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Monte Tanarello mt. 2097

Il Monte Tanarello è una montagna delle Alpi Liguri, situata lungo la catena principale alpina, sullo spartiacque fra la Valle Tanaro e la Valle Roia, nonché fra Italia e Francia. Si presenta come un dosso separato dal Monte Saccarello tramite il Passo Basera e dalla Cima Ventosa tramite il Passo Tanarello. Il versante italiano presenta vasti pendii, usati in estate come pascoli, il versante francese risulta invece ripido e dirupato. Qui propongo la salita da Valcona soprana anche se a mio giudizio non è il percorso più logico. Altre possibilità di partenza sono da Piaggia e da Monesi di Triora.

🏁 Punto di partenza: Valcona Soprana mt. 1420

⚠️ Difficoltà:          E

Sviluppo:           12,2 Km

📈 Dislivello:           830 Mt. circa

⏱️ Tempi:              Andata  3 ore 30 min. Ritorno  2 ore  Totale 5 ore 30 min.

📅 Data escursione:     16/01/2021

🚥 Periodi consigliati:   Tutto l’anno, meglio in inverno con neve per ciaspolata

🔎 Valutazione:         ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino ad Albenga, quindi alla rotonda si volge a destra procedendo su SP582 con indicazioni per Pieve di Teco. Dopo circa 200 mt. si svolta a destra seguendo per Pieve di Teco su SP453 attraversando Bastia e Coasco, oltre il quale si trascura la deviazione a sinistra per Villanova e si procede ancora dritti. Sempre su SP453 si superano Ortovero, Pogli, Ponterotto, Borghetto d’Arroscia, Vessalico e Perinetti. Poco dopo il borgo bisogna trascurare a destra la SP7 con indicazione per Pieve di Teco e mantenersi a sinistra sempre su SP453, andando poi a raggiungere la deviazione a sinistra per Rezzo, da trascurare. Costeggiata una zona industriale si perviene ad una grossa rotonda dove bisogna imboccare la seconda uscita seguendo le indicazioni per Torino entrando in breve in galleria. Usciti dalla galleria, che consente di aggirare Pieve di Teco, ad una rotonda si imbocca la SS28 con indicazione per Ceva, poi, una volta raggiunto Acquetico, ci si mantiene sulla SS28 trascurando a sinistra la SP3 per Mendatica. La strada risale la valle superando San Luigi e Case Rosse fino ad arrivare al Colle di Nava. Si discende per circa 1,5 km quindi si svolta a sinistra su SP1 seguendo le indicazioni per il Colle San Bernardo di Mendatica. Questa stretta strada risale lungamente fino ad arrivare al Colle che va oltrepassato seguendo la strada a destra, la SP1, che perde moderatamente quota raggiungendo Monesi di Mendatica, che si scansa sul bypass (data la frana sulla SP1) per poi raggiungere Monesi di Triora. Raggiunto un ampio piazzale bisogna seguire la strada che scende a destra, sempre la SP1, che in breve conduce al paese di Piaggia, che bisogna oltrepassare ora su SP154 giungendo poi ad un un bivio, ove bisogna svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Valcona soprana. La stradina piuttosto stretta sale ripidamente e con alcune svolte raggiunge le prime case del paese poi, dopo un breve ma ripido tratto, in corrispondenza di una fontana si può svoltare a sinistra e lasciare l’ auto in un piccolo piazzale oppure a destra e lasciare l’auto dopo una curva a bordo strada (io ho fatto così non trovando posti nel piazzale).

Itinerario:

