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Monte Frisson mt. 2637

Il Monte Frisson è una montagna delle Alpi Marittime, è situata al termine della Valle Vermenagna, nel punto in cui convergono i Valloni degli Alberghi, dell’Abisso e del Sabbione, nelle vicinanze della più famosa Rocca dell’Abisso. Ha una forma a piramide, che la fa assomigliare, fatte le dovute proporzioni, al Cervino. Qui propongo il classico percorso da Palanfrè.

🏁 Punto di partenza: Palanfrè mt. 1379

⚠️ Difficoltà:          EE 

Sviluppo:          

📈 Dislivello:           1300 mt. circa

⏱️ Tempi:              Andata 3 ora 30 min. – Ritorno 2 ore 40 min. – Totale 6 ore 10 min.

📅 Data escursione:     11//10/2009

🚥 Periodi consigliati:   Da Giugno a Ottobre

🔎 Valutazione:         ⭐⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Savona poi svoltare a destra seguendo le indicazioni per Torino sulla A6 fino a Mondovi’. Usciti dall’autostrada si segue la superstrada e ad una rotonda si segue la SP564 fino alle porte di Cuneo. Qui si svolta sulla SP21 che evita la città e lambisce Boves per giungere a Borgo San Dalmazzo. Qui bisogna seguire le indicazioni Limone Piemonte procedendo ora su SS20 che supera Robilante e conduce a Vernante. All’altezza di un semaforo si svolta a destra su SP278 e si sale trascurando poi la deviazione a sinistra per Folchi e, dopo circa 8km di numerosi tornanti, si giunge alle prime case di Palanfrè, dove ad un tornante vi è un ampio spiazzo e finisce la strada.

Itinerario:

Dal parcheggio si sale su asfalto raggiungendo in breve la piazza del piccolo borgo di Palanfrè mt. 1379 dove, nelle vicinanze di una fontanella, vi è una palina indicatrice. Si segue ora la strada asfaltata in salita che fiancheggia il bar posto tappa, giungendo poi ad un tornante dove bisogna abbandonare l’asfalto, che continua sulla destra, per procedere dritti ora su sterrata. All’altezza di un altro tornante si incontra un’altra palina, punto in cui si trascura la sterrata che continua a destra e si procede ancora dritti seguendo le indicazioni per i Laghi del Frisson su mulattiera. Questa si inoltra in una fitta faggeta inizialmente in piano o moderata salita e poi in lieve discesa, fino al raggiungimento di una radura erbosa, nella quale sorge il Gias Piamian mt. 1460, in 20 min. dalla partenza. Superato il Gias la mulattiera diventa sentiero ed inizia a salire decisamente per raggiungere la sommità della bastionata, posta fra la Costa Lausea e il Monte Colombo. Qui il sentiero procede inizialmente su detriti, terriccio e fango che rendono la salita piuttosto faticosa, poi diviene via via migliore e si sale con numerosi tornanti fino alla sommità della bastionata, in circa 25 min. dal Gias, dove appare per la prima volta la maestosa mole del Monte Frisson. Ora si procede in falsopiano costeggiando il torrente (in secca) fra i pini mughi, quindi segue un tratto in moderata salita fino ad un bivio, in altri 25 min. circa. Trascurando il sentiero a sinistra, che conduce al Lago degli Alberghi, si procede invece a destra seguendo le indicazioni per i Laghi del Frisson. Dopo qualche tornante si approda ad un pianoro erboso, sede del Gias Villazzo mt. 1823, in 15 min. dal bivio, superato il quale il sentiero diventa decisamente più ripido, fra distese prative e rododendri e poi su detriti fino a giungere, in circa 30 min. ed 1 ora 55 min. totali, al Lago Inferiore del Frisson mt. 2057. Si trascura la deviazione a destra, che sale al Passo della Mena e al Colle del Sabbione, e si procede dritti andando a costeggiare la riva destra del lago, seguendo le frequenti e gli ometti che permettono di raggiungere, in altri 15 min. circa, il successivo risalto roccioso dove sorge il Lago Superiore del Frisson mt. 2127. Anche qui si procede seguendo la sponda destra del Lago e si seguono sempre le che, con alternanza di grossi sfasciumi e comodo sentierino, permettono di raggiungere un colletto, in altri 20 min. circa, dal quale si può ammirare il sottostante Vallone del Sabbione. Il sentiero svolta ora a sinistra ed inizia ad inerpicarsi con numerosi tornanti sul ripido pendio erboso fino a giungere all’inizio della Cresta Nord-Ovest. Ora si procede in moderata salita fra erbette passando poco sotto alla cresta ed arrivando così, in 35 min. dal colletto, all’inizio di un ripidissimo canalino erboso. Questo costeggia la base di una grossa parete rocciosa sulla sinistra, mentre sulla destra è sormontato da alcuni gendarmi. Giunti faticosamente in cima al canalino, in altri 20 min. circa, ci si ritrova la strada sbarrata da un grosso masso, che bisogna superare con l’aiuto delle mani. Una volta oltrepassato appare il versante opposto dominato dalla presenza del Monte Chiamossero ed il Lago degli Alberghi. Ora vi è un unico passaggio leggermente delicato, ossia un diedro verticale attrezzato con catena che aiuta a risalirlo. Dopodiché si sale facilmente sulla cresta finale, tra rocce ed erbette, fino alla spaziosa cima del Monte Frisson mt. 2637, in circa 1 ora dal colletto e 3 ore 30 min. totali. Dalla cima il panorama è strepitoso sui sottostanti laghi, il Colle di Tenda con dietro le Alpi Liguri, la vicina Rocca dell’Abisso, il Monte Bego, Clapier, Gelas, Carbone’, Argentera, Monviso ,Cervino e Rosa. Ritorno sullo stesso percorso dell’andata in circa 1 ora 05 min. al Lago Inferiore ed 1 ora 35 min. dal Lago a Palanfrè.   

Galleria fotografica:

Commenti:

Escursione piuttosto lunga e faticosa, ma decisamente remunerativa. Il Monte Frisson è una gran bella cima, non eccessivamente elevata ma molto panoramica. Fino al Gias Villazzo l’escursione è lunga come sviluppo ma con modesto dislivello, dopodiché la salita diventa decisamente più impegnativa. Il tratto attrezzato con catena non è per niente pericoloso, anzi personalmente l’ho trovato abbastanza divertente, ma da effettuare comunque con la giusta concentrazione. Prestare attenzione nel tratto dopo la catena fino alla cima perché in alcuni punti risulta un po’ esposto, attenzione pertanto a dove si mettono i piedi. Arrivati alla sommità del canalino, merita una leggera divagazione di qualche metro in direzione della Rocca dell’Abisso, perché apparirà il sottostante Lago dell’Oro, non visibile dal sentiero. Sempre dalla sommità del canalino, per il ritorno, si possono seguire le tacche rosse, che effettuano un giro più lungo, ma evitano il canalino, che a scendere è un po’ troppo ripido e pericoloso.

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