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Rocca Bianca mt. 3064

La Rocca Bianca è una montagna delle Alpi Cozie, che si trova tra la Val Varaita e il Queyras, sul confine italo-francese, con percorso di salita per la via normale che si sviluppa interamente in territorio francese. Si presenta come un caratteristico massiccio roccioso che si erge sulla cresta di confine tra il Colle di San Veran ed il Col Blanchet, ed è bifida, costituita ossia da due punte.

🏁 Punto di partenza: Parcheggio 200 metri oltre il Colle dell’Agnello in territorio francese a mt. 2723

⚠️ Difficoltà:          F per la vetta della Rocca Bianca, EE dal pianoro sotto alla vetta fino al bivio di tracce, E  il resto

Sviluppo:           10,5 Km

📈 Dislivello:           835 Mt. circa

⏱️ Tempi:              Andata 2 ore 25 min. Ritorno 2 ore 15 min.  Totale  4 ore 40 min.

📅 Data escursione:      13/09/2020

🚥 Periodi consigliati:    Da Giugno a Ottobre

🔎 Valutazione:         ⭐⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Savona poi svoltare a destra seguendo le indicazioni per Torino sulla A6 fino a Fossano. Usciti dall’autostrada si seguono le indicazioni per Fossano e, nei pressi del paese, si seguono invece quelle per Villafalletto. Raggiunto Villafalletto si segue la SP169 fino a Costigliole di Saluzzo poi la SP1 fino a Piasco, dove si svolta a sinistra su SP8 che si addentra in Val Varaita superando i paesi di Venasca, Brossasco, Melle, Frassino e Sampeyre. Poi su SP105 Casteldelfino, Pontechianale e Chianale. Superato quest’ultimo si risale con numerosi tornanti fino al Colle dell’Agnello, oltre il quale, in territorio francese si procede ancora per circa 200 metri, incontrando un parcheggio sulla destra dove lasciare l’auto.

Itinerario:

