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Mont Rous mt. 3240

Il Mont Rous (o Mont Rouge) è una montagna delle Alpi Pennine. Si trova in Valle d’Aosta nei pressi della cresta montuosa che divide la Valtournenche dalla Valpelline. Qui propongo un meraviglioso anello piuttosto lungo e faticoso partendo dal lago di pesca sportiva percorrendo all’andata la ferrata di Vofréde e scendendo al ritorno al Rifugio Perucca e poi dalla Finestra di Cignana.

🏁 Punto di partenza: Lago di pesca sportiva mt. 1957

⚠️ Difficoltà:         E fino alla ferrata e dal Lago Grande al Lago di pesca sportiva, EEA la ferrata, EE dalla ferrata alla vetta (F un breve tratto per la vetta) e dalla vetta al Lago Grande

Sviluppo:           15,5 Km

📈 Dislivello:           1600 Mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 8 ore 50 min.

📅 Data escursione:     07/08/2020

🚥 Periodi consigliati:   Da Luglio a Settembre

🔎 Valutazione:        ⭐⭐⭐⭐⭐🎖️

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Voltri, quindi su A26 fino a Chatillon. Da qui si seguono le indicazioni per Cervinia e si risale la Valtournenche su SR46 superando Anthey Saint. Andrè, Buisson e Maen, fino all’omonimo capoluogo. Oltrepassato il paese la SR46 sale con moderazione, quindi attraversa una galleria oltre la quale compie un paio di tornantini entrando poi in una seconda galleria. Terminata si è in corrispondenza della centrale idroelettrica di Perreres, che bisogna superare per poi risalire con ancora un paio di tornanti. Dopo circa 500 metri dall’ultimo tornante sulla sinistra si stacca una sterrata in discesa che scende verso una cava ed il Lago di pesca sportiva. Senza attraversare il ponticello, svoltando a destra si può lasciare l’auto in un ampio spiazzo.

Itinerario:

