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Punta Dante mt. 3166 anello per i Laghi delle Forciolline

La Punta Dante è una montagna delle Alpi Cozie e si trova in Valle Varaita, a sud del Monviso. Si trova lungo la cresta che scendendo dalla vetta del Monviso si abbassa al Passo delle Sagnette per poi rialzarsi fino alla vicina Punta Michelis. Qui propongo un lungo percorso ad anello con salita passando per i Laghi delle Forciolline e discesa per il Passo Fiorio Ratti ed i Laghi del Prete e Bertin.

🏁 Punto di partenza:  Castello  mt. 1603 circa

⚠️ Difficoltà:           E da Castello fino al Bivacco Berardo e dal Lago Bertin a Castello, il resto EE (con un punto dal Colletto Dante al Passo Fiorio Ratti che se non fosse attrezzato con cavi sarebbe F)

⏩ Sviluppo:            20,4 Km

📈 Dislivello:            1680 Mt. circa

⏱️ Tempi:               Giro ad anello totale  9 ore 30 min.

📅 Data escursione:       10/08/2026

🚥 Periodi consigliati:     Da meta`Giugno a Ottobre

🔎 Valutazione:          ⭐⭐⭐⭐

 

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a  Savona poi svoltare a destra seguendo le indicazioni per Torino sulla A6 fino a Fossano. Usciti dall’autostrada si seguono le indicazioni per Fossano e, nei pressi del paese, si seguono invece quelle per Villafalletto. Raggiunto Villafalletto si segue la SP169 fino a Costigliole di Saluzzo poi la SP1 fino a Piasco, dove si svolta a sinistra su SP8 che si addentra in Val Varaita superando i paesi di Venasca , Brossasco, Melle, Frassino e Sampeyre. Poi su SP105 si supera Casteldelfino e si procede su di essa poi, dopo aver superato il Rifugio Alevè, nei pressi del tornante prima di raggiungere Castello, in uno degli ampi spiazzi a bordo strada si può lasciare l’auto.

Itinerario:

In corrispondenza di una fontana, all’altezza del tornante, si stacca il sentiero U9 che avremmo dovuto seguire ma lo abbiamo trovato chiuso, pertanto nella fatispecie abbiamo continuato su asfalto fino a giungere nel borgo di Castello dove, all’altezza della graziosa chiesetta, bisogna svoltare a destra e seguire le indicazioni per il Rifugio Vallanta. Il sentiero dopo aver rasentato alcune case prende a salire con decisione per alternare tratti in falsopiano fino ad intercettare a quota mt.1760, dopo 20 min. circa, il sentiero U9 che arriva da destra e che ora bisogna seguire in salita. In breve il sentiero si porta a rasentare il Torrente Vallante fino a raggiungere un modesto ripiano dove vi è l’indicazione a destra per Rifugio Bagnour (con guado in pietra) da trascurare e si procede dritti, ora in salita più decisa su ampia mulattiera/sterrata con qualche tornantino, giungendo poi, a quota mt. 1810 ad un bivio in corrispondenza di un tornante. Qui il vecchio sentiero si stacca a destra ma vi è un’indicazione di sentiero dissestato (in realtà l’abbiamo seguito al ritorno ed era in buone condizioni), mentre sulla sinistra la sterrata compie ancora qualche svolta porta a salire per poi discendere fino a ricongiungersi al vecchio sentiero. Dopo circa 650 metri si giunge ad un nuovo bivio, in altri 25 min. e 45 min. totali, dove si trascura a destra il sent. U10 con indicazione per il Rifugio Sella e Rifugio Bagnour (arriveremo da questo sentiero al ritorno facendo l’anello), e si continua dritti sul U9, che esce momentaneamente dal bosco e, rasentando il torrente, permette di raggiungere il Grange Soulieres. In breve si attraversa un ponticello in legno e con lieve risalita si passa pochi metri sotto al Grange del Rio, per poi raggiungere il bivio posizionato su di un grosso masso per i Bivacchi Berardo, Boarelli e Andreotti, in altri 20 min. circa. Qui si abbandona il U9 svoltando appunto a destra sul sentiero senza numero che, dopo circa 200 metri, porta ad un nuovo bivio, in 5 min. circa, dove a destra si procede verso il Bivacco Boarelli, mentre a sinistra per il Berardo, vanno bene entrambi e conducono comunque ai Laghi delle Forciolline, ma a destra è più impegnativo mentre a sinistra porta anche a visitare altri laghetti, per cui si è optato per andare verso il Bivacco Berardo. Svoltando quindi a sinistra il sentierino sale in maniera decisa compiendo numerosi tornantini all’interno di un bel bosco misto di larici e pini cembri dal quale ne si esce a quota mt.2390 circa, oltre si continua con numerosi ripidi tornantini su pendio erboso fino a raggiungere il Bivacco Berardo mt. 2710, in 1 ora 45 min. dal  bivio e 2 ore 50 min. totali. Dal Bivacco si seguono i segnavia a destra, stando attenti a non seguire quelli che continuano in salita (noi li abbiamo seguiti per sbaglio per poi, una volta accorti dell’errore, puntare fuori sentiero traversando su pietraia fino ad intercettare il giusto percorso) fino a pervenire al Lago Pons mt. 2767, in altri 25 min. circa. Si continua seguendo i segnavia verso sinistra e, dopo circa 200 metri, li si abbandona momentaneamente per effettuare una modesta deviazione al Lago Pons Superiore a mt. 2800 circa, che si raggiunge dopo 150 metri su semplice pietraia in moderata salita e 15 min. da quello inferiore. Raggiunto il secondo lago, bisogna ora deviare a destra per tornare al sentiero segnato, che si segue a sinistra, fino a pervenire ad una cengia rocciosa, da affrontare con attenzione vista l’esposizione sulla destra. Questa, oltrepassati alcuni gradini rocciosi conduce ad un breve tratto attrezzato con cavo metallico e catena per superare una paretina comunque gradinata di un paio di metri, oltre il quale ci si ritrova in corrispondenza dell’anfratto denominato Balma Berard. Proseguendo sempre in salita su pietraia in breve si giunge in vista dei Laghi delle Forciolline, in 15 min. dal lago, punto in cui io ho optato per abbandonare il sentiero segnato puntando al sottostante Lago Inferiore scendendo un pendio facile ed intuitivo. Raggiunto il Lago delle Forciolline inf. mt. 2797, in 20 min. e 4 ore 5 min. totali, bisogna ora piegare a sinistra e rimontare un ripido pendio di detriti che porta in breve a raggiungere il sentiero segnato da segnavia   e , che porta a discendere nel lembo di terra che divide il lago inferiore da quello di mezzo. Ora il sentiero torna a salire alcune roccette che portano a sovrastare un altro lago delle Forciolline e da qui, con modesti saliscendi si perviene dapprima al bel Lago delle Forciolline Superiore mt. 2799, in altri 20 min. circa, e poi con moderata risalita fino al Bivacco Boarelli. Si contorna ora la sponda meridionale del lago, mantenendosi qualche metro sopra seguendo sempre i segnavia , fin quando questo termina e si giunge ad un bivio a mt.2819, in altri 15 min. e 4 ore 40 min. totali, dove si trascura a sinistra il sentiero per il Monviso deviando invece a destra sulla traccia con indicazione su masso per il Colle Dante e Passo Fiorio-Ratti. Ora, seguendo sempre le , si rimonta il ripido pendio di detriti che poi porta a piegare a destra su roccette e conduce ad una conca soprastante che bisogna attraversare. Con pendenze adesso più contenute ci si porta alla base della parete che sembrava chiudere in modo inaccessibile il vallone, invece le guidano sui numerosi risalti rocciosi fino a risalirli in maniera abbastanza agevole e giungere così al Colle Dante mt. 3109, in 1 ora dal bivio. Qui bisogna momentaneamente trascurare la traccia che prosegue nel versante opposto (scendenremo da qui per effettuare l’anello), e si svolta a destra grossomodo per semplice cresta fino al raggiungimento della Punta Dante mt. 3166, in altri 10 min. dal colle e 5 ore 50 min. totali.