Dal parcheggio a 2723 mt. circa, attraversando la strada, si intercetta una traccetta che taglia il pendio erboso conducendo su asfalto poco più in basso, strada che va ora seguita in discesa per circa 150 metri fino ad un tornante, in 5 min. circa. Qui sulla destra si staccano due sentieri (uno che sale a sinistra, l’altro che scende a destra) che van bene entrambi e si ricongiungono dopo circa 350 metri, nel punto in cui si intercetta il sentiero segnato con segnavia proveniente dal basso e che porta al Col de Chamoussière. Bisogna ora seguire tale sentiero in salita che taglia il pendio detritico passando alle pendici del Dente dell’Agnello puntando dapprima verso Ovest in moderata ma costante salita compiendo così un semicerchio, poi, con qualche zig-zag in maggiore pendenza, conduce al Col de Chamoussière mt. 2884, in altri 40 min. e 45 min. totali. Trascurato il sentiero a destra (Tour del Queyras), e quello che continua e conduce direttamente al Colle di San Veran, si svolta invece a sinistra seguendo una traccetta che risale  verso la cresta detritica soprastante. Questa, puntando grossomodo verso Sud-Est, conduce senza difficoltà ad un colletto fra le due cime de Il Pelvo. Svoltando a sinistra per ampia cresta di grossi sfasciumi si giunge in breve sulla sommità de Il Pelvo mt. 3025 (Pic de Caramantran per i francesi), in 20 min. dal colle, poi, ritornati al colletto si procede in cresta seguendo una traccia contrassegnata da alcune che, con qualche tratto leggermente esposto, conduce in vetta a Il Pelvo cima Sud mt. 3021, di pochi metri più bassa della precedente, in altri 5 min. e 1 ora 10 min. totali. Si discende su comoda traccia percorrendo il crinale nord-ovest fino al raggiungimento del Col di San Veran mt. 2848, in 20 min. dalla cima sud. Dal colle si trascura a destra il sentiero che scende al Refuge de la Blanche e quello di sinistra, il U20, che scende a Chianale, per procedere invece dritti sul U59 con indicazione per la Rocca Bianca e Colle Biancetta (Col Blanchet). Si risale pertanto un dosso erboso pressoché su crinale incontrando poi, dopo circa 300 metri, un bivio non molto evidente su pietraia, punto in cui si trascura la deviazione a destra che scende verso i laghi Blanchet e si procede ancora dritti. In breve si rasenta una pietraia di grossi massi oltre la quale con qualche tornantino si perviene ad un dossetto panoramico. Si scende ora brevemente raggiungendo quasi subito un bivio di tracce, dove bisogna trascurare quella di destra in discesa che conduce ai laghi Blanchet e Col Blanchet (arriveremo da qui al ritorno), per svoltare invece su quella di sinistra in salita, in 20 min. dal colle ed 1 ora 50 min. totali, punto in cui inizia la risalita verso le vette della Rocca Bianca. Il sentiero segnato con segnavia si addentra fra alcuni grossi massi accatastati che vanno a comporre la confusa base rocciosa della Rocca Bianca. Superati subito un paio di facili passaggi di I° verso sinistra utilizzando le mani per risalire dei modesti muretti (facili ma resi però insidiosi dalla presenza di rocce unte e scivolose), piegando a destra si giunge ad un passaggio un po’ ostico, ossia un masso incastrato in un camino che sbarra il passaggio e che bisogna aggirare verso destra (II°). Oltrepassato questo punto ci si ritrova su di un terrazzino, dove si volge a sinistra e con alcuni facili passaggi (I°) risalendo un canalino roccioso si perviene alla sommità di esso in un intaglio roccioso. Ora si discende di pochi metri su ripida traccetta di fini sfasciumi per risalire su ampia cengia che conduce ad un ripiano. Procedendo dritti in piano su comoda traccia si attraversa un gradino su placca rocciosa fino al suo termine, ossia fino alla croce di vetta della Rocca Bianca Cima Nord-Est mt. 3048, in altri 20 min. e 2 ore 10 min. totali. Tornati a ritroso al ripiano ci si addentra in un canalino roccioso, che si supera risalendo su alcuni massi accatastati con semplici ma scivolosi passaggi di I°, sbucando poi su un nuovo piccolo ripiano dal quale si può ammirare, all’apparenza inaccessibile, il castello di vetta. Seguendo sempre i segnavia e gli ometti si procede verso destra su esile ed un po’ esposta traccetta di fini sfasciumi che conduce all’ampio ripiano alla base del cupolone roccioso sommitale, dove vi è un grosso ometto di pietre. Qui si sterza decisamente a sinistra superando subito una placchetta inclinata su roccia unta che, seppur semplice, è da affrontare con attenzione perché molto scivolosa. Su roccette articolate si punta ad una finestra di rocce accatastate, punto in cui la traccia volge decisamente a destra entrando in una specie di trincea naturale poco inclinata su fine terriccio fra placche montonate che termina con un canalino ostruito al fondo da alcuni massi incastrati (II°), da superare risalendolo da sinistra verso destra, probabilmente il passaggio più