Dallo spiazzo si procede sulla sterrata, già riportante segnavia 9 che attraversa il ponticello, quindi piegando verso destra, poco prima del Lago di pesca sportiva, bisogna abbandonare la sterrata e piegare a sinistra. Il sentiero prende a salire uno spalloncello che sovrasta il Rio Créton ed in breve entra in un rado bosco di conifere. Oltrepassato il bosco ci si addentra nel vallone raggiungendo poi un bivio posto su grosso masso, dopo 30 min. circa, dove si trascura a destra e a sinistra il sentiero 65 per l’Alpe Eve Nere e Alpe Bayettes e si procede ancora dritti sempre sul 9. Raggiunta la base delle pareti rocciose il sentiero piega decisamente a sinistra e guada il rio che scende dal Château Des Dames, risalendo poi su di uno spallone detritico. Il sentiero poi oltrepassa uno spigolo, dopo altri 50 min. circa dal bivio, punto in cui inizia un breve tratto attrezzato con cavi metallici per superare un punto roccioso ed esposto, oltre il quale si ritorna a procedere su comodo spallone inclinato fra erba e roccette fino in prossimità dello sperone Vofrède, dove si trascura la traccia a sinistra che discende nell’ampio canalone dove passava il vecchio sentiero (ora pericoloso a causa delle frequenti scariche di sassi dal soprastante ghiacciaio), e si procede dritti fino al raggiungimento dello sperone, dove iniziano sulla destra i cavi, in altri 25 min. e 1 ora 45 min. totali. La ferrata inizia con subito a destra con una decina di metri esposti su cengia poi svolta uno spigolo ed entra nel vallone mantenendosi sul margine della cresta su ripide placchette inclinate, con pendenza che gradualmente diminuisce fino a sbucare su di un terrazzino erboso, dove si torna a camminare normalmente e termina il primo tratto di cavi. In breve si giunge ad un nuovo risalto dove riprendono i cavi, che anche qui volgono a destra superando uno spigolo, con un passaggio leggermente più tecnico, oltre il quale si procede su facili roccette inclinate fino al successivo terrazzino dove finisce anche il secondo tratto attrezzato. Si susseguono poi altri tratti con cavi ad altri camminabili fino ad un nuovo terrazzino erboso superiore con belle visuali sul Ghiacciaio di Vofrède alla base di una nuova balza rocciosa. I cavi seguono una specie di cengia inclinata a sinistra che obbliga al superamento di un passaggio leggermente più tecnico ed aggettante, segue poi un tratto verticale su placca che si supera con l’ausilio di alcune staffe e catene, quindi su paretina di roccette rossastre fino ad una profonda spaccatura. Ancora una breve ma semplice risalita e si perviene ad un nuovo terrazzino dove terminano definitivamente i cavi e si procede su roccette fino al raggiungimento di un colletto su pianoro alla base del Castelletto Whymper, in 1 ora 45 min. dall’inizio della ferrata e 3 ore 30 min. totali. Da qui bisogna compiere un traverso che conduce sulla cresta in prossimità del Colle Vofrède mt. 3121 (punto in cui si può già ammirare la conca sottostante con i bellissimi Gran Lago e Lago del Dragone), colle che si raggiunge volgendo verso sinistra con un leggero saliscendi in cresta, in altri 35 min. e 4 ore 5 min. totali. Si trascura qui momentaneamente il sentiero 9 che scende a destra verso il Gran Lago e si procede dritti su traccia sempre evidente che risale la semplice cresta NNO. Questa, dopo un primo tratto facile e ben camminabile ma un po’ esposto sul sottostante ghiacciaio, attraversa una fascia rocciosa di circa una ventina di metri che per superarla necessita dell’uso delle mani (F). Oltrepassato tale punto si procede nuovamente su traccetta semplice ma ripida su detriti che conduce sul pianoro sommitale, fra il vicino rilievo con croce a sinistra e la vetta del Mont Rous mt. 3240, che si raggiunge agevolmente con breve risalita verso destra, in 20 min. dal colle e 4 ore 25 min. totali. Panorama a Nord Tour du Creton e Les Jumeaux, a Nord-Est Weisshorn, Cervino, Dom, Taschorn, Alphubel, Allalinhorn, Rimpfishhorn, a Est il Rosa con le sue punte (Breithorn, Dufour, Polluce, Castore, Liskamm e Piramide Vincent), Gran Sometta, Roisetta, Gran Tournalin, Testa Grigia e Petit Tournalin, a Sud-Est Monte Nery e Becca di Viou, a Sud Rosa dei Banchi, Mont Glacier e Punta Tersiva, a Sud-Ovest Gran Paradiso, Emilius, Grivola, Punta Tzan, Dome de Tzan, Becca de Luseney, a Ovest Mont Morion con dietro il Monte Bianco e Grande Jorasses, Punta Fontanella, Gran Combin e Monte Dragone, a Nord-Ovest La Ruinette, La Serpentine, Pigne d’Arolla, L’Eveque, Chateau des Dame. Ritornati al colle si discende sul sent. 9 puntando ai sottostanti laghi dapprima su ripidissimo pendio di fini sfasciumi e residui nevai (io inizialmente ho attraversato il nevaio, ma ho poi preferito abbandonarlo data la notevole pendenza e la mancanza di ramponi per discendere sui fini sfasciumi alla destra del nevaio che mi davano maggiore sicurezza), quindi su lunga e scomoda pietraia di grossi massi seguendo sempre i e frequenti ometti raggiungendo così un poggio roccioso con un paio di laghetti dei quali uno rossiccio e poi il bellissimo Gran Lago mt. 2875, in 50 min. dalla vetta. Da questo si procede sulla sua sponda meridionale sovrastandolo di pochi metri, potendo poi avvistare, con breve deviazione sulla sinistra portandosi sulla sommità di un dosso, un altro grazioso laghetto sottostante. Il sentiero procede verso Ovest e prende a salire moderatamente su una balza rocciosa montonata, passando al fianco dello sbarramento artificiale del lago, per poi tagliare tale balza sul suo fianco settentrionale raggiungendo infine le sponde del Lago del Dragone, più piccolo del Gran Lago ma dalle tinte altrettanto eccezionali, in altri 30 min. e 5 ore 45 min. totali. Procedendo ora verso Sud-Ovest in breve si perviene allo spigolo meridionale del lago dove