La Rocca del Nigro è una montagna delle Alpi Cozie, si trova in Valle Varaita nel displuvio tra il Vallone Biancetta e quello di Saint Véran, nelle vicinanze del confine italo-francese che è posto al Col Balnchet. Qui vado a descrivere un percorso ad anello che permette di toccare la cima ed ammirare i Lac Blanchet.
🏁 Punto di partenza: Slargo prima del ponte sul Rio Antolina sopra a Chianale mt. 1876
⚠️ Difficoltà: Tutto E, EE il tratto senza traccia dal Colle al Lago Blanchet Sup e il tratto finale per la vetta
⏩ Sviluppo: 13,8 Km
📈 Dislivello: 1300 Mt. circa
⏱️ Tempi: Giro ad anello totale 6 ore
📅 Data escursione: 02/07/2020
🚥 Periodi consigliati: Da Giugno a Ottobre
🔎 Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐
Accesso:
Da Genova con l’autostrada A10 fino a Savona poi svoltare a destra seguendo le indicazioni per Torino sulla A6 fino a Fossano. Usciti dall’autostrada si seguono le indicazioni per Fossano e, nei pressi del paese, si seguono invece quelle per Villafalletto. Raggiunto Villafalletto si segue la SP169 fino a Costigliole di Saluzzo poi la SP1 fino a Piasco, dove si svolta a sinistra su SP8 che si addentra in Val Varaita superando i paesi di Venasca, Brossasco, Melle, Frassino e Sampeyre. Poi su SP105 Casteldelfino, Pontechianale e Chianale. Superato quest’ultimo si svolta subito a sinistra ed attraversato un ponte si incontra a destra un ampio spiazzo (volendo si può lasciare l’auto qui), procedendo ancora sulla stradina si raggiunge un ampio slargo che precede un ponte, punto oltre il quale vi è il divieto di circolazione per cui si lascia qui l’auto.
Itinerario:
Dallo slargo a mt. 1876 si procede su sterrata incontrando quasi subito una palina che indica il bivio fra il
U21 per il Col Longet, dal quale arriveremo al ritorno ma ora da trascurare, e il
U20 a destra con indicazione per il Colle Saint Veran ora da percorrere. Si attraversa pertanto il ponte sul Rio Antolina procedendo su comoda sterrata che sale moderatamente fra belle distese prative fino al raggiungimento di una palina, dove la si abbandona per seguire a destra sempre il
U20 che, ora su sentierino, risale più decisamente su pendio erboso iniziando così la risalita del Vallone di San Veran e potendo ammirare al fondo del vallone la nostra meta, la Rocca del Nigro, e la bella Rocca Bianca. Dopo circa 25 min. dall’abbandono della sterrata si trascura la deviazione a destra per il Bric Faraudo e poco dopo anche la seguente deviazione sempre a destra per il Ricovero Carlo Emanuele III e Colle dell’Agnello e si procede sempre dritti sul sentiero
U20. Dopo aver compiuto un lungo traverso verso Nord-Ovest, giunti ad un minuscolo ripiano acquitrinoso, il sentiero inizia a compiere alcuni tornantini andando poi a rasentare un roccione dalla forma appuntita, oltre il quale si torna a procedere su traverso fino al raggiungimento di una graziosa cascata, in 1 ora 5 min. dal bivio e 1 ora 35 min. totali. Si torna ad effettuare numerosi tornanti andando poi a rasentare anche una roccia nella quale vi è una poco accennata grotta all’interno della quale è stata posta una madonnina ed alcuni ex voto. Con alcuni tornantini, potendo ammirare ora la Rocca Bianca che da qui diviene piuttosto affilata, si giunge su di un ampio ripiano erboso, con già intuibile il percorso di salita verso il colle. Il sentiero, sempre ben segnato con segnavia
si porta verso le propaggini rocciose inferiori del monte Il Pelvo e, una volta raggiunte, compie poi un traverso verso sinistra (tratto un po’ delicato al mio passaggio in quanto presentava un nevaio abbastanza ripido e che ho preferito aggirare su roccette in quanto sprovvisto di ramponi). Oltrepassato il traverso in breve si risale fino al Colle San Veran mt. 2848, in 55 min. dalla cascata e 2 ore 30 min. totali. Dal colle si trascura il sentiero a destra che conduce a Il Pelvo e al Col de Chamoussière, quello dritto che scende al Refuge de la Blanche e si procede invece a sinistra sul
