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Monte Bocco, Cima Canuti e Monte Malpasso mt. 1790-1744-1716 anello da Passo Lagastrello

Il Monte Bocco, Cima Canuti e Monte Malpasso sono cime dell’Appennino Tosco-Emiliano al confine tra l’Emilia e la Toscana, inserite nel contesto del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Qui propongo un anello partendo dal Passo del Lagastello, che tocca numerose cime raggiungendo poi i laghi Palo, Verdarolo, Scuro e Squincio.

🏁 Punto di partenza:  Passo del Lagastrello mt. 1213

⚠️ Difficoltà:          EE alcuni tratti della cresta tra Foce Banciola e Sella Canuti, tutto il resto E

Sviluppo:            15,7 Km

📈 Dislivello:            1050 Mt. circa

⏱️ Tempi:               Giro ad anello tot. 6 ore

📅 Data escursione:      06/07/2024

🚥 Periodi consigliati:    Autunno, tarda Primavera ed inizio Estate

🔎 Valutazione:          ⭐⭐

Accesso:

Da Genova in autostrada sulla A12 fino a Spezia e poi sulla A15 fino a Aulla. Usciti dall’autostrada dopo aver attraversato un ponte si perviene ad un incrocio ove ci si mantiene a destra seguendo per Aulla. Ad un successivo bivio ci si mantiene a sinistra su SS62 che evita il paese, e subito dopo nuovamente a sinistra seguendo per Fivizzano e poi a destra. Ci si mantiene ancora su SS62 fino ad un bivio in corrispondenza di un semaforo dove bisogna svoltare a destra su SS665 per Licciana Nardi, strada che va seguita attraversando i paesini di Monti e Licciana Nardi appunto. Dopo qualche km si perviene ad un bivio ove ci si mantiene a sinistra seguendo le indicazioni per il Passo del Lagastrello, ancora su SS665. Questa, dopo aver superato Tavernelle, inizia a salire compiendo numerosi tornanti fino a raggiungere il Passo del Lagastrello, punto in cui si trascura a destra la SP25  per Comano e Fivizzano e si continua dritti ancora per circa 500 metri ossia fin quando sulla destra si incontra un ampio spiazzo dove si può lasciare l’auto.

Itinerario:

Dallo spiazzo a mt. 1213 circa si torna a ritroso su asfalto per circa 700 metri poi, in corrispondenza di un tornante, si stacca sulla destra il sent. con segnavia 110, con indicazione per il Monte Bocco su piccolo cippo in pietra. Inizialmente poco evidente su prato, diviene poi chiaro e ben segnalato una volta addentrati nel bosco di faggi. In constante salita si rimonta il fianco del monte all’interno della fitta faggeta poi, arrivati all’altezza di un guado (segnalato in precedenza come attraversamento pericoloso), a mt. 1320 circa si abbandona il vecchio sentiero dismesso che piegava a sinistra verso il guado e si procede invece dritti sulla variante che si inerpica ripidissima (a tratti un po’ mal segnalata) e porta ad attraversare il guado più a monte (noi lo abbiamo trovato in secca). Ora il sentiero compie un traverso in piano o moderata salita verso sinistra che porta dapprima ad attraversare un modesto guado e poi ad uscire dal bosco in corrispondenza delle pendici di Cima Canuti, in 1 ora 5 min. dalla partenza. Ora la traccia di sentiero prende ad obliquare in moderata salita verso Ovest sovrastando il bosco fino a raggiungere la Foce Banciola mt. 1684, crocevia di sentieri, in altri 25 min. circa. Qui si trascura il sent.  745 per Prato Spilla e, momentaneamente, il sent.   00 per Cima Canuti e Monte Malpasso (che percorreremo dopo), andando invece a seguire il   00 a Sud-Ovest seguendo le indicazioni per il Monte Bocco. Il sentiero rimonta comodamente il crinale di erba e bassi arbusti approdando ad un bivio di tracce (vanno bene entrambe, a destra si sale più direttamente in vetta, a sinistra invece compie un giro più lungo ma meno ripido anche se poi svanisce nel nulla e bisogna procedere a vista verso la vetta) fino a raggiungere la cima del Monte Bocco mt. 1790, in 20 min. e 1 ora 50 min. totali.

Panorama (io ne ho visto poco ma con cielo terso sarebbe questo): a Nord Monte Torricella, a Nord-Est la cresta dal Monte Pitturina al Monte Malpasso, a Est Monte Ventasso, Alpe di Succiso, Monte Alto, Monte La Nuda, a Sud/Est le Apuane (Pania Secca, Pania della Croce, Penna di Sumbra, Tambura, Pisanino, Cavallo, Contrario, Pizzo d’Uccello e Monte Sagro), a Ovest Monte Gottero, Aiona e Maggiorasca, a Nord-Ovest Monte Bragalata 