tecnico del percorso. Oltrepassato tale punto si svolta a sinistra e si procede su di una breve cengietta di detriti poco inclinata giungendo così sulla cresta sommitale e, piegando ora a destra e percorrendola per pochi metri, si arriva infine in vetta alla Rocca Bianca mt. 3064, in 15 min. e 2 ore 25 min. totali. Panorama io non ne ho visto ma in una giornata serena si sarebbe potuto vedere a Nord-Est Crete de la Taillante, Pan di Zucchero, Pic d’Asti, a Est Visolotto e Monviso, a Sud-Est le Alpi Liguri dall’Antoroto a Punta Marguareis e le Marittime dalla Rocca dell’Abisso al Gelas e Argentera, a Sud Salza e Mongioia, a Sud-Ovest la Roc de la Niera e a Nord-Ovest gli Ecrins e il Pic de Rochebrune. Ridiscesi al ripiano con ometto poco sotto alla vetta, se non si vuole effettuare lo stesso percorso dell’andata, si può optare per una variante che permette di allungare un po’ questo breve percorso. Si procede pertanto verso sinistra seguendo un’evidente traccia con qualche ometto che porta a discendere in un ampio canalone di sfasciumi, che va ora risalito su vaga o inesistente traccia su ripido pendio raggiungendo così un colletto (qui merita una modesta risalita di pochi metri fino alla cresta di grossi massi che permette di ammirare l’imponente e verticale parete della Rocca Bianca col suo strapiombo), in 20 min. dalla vetta. Dal colletto si discende seguendo una traccetta su crinale che puntando verso Sud-Ovest fra erba e detriti permette di raggiungere il Col Blanchet mt. 2897, in 15 min. dal colletto e 3 ore totali. Piegando ora a destra si discende di pochi metri abbandonando quasi subito il sentiero principale che discende verso il Lac Blanchet Inf. e, in corrispondenza di un piccolo ometto di pietre, si volge a destra seguendo una traccetta che in moderata discesa su ghiaione porta a compiere un traverso verso Nord raggiungendo poi la base del canalone risalito in precedenza. Seguendo sempre gli ometti si torna a salire fino ad intercettare dapprima un bivio a sinistra per i laghi Blanchet, da trascurare, e poi il bivio dell’andata all’inizio della salita per la vetta. Ora si ritorna come per l’andata fino al Colle di San Veran, in 45 min. dal Col Blanchet, e da qui si risale ancora per circa 150 metri fino ad un bivio di sentieri indicato da un ometto, punto in cui si trascura quello di destra (percorso all’andata scendendo da Il Pelvo Cima Sud) e si svolta invece a sinistra su comodo sentierino che conduce in altri 15 min. e 4 ore totali al Col de Chamoussière. Ora come per l’andata in altri 40 min. e 4 ore 40 min. totali fino al parcheggio.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Non tutte le ciambelle riescono col buco, ma stavolta è stata proprio una bella fregatura. La meta di giornata doveva essere la Crete de la Taillante, vetta prestigiosa, non difficilissima ma da affrontare con buona visibilità. Le previsioni davano sereno ovunque fino alle prime ore del pomeriggio, ed essendo una gita breve si era tranquilli di avere un discreto margine di ore di bel tempo per effettuarla. Invece, giunti al Colle dell’Agnello, il meteo non era per nulla sereno, con nuvoloni che andavano e vanivano all’impazzata stazionando, neanche a dirlo, quasi solamente sulla Taillante, o meglio sulla metà superiore della Taillante. Atteso per un bel pò l’evolvere del meteo al Col Vieux nella speranza di un dissolvimento delle nubi, abbiamo però dovuto a malincuore battere in ritirata ed inventarci un’escursione sul momento. La scelta è ricaduta sulla Rocca Bianca che aveva la partenza in comune, vetta già ipotizzata a Giugno nella gita alla Rocca del Nigro e trascurata per rischio di residua neve sui passaggi alpinistici. La gita però non è stata granchè a causa del meteo che, fino a metà pomeriggio, è stato caratterizzato da un andirivieni di nuvole in continua evoluzione che hanno ovviamente limitato non poco la visibilità. Ovviamente al termine della gita il meteo è migliorato (secondo le previsioni avrebbe dovuto essere invece tutto coperto) e ci ha offerto in bellavista la Crete de la Taillante sgombra di nubi e meravigliosamente illuminata, facendo così accrescere la rabbia. In conclusione diciamo che ci si è messo una pezza e la giornata non è andata perduta, tanto la Taillante è sempre li e prima o poi la giornata giusta per salirla arriverà. Il tratto alpinistico si può definire nel complesso semplice, presenta solo un paio di passaggi più ostici in cui bisogna studiare un po’ dove mettere mani e piedi, ma niente di eccessivamente complicato e privo di esposizione, da affrontare comunque con la giusta concentrazione. L’unica difficoltà che ho riscontrato è il tipo di roccia sulla quale bisogna affrontare la salita, roccia unta resa ancora più scivolosa dall’umidità, sembrava di camminare sul ghiaccio. Prestare pertanto molta attenzione

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