Anello Monte delle Figne

Il Monte delle Figne è una montagna dell’Appennino Ligure, poco a nord dello spartiacque ligure-padano (che passa per il vicino monte Taccone), al confine tra Liguria e Piemonte. Il Monte delle Figne è la vetta più elevata di quest’area (che comprende anche i monti Tobbio, Taccone e Poggio), e`costituita da una costiera erbosa tra le valli del Gorzente e del Lemme. Alla base del suo versante occidentale si trovano i Laghi del Gorzente di cui si gode una bella vista. Qui propongo un percorso ad anello effettuato percorrendo al ritorno la cresta Sud-Ovest del Monte delle Figne, tratto privo di segnaletica esclusion fatta per alcuni ometti fino al Monte Battolina.

🏁 Punto di partenza: Curva del mulo a circa mt. 650

⚠️ Difficoltà:          E, EE solo il tratto della cresta Sud-Ovest del Figne

Sviluppo            18,3 km

📈 Dislivello:           1300 mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 6 ore 10 min.

📅 Data escursione:     09/05/2020

🚥 Periodi consigliati:   Autunno, Inverno e Primavera

🔎 Valutazione:         ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova in autostrada A7 fino a Bolzaneto. Alla rotatoria seguire la SP35 fino a Pontedecimo. Arrivati a Pontedecimo, ad un semaforo svoltare a sinistra su SP5 che attraversa Campomorone e poi Ceranesi. Alla fine dell’abitato svoltare a sinistra sul ponte e poi a destra su SP4. Questa inizia a salire costantemente con parecchi tornanti superando alcuni paesini tra cui San Martino di Paravanico. Proseguire ancora quindi, arrivati in vista del Monte Pesucco (monticello pochi metri sopra la strada, con grossa croce sulla cima), si procede fino ad un successivo tornante con ampio parcheggio, la curva del mulo, dove si può lasciare l’auto.

Itinerario:

Dal parcheggio a 650 mt. circa si procede sull’esile sentierino riportante segnavia 12 che si addentra subito in un boschetto in piano o moderata salita sovrastando quasi subito un torrione a destra, utilizzato come palestra di roccia. Superata poi una zona adibita a pascolo si procede nel rado boschetto in costante ma mai eccessivamente ripida salita sbucando poi in corrispondenza del Passo Pratoleone mt. 779, in 25 min. circa. Qui si trascura la sterrata che volge a sinistra e porta ai Laghi del Gorzente e si svolta invece a destra seguendo ora l’, con indicazione per il Passo della Bocchetta, su sentiero che inizia quasi subito ad inerpicarsi con parecchi tornanti, superando poi la Fontana dei Segaggin (acqua potabile), e sbucando pressochè su crinale in corrispondenza dell’Osservatorio Naturalistico, in altri 15 min. e 40 min. totali. Bisogna ora svoltare a destra in piano giungendo in breve ad un cancello in legno oltre il quale, se si vuole raggiungere il Bric di Guana, bisogna abbandonare momentaneamente l’ e procedere seguendo una traccetta con qualche ometto che risale il pendio erboso fino appunto alla cima del Bric di Guana mt. 962 in 10 min. dall’Osservatorio e 50 min. totali. Continuando ora nella stessa direzione fra vaghe tracce o a vista, si ritorna sull’ e si continua a seguirla in moderata salita raggiungendo in 25 min. circa il Prato Perseghin mt. 967, pianoro alla base del Monte Taccone. Ora all’ si aggiunge il   proveniente da Isoverde, e si procede pertanto sul sentiero riportante entrambi i segnavia ma solo per pochi metri in quanto, se si vuole raggiungere il Monte Taccone, bisogna deviare a destra e procedere su traccetta che in ripida salita, su pendio fra erba e roccette, conduce in altri 15 min. e 1 ora 30 min. totali in vetta al Monte Taccone mt. 1113. Si scende poi su tracce verso Nord fino a riallacciarsi al sentiero con l’ e che ora segue il crinale. In circa 10 min. si arriva a Prato Mezzano mt. 1066, dove si abbandona l’, che piega a destra verso il Passo della Bocchetta,e si può scegliere se seguire una traccetta che sale piuttosto ripidamente per crinale o continuare sul che, in falsopiano fra belle distese prative, conduce, in circa 15 min. ed 1 ora 55 min. totali, pochi metri sotto alla vetta del Monte delle Figne mt. 1172, che da qui si raggiunge facilmente risalendo senza via obbligata il pendio erboso. Panorama molto ampio essendo la cima più elevata della zona ed in giornate terse è davvero eccezionale (non in questa circostanza) a Nord-Est Giarolo, Ebro e Chiappo, a Est Carmo, Antola, Leco e Aiona, a Sud-Est Monte di Portofino, Fasce e Forte Diamante, a Sud Monte Figogna e Punta Martin, a Sud-Ovest Reixa, Bric del Dente, le Liguri dal Pizzo d’Ormea al Mondolè, Argentera, da Ovest a Nord-Ovest le Alpi Occidentali e Centrali tra le quali spiccano il Monviso, Gran Paradiso, Gran Combin, Cervino, Rosa, Dom e Weissmies. Ora io ho effettuato una leggera deviazione (assolutamente non necessaria) per raggiungere il Bric Tavolin, vetta non particolarmene interessante ma mai raggiunta in precedenza, e per fare ciò dal Monte delle Figne si scende fino a ritornare sul sentiero nei pressi di un’insellatura con palina. Si risale quindi brevemente raggiungendo un’anticima del Monte delle Figne e da questa si perde quota costantemente fino ad un pianoro in corrispondenza di un abbeveratoio, punto in cui bisogna abbandonare il sentiero per seguire una traccetta che per filo di crinale boscoso conduce a raggiungere l’anonima e parzialmente boscosa vetta del Bric Tavolin mt. 1001 (comunque il panorama si scorge ugualmente), in 25 min. dal Figne e 2 ore 20 min. totali. Ritornati all’insellatura nei pressi del Monte delle Figne, in 30 min. circa, se si vuole compiere un anello, bisogna svoltare a destra su pendio erboso puntando ad una sottostante elevazione rocciosa. Si percorre pertanto la cresta Sud-Ovest del Figne con iniziale semplice crestina di roccette affioranti fino a raggiungerne l’estremità e da questo punto, sempre su roccette, si discende ritornando poi su pendio erboso, dove non esiste alcuna traccia ma si intercettano di tanto in tanto alcuni ometti di pietre che aiutano a seguire la giusta direzione (in caso di scarsa visibilità sconsiglio questo percorso). Gli ometti ci inducono a puntare verso destra fino ad un’altra vetta senza nome e da questa si discende ancora per filo di cresta fra erba e roccette (attenzione all’esposizione sulla destra) o leggermente più a sinistra su pendio erboso, non fa differenza. La crestina in breve diviene nuovamente crinale erboso ed in moderata discesa conduce alla vetta del Monte Battolina mt. 834, dove vi sono alcuni resti di trune o caselle di pastori, in altri 45 min. circa, vetta dalla quale si ha una bella visuali sui laghi, specie sul sottostante Lago Bruno. Dal Monte Battolina, per discendere alla sterrata sottostante, non esiste più traccia alcuna e bisogna viaggiare a vista scegliendo i punti dove la vegetazione, composta inizialmente di bassi arbusti e poi di arbusti e pini, permette un migliore passaggio. Io sono sbucato sulla sterrata in corrispondenza di un rio, in altri 20 min. e 3 ore 55 min. totali. Ora bisogna svoltare a sinistra (Sud) e seguire la sterrata, riportante segnavia e , che in breve scende fino a raggiungere un ponte che permette di superare un’ansa del Lago Bruno e da qui dopo poco si perviene ad un bivio, dove si trascura la sterrata a sinistra che conduce ad una chiusa per procedere invece dritti su quella principale. Questa costeggia, sovrastandolo, la sponda orientale del Lago Bruno raggiungendo poi le costruzioni del posto di comando della diga. Ora in moderata salita seguendo i segnavia e si giunge in breve alla Casa dei Guardiani mt. 685 con adiacente piccola cappelletta, in altri 25 min. circa. Pochi metri dopo bisogna abbandonare questa sterrata e, in corrispondenza della palina indicatrice, svoltare a sinistra seguendo l’indicazione per l’Osservatorio Naturalistico. Il sentiero, che riporta ora segnavia SN, si addentra subito piuttosto ripidamente all’interno del bosco puntando pressochè verso Nord poi, una volta piegato decisamente a destra (Est), procede con modesti saliscendi fino ad un bivio. Qui bisogna trascurare la traccetta che procede dritta e svoltare invece a destra seguendo sempre il  SN, con indicazione per il Sacrario ai Martiri di Prato Mezzano. In ripida salita fra radi pini si perviene al Sacrario, in altri 30 min. circa dalla Casa dei Guardiani, e da questo, sempre in ripida salita, si fuoriesce dal bosco e si risale su pendio erboso fino al punto panoramico con panca in legno, dal quale si ha una bella visuale sui laghi. Risalendo di pochi metri si giunge sulla vetta del Bric Lagolungo mt. 923, in 15 min. dal Sacrario e 5 ore 5 min. totali, e da questa si discende sul sentiero che raggiunge in breve una bella insellatura prativa chiamata Piano della Benna. Si procede ora in moderata salita fino ad intercettare l’ alle pendici del Bric di Guana e da qui si svolta a destra giungendo in breve al cancelletto in legno dell’andata, in altri 20 min. circa, concludendo qui di fatto l’anello. Ora si ripercorre il percorso già effettuato all’andata fino al parcheggio, in altri 45 min. e 6 ore 10 min. totali. 

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Data la situazione contingente di quarantena sono ancora impossibilitato a fare gite dove vorrei, nelle Alpi. Pertanto, potendo effettuare gite solo nella provincia di Genova, ho pensato di tornare in questa zona già battuta anni fa per toccare qualche vetta mancante e percorrere qualche sentiero nuovo. Nel complesso ne è uscita una bella escursione, in ambiente piacevole, con belle vedute sui laghi, discrete fioriture e con meteo discreto anche se non limpidissimo. Il tratto fra l’insellatura sotto il Monte delle Figne e la sterrata in corrispondenza del Lago Bruno, ossia la cresta Sud-Ovest del Figne, è totalmente priva di segnalazioni, anche se perlomeno nella parte iniziale fino al Monte Battolina vi sono parecchi ometti di pietre che aiutano a seguire la giusta direzione, comunque intuitiva. Oltre non vi è più nulla e si viaggia a vista fra la vegetazione, non eccessivamente rigogliosa ma che impone comunque di scegliere il punto migliore dove passare. Un percorso che è servito indubbiamente per fare allenamento in vista di gite future.

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