Continuando ora in direzione Nord-Ovest seguendo le indicazioni per il Passo di Giovarello il sent.   00 discende ad una selletta per poi rimontare brevemente fino a raggiungere la sommità del dosso erboso, il Monte Uomo Morto mt. 1774 , in altri 10 min. e 2 ore totali. Ritornati alla selletta, per evitare di risalire al Bocco, bisogna ora piegare a sinistra e seguire una vaga traccetta a tratti inesistente puntando perlopiù a Nord-Est cercando poi di ritornare alla Foce Banciola, in altri 15 min. circa (in mancanza di visibilità o in assenza di traccia gps, conviene risalire al Monte Bocco oppure dalla vetta dell’Uomo Morto continuare ancora per crinale per poi seguire il sentiero che riporta alla Foce Banciola). Adesso bisogna seguire il sent.   00  verso Cima Canuti, procedendo ora su modesti dossi erbosi puntando verso l’evidente cresta. All’inizio della cresta si rimonta ripidamente un risalto di erba e roccette raggiungendo una prima sommità poi, su filo di cresta, si perviene alla Cima Pitturina mt. 1744, in altri 10 min. e 2 ore 25 min. totali. Con alcuni saliscendi il sentiero si mantiene perlopiù su cresta erbosa raggiungendo poi la base di un torrione che va aggirato sulla sua sinistra. Oltrepassato questo punto si torna a salire con decisione e le varie asperità rocciose vengono aggirate un po’ sul versante orientale ed altre in quello occidentale. Raggiunta un’elevazione erbosa senza nome, dove appare il sottostante Lago Palo, si procede più comodamente su filo di cresta erbosa che con un ultimo strappo permette di raggiunge la Cima Canuti mt. 1746, in altri 40 min. circa. Da qui si prosegue per crinale erboso discendendo fino alla vicina Sella Canuti mt. 1704, dove, se si vuole raggiungere il Monte Malpasso, bisogna continuare dritti ancora sul 00, sempre per cresta erbosa in moderata salita raggiungendo, in circa 10 min. e 3 ore 15 min. totali, il Monte Malpasso mt. 1716. Tornati alla Sella Canuti bisogna svoltare a destra seguendo il sent. 703A, con indicazione per Lago Palo e Prato Spilla effettuando un lungo traverso in moderata discesa che taglia le pendici di Cima Canuti conducendo poi, in altri 15 min. circa, ad un bivio in corrispondenza di un roccione panoramico sul Lago Palo. Qui si trascura a destra il sent. 703B per La Scaliccia (potrebbe andar bene anche questo ma taglierebbe fuori Lago Palo, Prato Spilla e Lago Verdarolo) e si volge a sinistra seguendo il 703A. Questo dopo aver compiuto un traverso in moderata discesa su pendio erboso perde quota velocemente addentrandosi in faggeta fino a raggiungere la sponda occidentale del Lago Palo mt. 1511, in altri 20 min. e 3 ore 50 min. totali. Raggiunta l’estremità settentrionale del lago bisogna piegare a sinistra, seguendo ancora il 703A, addentrandosi nella fitta faggeta che discende poi fino ad intercettare le piste da sci di Prato Spilla in corrispondenza di un nuovo bivio. Qui si trascura a sinistra il sent. 705 per il Passo di Giovarello, e si volge a destra seguendo la pista da sci sul 703 che in breve conduce al sottostante Prato Spilla mt. 1353, in altri 25 min. dal lago. Superati gli impianti di risalita si volge a destra andando ad approdare nel parcheggio di Prato Spilla e, seguendo la sterrata in moderata discesa, in breve si perviene alla palina che indica di seguire il sent. 703 a destra verso La Scaliccia, Lago Verdarolo e Lago Scuro. Dopo un primo tratto in salita all’interno del fitto bosco ne si esce attraversando una vasta pietraia ed infine si perviene a La Scaliccia mt. 1401, in 15 min. e 4 ore 30 min. totali, punto in cui bisogna trascurare a destra il sent. 703B che conduce a Sella Canuti e si procede invece dritti sul 703 per Lago Verdarolo e Lago Scuro. In moderata discesa si perviene in breve ad un bivio di sentieri in corrispondenza di uno slargo con tavoli e panche, vanno bene entrambi i sentieri in quanto seguono le due sponde del lago e si ricongiungono dopo. Io ho seguito il sentiero di destra andando poi a costeggiare il paludoso Lago Verdarolo mt. 1380 per poi risalire fino a raggiungere un bivio. Qui si trascura il sent. 701 che continua dritto per Rigoso e si svolta a destra seguendo ancora il 703 che in falsopiano o moderata salita conduce in 15 min. da Scaliccia e 4 ore 45 min. totali al Lago Scuro mt. 1387. Costeggiata la sponda settentrionale dal Lago Scuro (dalle tinte tra il marrone scuro ed il rosso) il sentiero prende ora a salire ripidamente in faggeta fino a raggiungere il Passo Sasseda mt. 1477, in altri 20 min. circa, punto in cui si trascura a destra il sent. 00 per Sella Canuti e quello a sinistra, sempre 00, per il Lago Squincio, procedendo invece dritti sempre sul 703 anch’esso per il Lago Squincio. In costante discesa, a tratti ripida all’interno del bosco si raggiunge poi la sponda settentrionale del paludoso Lago Squincio mt. 1238, in altri 25 min. dal passo, al termine del quale si trascura il sent. 00 per il Passo Sasseda, il 703 per Rigoso e si procede a destra sul 00 per il Passo Lagastrello. Seguendo questa strada sterrata in piano o falsopiano si perviene poi al parcheggio di inizio percorso concludendo così l’anello in altri 30 min. e 6 ore totali.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Gita decisamente sottotono….le previsioni ad Ovest davano maltempo, mentre ad Est prospettavano sereno tutto il giorno, per cui abbiamo deciso di accantonare le Alpi e cercare un po’ di sole che nei week-end di questa pazza estate si sta facendo decisamente attendere. Purtroppo, dopo un inizio soleggiato le nubi hanno fatto via via capolino tenendoci compagnia per tutta la giornata. Premesso che non sono un’amante dell’Appennino, direi che, essendo i laghi decisamente meno belli di quelli visti in zona anni fa, di questa gita salvo solo le belle fioriture, in particolare del Giglio di San Giovanni e di Aquilegia Bertolonii. 

 

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