Panorama io ne ho visto poco ma con buona visibilità è il seguente: a Nord Gran Paradiso, Cervino e Rosa, a Nord-Est oltre la pianura Monte Disgrazia, a Est Appennino Ligure, a Sud-Est Alpi Liguri, Monte Birrone, Monte Rastcias, Cima delle Lobbie, Monte Argentera, Monte Matto, Testa del Malinvern, a Sud Rocca la Meja, Monte Chersogno, Pelvo d’Elva, Rocca la Marchisa, a Sud-Ovets Sautron, Brec e Aiguille de Chambeyron, Monte Salza, Monte Mongioia, a Nord-Ovest la mole del Monviso.

Volendo dalla vetta è possibile fare una modesta divagazione continuando con alcuni saliscendi alle successive anticime (si scende a destra della vetta, per poi aggirare a destra la successiva anticima raggiungendola tornando qualche metro a ritroso; proseguendo si arriva senza grossi problemi ad una seconda anticima, mentre la terza risulta un po’ esposta ed abbiamo pertanto soprasseduto). Ritornati alla vetta si discende fino al Colletto Dante e da questo si volge a destra seguendo una traccetta di sentiero riportante anch’esso che inizialmente è piuttosto evidente poi in un tratto meno pendente diviene più evanescente per poi tornare chiaro e ben segnato fino al punto più delicato del percorso, in 15 min. dalla vetta. Bisogna infatti discendere una paretina quasi verticale di circa 7/8 metri attrezzata con cavo metallico, con appigli per mani e piedi ma da non sottovalutare. Oltrepassato questo punto in breve si giunge al Passo Fiorio Ratti mt. 3040, in 10 min. e 6 ore 15 min. totali, dal quale si trascura un poco evidente sentiero a sinistra (io non l’ho visto) che dovrebbe portare al Passo di San Chiaffredo, per volgere invece a destra andando a discendere il ripidissimo ma semplice pendio di fini sfasciumi e ghiaia da seguire fino al fondo, dove si ritrovano i segnavia ed inizia una pietraia di massi più grossi. Si seguono ancora i segnavia fin quando questi volgono decisamente a sinistra, invece, volendo andare a vedere il Lago del Prete, io ho optato per abbandonarlo e punatre a destra su pietraia di grossi massi a tratti scomoda, senza una via obbligata e cercando i migliori passaggi. Raggiunta la sommità di una ripa si discende fino al Lago del Prete mt. 2698, in 1 ora dal passo. Si volge ora a sinistra e, puntando perlopiù a Sud-Est si intercetta una traccetta che porta a sovrastare il bel Lago Bertin mt. 2697, al quale bisogna scendere e, una volta raggiunto in 10 min.circa , lo si contorna a destra, intercettando il sentiero U10 in corrispondenza di una palina, sentiero da seguire a destra con indicazione per Pian Meyer e Fraz. Castello. Si procede quindi lungamente su di esso in discesa, a tratti più ampio con parvenza di antica strada alternato ad altri di stretto sentiero, fino a raggiungere il ripiano prativo della località Gias Fons mt. 2305, in altri 40 min. circa, oltre la quale in breve ci si addentra nel bosco. Si perde ora quota con numerosi tornantini, talvolta tagliabili con qualche scorciatoia, fino al  raggiungimento del pianoro in Loc. Pian Meyer mt. 2126, in altri 20 min. circa,dove vi è un bivio con palina. Qui si trascura a sinistra il sent. U53 per Rifguio Gr. Martre e Rifugio Bagnour e si continua dritti ancora sul U10 per Grange Gheit, che torna ad addentrasi nel bosco fino a raggiungere appunto i ruderi di Grange Gheit ed il vicino ponticello in legno sul Torrente Vallanta, che bisogna superare risalendo di pochi metri fino ad intercettare il sentiero dell’andata, in 25 min. e 8 ore 50 min. totali. Ora come per l’andata, in 40 min. e 9 ore 30 min. totali, fino al parcheggio.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Piacevole escursione, anche se presenta notevole dislivello e sviluppo, nata principalmente per ammirare i Laghi delle Forciolline. Questi sono molto belli (specialmente quello superiore che ha una bellissima tinta), ma graziosi anche i laghi visti al ritorno (soprattutto il Lago Bertin) e la vista sull’imponente Monviso dalla vetta, come anche la vista sul Campanile delle Ale Lunghe, del quale non ne conoscevo l’esistenza. Peccato solo per la nuvolaglia pomeridiana, che era comunque prevista , ma che tutto sommato non ha eccessivamente rovinato il contesto.   

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