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Monte Armetta mt. 1739 anello dal Colle di Caprauna

Il Monte Armetta è una montagna delle Alpi Liguri, si trova fra la Val Tanaro e la Val Pennavaire. I suoi versanti esposti verso la val Tanaro sono rocciosi e dirupati, mentre i pendii che si affacciano verso la Val Pennavaire sono decisamente più dolci e si presentano coperti di boschi e, più in quota, di ampie distese prative. Il suo nome, secondo alcuni studiosi, sarebbe riconducibile al termine arma, con il quale nella zona si indicano le grotte. Qui propongo il classico percorso anello dal Colle di Caprauna.

🏁 Punto di partenza: Colle di Caprauna mt. 1375

⚠️ Difficoltà:         E 

Sviluppo:          13,7 km

📈 Dislivello:              650 mt.

⏱️ Tempi:             Giro ad anello totale 6 ore 55 min.

📅 Data escursione:    13/01/2021

🚥 Periodi consigliati:  Autunno, Inverno ed inizio Primavera

🔎 Valutazione:        ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino ad Albenga poi, usciti dall’autostrada si segue SS582 seguendo le indicazioni per Garessio e la si percorre per circa 5 km, superando anche Cisano sul Neva. Giunti in località Martinetto si svolta a sinistra su ponte e procedendo ora su SP14 si entra così in Val Pennavaire. Si risale superando alcune frazioni quindi il borgo di Nasino e successivamente Madonna di Curagna, oltre il quale si entra in territorio piemontese, ora su SP216. La strada risale andando a lambire il paese di Alto, poi con numerosi tornanti sale fino a rasentare il paese di Caprauna. Con ancora 7 km di ripetuti tornanti si perviene infine al Colle di Caprauna ove in uno slargo nei pressi di un pannello esplicativo in legno o a bordo strada si può lasciare l’auto.

Itinerario:

Dal Colle di Caprauna mt. 1375, sul lato opposto dello spiazzo con pannello in legno ed in corrispondenza di una palina, si intercetta il sentiero che porta a risalire il crinale. Con alcuni modesti saliscendi in circa 300 metri si perviene ad un bivio, dove si trascura a destra la strada sterrata che discende verso il Rifugio Pian dell’Arma e si continua invece dritti, ora in ripida salita fra le conifere. Dopo altri 180 metri bisogna trascurare la deviazione a sinistra che discende verso il Colle di Prale e continuare in ripida salita, ora su sempre fra due strisce di conifere, giungendo poi ad un trivio, in 25 min. dalla partenza. Qui si trascura a destra il sentiero anch’esso per il Rifugio Pian dell’Arma, a sinistra quello per Alpisella, Boissetta e Ormea, procedendo invece dritti ancora sull’. Giunti poi ad un piccolo ripiano alla base di una zona rocciosa il sentiero abbandona il crinale piegando a destra per aggirarla, quindi, sempre con pendenza sostenuta fra boschetti di larici e noccioli si giunge ad un terrazzino panoramico ove è stato posto un grosso ripetitore, in altri 50 min. circa. L’ torna ora a piegare a destra per aggirare la balza rocciosa del Monte della Guardia (qui volendo in condizioni estive si può risalire direttamente un canalino raggiungendo la croce, cosa che ora con neve è sconsigliabile), tagliandone in piano le pendici all’interno di un fitto bosco di conifere fino ad intercettare un bivio. Qui se si vuole raggiungere il Monte della Guardia bisogna abbandonare momentaneamente l’ e svoltare a sinistra in ripida salita fra gli alberi giungendo su crinale fra la vetta a destra e la croce a sinistra (raggiungibile in meno di 250 metri procedendo su filo di cresta). Piegando a destra in breve si perviene al grosso ometto di pietre in vetta al Monte della Guardia mt. 1658, in 20 min. dal ripetitore e 1 ora 35 min. totali. Ora si può tornare a ritroso sul sentiero oppure, come ho fatto io, procedere sul crinale verso Nord-Est rasentando una pineta sulla destra quindi, raggiunta una paretina rocciosa che sbarra il percorso, si piega a destra obliquando fino ad intercettare nuovamente l’ nei pressi della Colla Bassa mt. 1570, in altri 30 min. e 2 ore 5 min. totali. Qui si incontra una palina, con indicazione a destra per il rifugio e a sinistra per Alpisella, entrambe da trascurare per proseguire sempre dritti su ripido crinale ora spoglio e con segnavia su paletti in legno, giungendo così nelle vicinanze di una paretina rocciosa alla base della quale si sviluppa la grotta denominata “Garb del Dighea”. Sempre per crinale si rasentano poi alcune betulle solitarie e con un ripido strappone si perviene alla sommità di un dosso dal quale la meta è ora ben visibile e raggiungibile scendendo dapprima alla sottostante selletta per poi risalire il pendio finale fino alla vetta tondeggiante del Monte Armetta mt. 1739, in 55 min. dalla Colla Bassa e 3 ore totali. Panorama a Nord Antoroto e Bric Mindino, a Nord-Est Appennino Ligure, Monte Galero, Monte Carmo di Loano, a Est le Apuane e Dubasso, a Sud-Est Castell’ermo, Corsica e Pizzo d’Evigno, a Sud Monte Faudo ed il vicino Monte della Guardia, a Sud-Ovest Monte Ceppo, Monega, Frontè, Garlenda, Saccarello, a Ovest Missun e Bertrand, Rocca dell’Abisso, Pertegà, Ferà, Argentera, Conoia, Roccate e Pizzo d’Ormea, a Nord-Ovest Cima Ciuaiera e Rocche di Perabruna. Per effettuare il percorso ad anello dalla vetta bisogna discendere nell’opposto avvallamento erboso deviando al fondo di esso con un diagonale a sinistra passando alla base di una modesta paretina rocciosa giungendo poi sulla dorsale contrassegnata sempre segnavia o paletti in legno. Seguendo ora pressoché il filo di crinale si perviene ad una sorta di anticima dalla quale si discende ancora per crinale o poco sotto per circa 350 metri, ossia fino ad una palina. Qui si svolta a destra e seguendo i segnavia puntando grossomodo verso Sud-Est si discende fino a raggiungere la conca chiamata Pian del Colle mt. 1484 ove sorge un grosso fabbricato( presumibilmente una malga), in un’ora dall’Armetta. Qui ho voluto fare una deviazione fuori sentiero al vicino Monte Pesauto e per fare ciò bisogna puntare verso la base dell’evidente paretina rocciosa del monte per poi deviare in diagonale verso destra in ripida salita fra piantine di rododendri e radi alberi approdando così in breve sul crinale sommitale. Piegando ora a sinistra in pochi metri si giunge all’ometto di pietre sulla piatta sommità del Monte Pesauto mt. 1544, in altri 15 min. e 4 ore 15 min. totali. Scendendo ora dal pendio opposto, puntando decisamente verso Est ossia verso il Colle di San Bartolomeo, si giunge nelle vicinanze di un rudere, punto in cui, invece di salire verso il colle mi sono mantenuto a destra puntando ad una vicina palina in legno. Questa (che indica erroneamente in quel punto il Colle San Bartolomeo), indica in discesa il Passo dei Sii mentre a destra Caprauna e Madonna di Guarnieri, sentiero che andiamo ora a seguire appunto a destra in moderata salita giungendo in breve ad un colletto con annessa vicina croce sulla sinistra, in 20 min. dal Pesauto. Ora su strada cementata si rasentano le Case dei Fan, poi su sterrata si procede in falsopiano o moderata discesa tagliando i pendii alle pendici meridionali del Monte Pesauto pervenendo poi ad un bivio di sterrate, vanno bene entrambe e conducono, volendo, tutte al Rifugio. Io ho optato per quella in moderata discesa sulla sinistra che porta a tagliare le pendici di una bastionata rocciosa, che presenta anche qualche modesto torrione. Poco dopo si giunge ad un primo bivio a sinistra per Madonna Guarnieri e immediatamente dopo a destra per la Colla Bassa, entrambi da trascurare per continuare ancora su sterrata, in 45 min. dalla croce e 5 ore 20 min. totali. Dopo meno di 600 metri si intercetta un nuovo bivio, in altri 15 min. circa, punto in cui bisogna abbandonare la sterrata e seguire il sentierino sulla destra che in rada boscaglia risale il pendio alla base di una paretina rocciosa sulla quale si possono scorgere fra gli alberi qualche grazioso torrione. L’esile sentierino, che presenta anche un grosso albero abbattuto, conduce poi ad intercettare un soprastante sentiero contrassegnato da una in corrispondenza di un pinnacolo. Piegando ora a sinistra, seguendo sempre le indicazioni per il Rifugio Pian dell’Arma, si procede in falsopiano all’interno di un rado boschetto che conduce poi, in circa 300 metri, ad un gruppo di case e da qui, seguendo il sentiero di destra, in ulteriori 200 metri si perviene al Rifugio Pian dell’Arma mt. 1342, in 50 min. dal bivio e 6 ore 25 min. totali. Raggiunta una vicina fontana si segue la sterrata in moderata salita contrassegnata da segnavia all’interno di un boschetto di faggi per circa 450 metri, punto in cui la si abbandona per seguire un sentierino sulla sinistra che discende fino ad un grosso casolare denominata Cascina San Giovanni (io l’ho fatto per arrivare il prima possibile a camminare senza neve non potendone più), per poi procedere su sterrata che conduce all’asfalto della SP216. Ora si risale su asfalto fino al colle, in altri 30 min. dal Rifugio e 6 ore 55 min. totali concludendo così l’anello.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Anello semplice ed interessante, ideale se si vuole effettuare una facile ciaspolata con poco dislivello. Molto belli i giochi di forme creati dalla neve su crinale ed i panorami, specie sulle vette della Val Tanaro che sulla Corsica, complice la giornata estremamente tersa.

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