vi è una sorta di chiusa e si incontra qui il bivio che a destra permette di raggiungere con modesta risalita il Rifugio Perucca Vuillermoz mt. 2915 (deviazione di 5 min A/R). Dal bivio si abbandona pertanto il sent. 9 andando a discendere sul sentiero 35 che, dopo poco, attraversa un breve tratto su facili roccette con canaponi che fungono da corrimano per poi puntare grossomodo verso Sud raggiungendo il piccolo Bivacco Duccio Manenti mt. 2806, in altri 25 min. circa, punto in cui si sovrasta il Lago di Balanselmo, meno bello come tinte rispetto ai precedenti laghi ma particolare per un piccolo isolotto. Ora il sentiero prende a scendere con maggiore decisione con numerosi tornanti, compiendo un primo guado sul rio formato da una cascatella. Ancora qualche tornante quindi si costeggia un grosso anfratto nella parete e si mantiene a destra andando a sovrastare, senza però raggiungerlo, il piccolo ma grazioso Lago du Plan D’En Haut. Il sentiero punta ora ad Est andando a guadare nuovamente il rio formato dalla cascata e discendendo verso una passerella di legno, in altri 20 min. dal bivacco, oltre la quale segue un lungo tratto a mezzacosta in falsopiano verso Sud-Est compiendo un traverso che sovrasta un ampio ripiano prativo solcato dal rio. Procedendo sempre su traverso si supera una voragine nel terreno su ponticello in legno un po’ malconcio, oltre il quale il fondo diviene un po’ più tortuoso ma con belle visuali sul sottostante Lago di Cignana. Si discende poi fino ad intercettare una sterrata in corrispondenza dell’Alpe Chevalley a mt. 2325, bivio fra i sent. 35/7/107, in altri 30 min. circa. Trascurando la sterrata che scende verso il Lago di Cignana, si procede invece su quella che sale a sinistra verso alcune malghe dell’Alpe di Cignana, per poi, dopo circa 50 metri, abbandonarla deviando ancora a sinistra su traccetta che risale il ripido pendio erboso puntando abbastanza direttamente verso la Finestra di Cignana mt. 2445, che si raggiunge in altri 15 min. e 7 ore 20 min. totali. Trascurata a destra la deviazione per il Monte Pancherot, si procede dritti sul sent. 7-107 e 35 che a mezzacosta su distese prative conduce ad un bivio di tracce dove si trascura a destra il sentiero 7, che scende verso Crèpin, e si procede dritti sul 107 e 35 giungendo in breve ad un belvedere sul Cervino. Ora si discende con maggiore decisione alla base di alcune balze rocciose ed entrando, intorno ai 2250 mt. di quota, in un grazioso ma rado lariceto procedendo più o meno verso Nord, con, di tanto in tanto, belle vedute su Cervino, Roisetta, Gran e Petit Tournalin. Si giunge poi ad un bivio, in altri 35 min. circa, fra il sent. 65 a sinistra, che riconduce al bivio di inizio percorso, ed il 107 e 65 a destra che discende verso Perreres, vanno bene entrambe le soluzioni (ed entrambe costringono comunque ad una risalita). Io ho optato per quest’ultima soluzione, che punta inizialmente decisamente verso Sud all’interno di un fitto lariceto fino al Tza Grillon (fontana), quindi volge decisamente verso Nord-Est giungendo in moderata discesa fino all’Alpe Grillon mt. 1953 (seconda fontana), in altri 25 min. e 8 ore 20 min. totali. Dopo pochi metri bisogna abbandonare la sterrata deviando a destra su sentierino che in breve conduce ad una strada in parte asfaltata, che ora va seguita in discesa seguendo le indicazioni del 107 per Breuil Cervinia, strada che poi diviene sterrata. Dopo circa 250 mt. bisogna abbandonare tale sterrata e deviare a destra su sentierino che discende fino ad intercettare una sottostante sterrata poco a monte di Perreres, punto in cui si trascura a destra il sent. 8 per Falignon e si svolta a sinistra seguendo questa sterrata riportante segnavia 107. Questa scende moderatamente fino ad attraversare un ponte in legno sul Torrente Marmore, oltre il quale si svolta decisamente a sinistra seguendo il sent. 1 e 107 che fiancheggia una struttura. Seguendo sempre le indicazioni per Breuil si risale a destra del torrente sovrastandolo fino al raggiungimento del parcheggio di inizio percorso, chiudendo così l’anello in altri 30 min. dall’Alpe Grillon e 8 ore 50 min. totali.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Spettacolare ma impegnativa escursione, un percorso ad anello davvero eccezionale con splendide visuali sul Cervino ed il Rosa per buona parte del percorso e laghi a dir poco meravigliosi. Il tratto con cavi è da ritenersi una ferrata vera e propria e non, come ho letto in alcune relazioni sul web, un sentiero attrezzato. Necessita infatti delle giuste attrezzature da ferrata perché a mio giudizio non è nel complesso proprio banale. Si presenta discontinua ma, comunque, con alcuni tratti abbastanza tecnici ed esposti alternati ad altri molto più semplici, però non è da sottovalutare e da affrontare comunque in protezione (set da ferrata e casco). La ferrata nasce per aggirare il vecchio percorso che conduceva al Colle di Vofrède attraversando un ampio canalone alla base del ghiacciaio, ormai però non più sicuro a causa delle frequenti scariche di sassi (avvistate infatti mentre si procedeva su ferrata). La salita dal Colle di Vofrède alla vetta è nel complesso piuttosto semplice anche se presenta un tratto iniziale un po’ esposto e un altro di una ventina di metri su roccette dove necessita l’uso delle mani per procedere (F, con passaggi di I° o al max. II°) con anche qualche punto un po’ esposto sul sottostante rimasuglio di ghiacciaio. I laghi, specie il Gran Lago ed il Lago del Dragone, sono di una bellezza incredibile per tinte e contesto. Per non parlare del panorama di vetta davvero eccezionale. Gita pertanto magnifica, una delle più belle fatte in questi anni, consigliatissima ma ed escursionisti esperti ed allenati.

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