sentiero originario che ora con ripetuti tornantini prende quota raggiungendo cosi`, in 35 min. dal guado e 55 min. totali, il crinale, dal quale e` finalmente possibile godere di un po` di panorama perlomeno verso Sud con l’Alpesisa che domina il Lago di Val Noci e sulle Alpi Liguri. Qui vi e` un crocevia di sentieri e tracce dove bisogna piegare a sinistra, trascurando la traccetta in piano che conduce ai ruderi di Case Montebano, per seguire invece il sentiero contrassegnato sempre con che sale ora piuttosto ripido su crinale erboso, con qualche sporadico e scolorito , proveniente da Tre Fontane. Dopo un primo strappo abbastanza ripido nel rado bosco il sentiero spiana in un punto privo di alberi che permette di ammirare un panorama ancor piu`ampio. Oltre questo tratto il sentiero piega leggermente a sinistra mantenendosi poco sotto al crinale nel versante settentrionale della cresta in moderata salita fino ad incontrare un bivio. Qui, in corrispondenza di un’indicazione scritta su pietra “Bano” con freccia, bisogna trascurare a sinistra una traccetta che procede dritta ed evidente, per piegare invece bruscamente a destra seguendo appunto l’indicazione. Il sentiero  si porta ora nel versante meridionale uscendo dal bosco e giungendo in breve ad uno spallone dove bisogna svoltare bruscamente a sinistra e risalire il ripido pendio finale giungendo in 25 min. dal crinale e 1 ora 20 min. totali in vetta al Monte Bano mt. 1035. Panorama a Nord-Est Legna`, Antola, Cremado, Duso, Prela`, a Est Oramala, Montarlone, Maggiorasca, Aiona, Lavagnola, Caucaso, a Sud-Est Candelozzo, Bado e Croce dei Fo` , a Sud Fasce e Alpesisa, a Sud-Ovest Alpi Liguri dal Saccarello al Mondole` , Argentera, Reixa, Bric del Dente, Monviso, Monte Poggio, Figne e Leco, a Nord-Ovest Gran Paradiso, Gran Combin, Cervino e Rosa. Dalla vetta si procede verso Est seguendo il segnavia ( QZ2) su cresta che digrada per circa 150 mt. fino ad un punto in cui nella boscaglia la traccia si biforca e bisogna trascurare l’evidente traccia di sinistra per seguire invece quella a destra. Il sentiero supera un tratto di alti arbusti e procede piu`o meno verso Est su prati inclinati per poi iniziare la discesa su antiche fasce, tratto in cui e` bene prestare molta attenzione a seguire i segnavia perche`, malgrado l’ottima recente risegnatura, e` facile perderli di vista. La traccia, non sempre evidente, scende comunque alcune fasce cercando il punto maggiormente accessibile e puntando prevalentemente sempre verso Sud-Est fino ad intercettare un evidente sentiero. Questo si mantiene pressoche`in falsopiano fino ad un bivio non indicato dove si trascura la traccia in salita per seguire quella in moderata discesa che in breve conduce ai ruderi della Casa Teitin mt. 915, in 20 min. dal Monte Bano. Una volta superata, pochi metri dopo, si perviene ad un bivio, dove, se si vuole raggiungere altre due vette non irresistibili ma comunque allungare un po`il percorso, bisogna trascurare momentaneamente la deviazione a sinistra sul (al ritorno scenderemo di qui per rientrare a Montoggio) per  procede ancora dritti seguendo il  e che ora in piano adduce alle pendici del Monte Tacche. Io, per raggiungerne la sommita`, raggiunto un punto in cui il sentiero slarga, ho piegato a destra risalendo nel bosco per la massima pendenza andando poi ad intercettare piu` o meno in cresta una vaga traccetta che puntando verso Sud permette di raggiungere la boscosa vetta del Monte Tacche mt. 964, in 10 min. da Teitin e 1 ora 50 min. totali. Da questa si procede seguendo la cresta, che a tratti offre anche qualche modesto panorama verso Alpesisa e Candelozzo, e con una vaga traccetta  che discende fino a giungere ad un palo dell’altatensione, nei pressi del quale si intercetta nuovamente il sentiero . Lo si segue ancora piegando a destra ed in breve si giunge ad un bivio di sentieri, in circa 10 min. dal Tacche, dove si trascura quello a sinistra con indicazione per il Monte Candelozzo per piegare invece a destra seguendo l’indicazione per Noci. Questo sentierino lo si segue solo per pochi metri, infatti si incontra subito un seccessivo bivio, alla Sella di Noci, dove bisogna trascurare quello a destra che discende verso Noci e seguire invece quello in ripida salita contrassegnato da segnavia    ,il QZ5. Questo procede pressoche` sul filo del crinale fino a raggiungere la sommita` del pendio, ossia la vetta anch’essa boscosa del Monte Caricato mt. 953, in 10 min. dal bivio e 2 ore 10 min. totali. Si ritorna a ritroso fino a Teitin e da qui si prende la deviazione a destra sul , il “Sentiero della Resistenza” (QZ4). Questo, sempre molto evidente e ben segnato con , scende attraverso un fitto bosco pervenendo dopo circa 15 min. ai ruderi del borghetto di Ciappa mt. 876, oltre il quale il sentiero scende lungamente con maggiore decisione effettuando anche numerosi tornantini fino a sbucare, dopo 35 min. da Ciappa e 3 ore 15 min. totali, su sterrata. Questa va seguita piegando a destra solo per poche decine di metri, ossia fin quando intercetta una strada cementata che va seguita in discesa per 200 mt. approdando al parcheggio di inizio percorso, in altri 5 min. e 3 ore 20 min. totali, chiudendo cosi`l’anello.

Tempi:               Giro ad anello totale 3 ore 20 min.

Data escursione:     30/04/2019

Periodi consigliati:   Autunno, Inverno e inizio Primavera

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Non sono un amante dell’Appennino per cui difficilmente chi legge potra` trovare in questa categoria commenti particolarmente positivi…difatti anche questa gita non posso esimermi dal definarla non proprio esaltante visto che il 90% della gita si effettua all’ interno del bosco, apprezzabile invece il panorama di vetta del Bano. Devo comunque segnalare che e` stato un piacere constatare come l’impegno di un volontario abbia permesso di fruire nuovamente di questi sentieri, evitando cosi` che il degrado e l’incuria li facessero divenire un lontano ricordo di percorsi che furono. Questa persona, un utente del forum Quotazero, si e`prodigato prendendosi carico di risistemare, ripulire e risegnare i sentieri di questa zona dando loro, oltre ai canonici simboli F.I.E. , anche dei nomi ribattezzandoli con la sigla QZ. Pertanto onore a lui per la passione con cui si e` buttato in quest’impresa, sicuramente faticosa ma di gran soddisfadizione….del resto ogni cosa fatta con amore e passione non puo` che concludersi con un successo. Tornando alla gita in questione e` poco impegnativa dal punto di vista fisico e impegna ben poco tempo, mezza giornata basta e avanza.

 

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