U59 con indicazione per la Rocca Bianca e Colle Biancetta (Col Blanchet). Questo sentiero, se si vuole andare a vedere i due laghi Blanchet, va seguito solo per circa 300 metri di moderata salita, poi bisogna deviare a destra e seguire delle labili o addirittura inesistenti tracce con, di tanto in tanto, giusto qualche ometto puntando grossomodo verso Sud-Ovest fino a raggiungere, dopo circa 700 metri, le rive del Lac Blanchet Superieur mt. 2815, in 30 min. dal colle. Portandosi sulla sponda orientale del lago si intercetta il sentiero contrassegnato con
che in circa 10 min. digrada fino al Lac Blanchet Inferieur mt. 2746, dalla cui sponda orientale diparte il sentiero che rimonta su detriti fino al Col Blanchet mt. 2897, in altri 25 min. e 3 ore 35 min. totali. Dal colle bisogna discendere fino al ripiano sottostante dove scorre un placido rio che bisogna guadare e, seguendo una traccetta, si risale fino ad un piccolo ripiano sede in alcuni periodi dell’anno di un minuscolo laghetto, il Lago del Nigro, (al mio passaggio sommerso dalla neve) dal quale bisogna svoltare a destra e, seguendo una traccetta, andare a portarsi alle pendici della Rocca del Nigro, alla cui base si intercetta il sentiero per la vetta. Seguendo ora i numerosi ometti ed i segnavia
SFM (Sentiero Franco e Matteo) si risale il ripido pendio di detriti raggiungendo poi una selletta erbosa alla destra della parete rocciosa. Qui, seguendo sempre i segnavia
, si volge a sinistra e su facili roccette si giunge ad un modesto ripiano alla base del cupolone sommitale. Aiutandosi in alcuni punti con le mani si risale le comunque facili roccette che, in altri 30 min. e 4 ore 5 min. totali, conducono sulla risicata vetta della Rocca del Nigro mt. 2969.
Panorama a Nord la vicina Rocca Bianca, a Nord-Est Crete de la Taillante, Pan di Zucchero, Pic d’Asti e l’Asti, a Est Punta Gastaldi, Visolotto, Monviso, Punta Tre Chiosis, Cima delle Lobbie, a Sud-Est le Alpi Liguri dal Bric Mindino al Bertrand e le Alpi Marittime dalla Rocca dell’Abisso all’Argentera, a Sud Cima Pienasea, Cima del Lupo, Monte Salza e Mongioia, a Sud-Ovest Aiguille de Chambeyron e Roc della Niera, a Nord-Ovest Ailefroide, Pic Sans Nom, Barre des Ecrins, La Grande Ruine, Pic Gaspard, Pic de Rochebrune e Thabor.
Si ridiscende fino alle pendici del monte e, in corrispondenza di un evidente ometto, si svolta decisamente a sinistra iniziando a discendere il Vallone Biancetta cercando di seguire il sentiero, cosa che a me non è riuscita, probabilmente perché sepolto sotto una discreta quantità di neve, ma ho comunque percorso alcuni dossi erbosi verso Sud-Ovest che mi hanno condotto al bivio per il Col Blanchet, ovviamente da trascurare. Il sentiero discende sulla sinistra fino ad un ripiano dove giace un acquitrino a mt. 2744, oltre il quale si prosegue in moderata ma costante discesa fino ad intercettare un bivio. Qui bisogna ora percorrere il sentiero
U21, in discesa e trascurando lo stesso in salita che conduce al Col Longet, raggiungendo così in breve le sponde del Lago Bleu mt. 2533, in 1 ora dalla vetta. Guadato faticosamente il suo emissario si risale di qualche metro fino alla sommità del dosso che sovrasta il lago per poi discendere su traccetta fino ad intercettare l’ampio sentiero sottostante, sempre
U21. Questo in breve guada il rio che proviene dal Lago Nero e prende a scendere con numerosi tornanti fino a raggiungere il Grange dell’Antolina mt. 2300, situata su di un ripiano panoramico. Dal Grange si perde quota alternando traversi e tornanti fino ad addentrarsi in un bel lariceto. Procedendo all’interno di esso e puntando più o meno sempre verso Est si sbuca su sterrata in corrispondenza del ponte iniziale e nei pressi dello spiazzo, in altri 55 min. e 6 ore totali.
Galleria fotografica:
Grafici del percorso:
Commenti:
Escursione piacevole ad una meta poco conosciuta perché attorniata da cime più blasonate come Roc della Niera e Rocca Bianca, ma comunque molto panoramica. Bello il Lac Blanchet Superieur e le visuali su Roc de la Niera che dal Colle San Veran e dai laghi si mostra piuttosto aguzza.