Da Valcona Soprana mt. 1420 si procede su strada asfaltata in salita fin quando questa termina in corrispondenza di un grosso fabbricato, punto in cui sulla destra diparte una sterrata che bisogna ora seguire. Questa, dopo un paio di tornantini, compie un semicerchio verso sinistra giungendo poi ad un bivio, dopo 30 min. circa, indicato da un segnavia con freccia a destra e a sinistra, punto in cui si procede a sinistra trascurando quello di destra che porta alla Margheria Binda. La sterrata compie ora un traverso all’interno di un bosco di conifere in moderata discesa fino al raggiungimento di un poggio con roccetta sulla quale è stata posta una statua raffigurante un angelo ed una croce, punto anche che funge da crocevia di sentieri, in altri 15 min. circa. Trascurato il sentiero 319 a sinistra, che riconduce a Valcona Soprana (lo seguiremo al ritorno per toranre al parcheggio), bisogna invece continuare dritti seguendo il sentiero per Piaggia. Questo, dopo aver perso qualche decina di metri di quota, conduce ad un bivio a “Le Casette” mt. 1450, dove si trascura a sinistra il sentiero che discende con numerosi tornanti a Piaggia per procedere invece a destra in salita seguendo le indicazioni per Case Chizzorane e Passo Tanarello. Puntando ora verso Sud-Ovest fra terrazzamenti e muretti a secco, con qualche tornante si giunge a rasentare i ruderi di antiche costruzioni per poi approdare in corrispondenza di un altro agglomerato di ruderi, Case Chizzorane mt. 1530, in altri 30 min. e 1 ora 15 min. totali. A destra del gruppo di case iniziano una serie di tornantini non sempre evidenti ma che si risalgono prendendo come riferimento i paletti in legno posti di tanto in tanto, poi, terminati i tornanti si piega decisamente a sinistra effettuando un lungo traverso per 500 metri circa. Ancora qualche tornantino per superare alcuni terrazzamenti poi, giunti ad un nuovo rudere, si torna a procedere a mezzacosta per altri 300 metri circa raggiungendo così un’ampia radura (qui è stato necessario attraversare i resti di una slavina, prestare pertanto molta attenzione in questo punto in caso di forte innevamento e rischio valanghe elevato). Dopo aver attraversato la radura, si procede effettuando qualche svolta portandosi tendenzialmente verso destra ed intercettando così la sterrata Monesi-Tenda, in 1 ora 10 min. da Case Chizzorane e 2 ore 25 min. totali, che va seguita ora a sinistra in falsopiano. Si procede su di essa per circa 500 metri raggiungendo così la Cabane Pastorale de Loxe mt. 1830, oltre la quale bisogna continuare ancora per altri 250 metri giungendo ad un casottino in legno con vicina palina, in altri 20 min. dalla sterrata. Oltre il casottino bisogna piegare a destra ed effettuando numerosi ampi tornanti (o risalendo dritto per dritto il ripido pendio) si perviene sul crinale, nelle vicinanze di un traliccio dell’alta tensione posto alla sommità del dosso che sovrasta il Passo di Tanarello a destra, punto in cui piegando invece a sinistra si risale il modesto pendio giungendo così, in altri 45 min. e 3 ore 30 min. totali, in vetta al Monte Tanarello mt. 2097. Panorama a Nord su Cima Ventosa, Marguareis, Pian Ballaur, Saline, a Nord-Est Mongioie, Rotondo, Conoia, Pizzo d’Ormea, Antoroto, Armetta, Dubasso, Galero e l’Appennino ligure, ad Est Apuane e Castell’ermo, a Sud-Est Garlenda e Frontè, a Sud il Saccarello, Toraggio, Pietravecchia, a Sud-Ovest Cima e Balconi di Marta, ad Ovest Cime du Diable, Bego, Grande Capelet, Saccarello, Chamineye, Lusiere, Clapier, Gelas, Argentera, Rocca dell’Abisso e Frisson e a Nord-Ovest Bertrand, Missun. Ritorno sullo stesso percorso dell’andata fino a Case Chizzorane poi, invece di seguire il sentiero che perde quota, si è optato per svoltare a sinistra seguendo una traccetta che in falsopiano attraversa una serie di fasce e che, dopo circa 580 metri, conduce al poggio con croce e angioletto. Da qui è opportuno svoltare a destra seguendo il 319, che in moderata discesa e poi con qualche saliscendi all’interno di un boschetto di conifere conduce alle prime case di Valcona Soprana in corrispondenza di un ponticello in legno. Da questo si punta ad una graziosa chiesetta, quindi fra i vicoletti del borgo si raggiunge in breve la strada nelle vicinanze della Fontana du Bocciu, dove a seconda di dove si è parcheggiato ci si sposta andando a conclude il percorso, in 2 ore dalla vetta e 5 ore 30 min. totali.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Percorso piacevole ma oggettivamente non strabiliante. Indubbiamente la partenza da Valcona Soprana non è stata azzeccatissima, in primis perché è la partenza più distante dal punto di arrivo, poi perché comporta nella parte iniziale alcuni saliscendi e non ultimo la strada che nelle condizioni attuali, piuttosto sporca e ghiacciata, e la ricerca dei pochi posti disponibili han fatto perdere molto tempo. Sicuramente più logica e breve è la partenza da Monesi o tuttalpiù da Piaggia, ma comunque meglio da Monesi essendo un percorso più gettonato e quindi più probabilmente meglio battuto. Il percorso prevedeva il raggiungimento della Cima Ventosa ma, data la partenza molto ritardata e la fatica per batter traccia essendo un percorso poco frequentato, si è raggiunto il crinale ad un ora piuttosto tarda, optando per virare sul vicino Monte Tanarello. Senza contare che in corrispondenza del nostro arrivo sul crinale è sopraggiunta la nebbia che ha pregiudicato anche buona parte del panorama. Gita pertanto che ha lasciato molto l’amaro in bocca, tanto più che col senno di poi si sarebbe anche potuto provare a raggiungere la meta prestabilita, magari correndo un po’di più in discesa.

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