Pic Ouest de Côte Belle e Pic Est mt. 2854-2915

Il Pic Ouest de Côte Belle e il Pic Est sono montagne delle Alpi Cozie, che si trovano tra il Queyras ed il Briançonnais. Non sono montagne molte conosciute in quanto molto vicine al blasonato Pic de Rochebrune. Il Pic Ouest e`una vetta molto semplice da raggiungiere, mentre il Pic Est e`un po piu`complesso con un paio di punti alpinistici seppur semplici e non esposti. Qui propongo un percorso ad anello partendo dal Col d’Izoard, passando poi per la Casse Déserte e salendo su sentiero fino al Pic Ouest, poi per tracce al Pic Est e, da un colletto fra queste due cime, discesa su canalone di ghiaia fino al Col Perdu.

🏁 Punto di partenza: Col d’Izoard mt. 2360 circa

⚠️ Difficoltà:          EE per la Casse Déserte, E per il Pic Ouest, F per il Pic Est

Sviluppo:            11 Km

📈 Dislivello:            950 Mt. circa

⏱️ Tempi:                 Giro ad anello totale 5 ore 10 min.

📅 Data escursione:      29/09/2019

🚥 Periodi consigliati:    Da Giugno a Ottobre

🔎 Valutazione:          ⭐⭐⭐⭐⭐ 🎖️

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Voltri, poi si svolta a destra su A26 fino ad Alessandria dove si svolta a destra in direzione di Torino sulla A21 che seguiremo superando Asti proprio fino a Torino. Qui si procede poi sulla Tangenziale Sud seguendo le indicazioni per Bardonecchia. Poi si procede sulla A32 che percorre tutta la Val Susa e si esce a Oulx Est. Usciti dall’autostrada si prosegue su SS24 in direzione del Colle del Monginevro attraversando poi Cesana Torinese quindi, dopo qualche tornante, ad una rotonda scansare Claviere entrando a destra in una galleria oltre la quale si entra in territorio francese e su N94 si giunge in breve al Colle del Monginevro. Seguendo ora le indicazioni per Nevache e Briancon si procede su di essa che inizialmente perde quota in maniera lineare e poi con numerosi tornanti giunge al fondo del vallone in corrispondenza di La Vachette dove si trascura la deviazione a destra su D994G per Nevache e si procede ancora dritti entrando poi in breve a Briancon. Qui superata la fortezza, alla rotonada, si procede dritti per circa 400 metri, quindi si svolta a destra ora su D2 dapprima su Avenue de la Libération poi in ripida discesa in Avenue de la République fino ad una rotonda prendendo poi la quarta uscita in Rue Centrale. Ad una successiva rotonda si procede dritti su D902 in Avenue du Col de l’Izoard, quindi Chemin de Fontchristianne poi, dopo circa 1 km, svoltare a destra sempre su D902 in Hameau de Font Christiane uscendo cosi` dall’abitato. La strada procede in moderata salita raggiungendo poi Cervières al termine del quale si svolta a destra sempre su D902 che raggiunge poi L’Arpelin oltre il quale prende a salire con maggiore decisione raggiungendo dopo numerosi tornanti il Col d’Izoard dove vi e`un ampio spiazzo dove lasciare l’auto. In alternativa si puo`prendere la A10 fino a Savona e l’A6 fino a Fossano, quindi procedere fino a Villafalletto su SP184 poi Costigliole di Saluzzo e risalire la Val Varaita fino al Colle dell’Agnello. Scendere su D205T fino a Molines en Queyras, poi D5 fino a Ville-Vieille, D947 fino a Chateau Queyras e infine D902 fino al Col d’Izoard (come tempi sono simili ma questo percorso e`paesaggisticamente piu` bello).

Itinerario:

Dal Col d’Izoard mt. 2360 circa, oltrepassato l’obelisco in direzione del Queyras si scende di pochi metri e, nei pressi di alcuni casottini in legno adibiti a servizi igienici, si segue una traccetta molto evidente sulla sinistra fra gli ultimi scampoli di vegetazione, che compie subito un traverso in falsopiano su ghiaione alle pendici della Crete de Côte Belle, quindi con breve ma ripida risalita permette di raggiungere un piccolo pinnacolo scuro e isolato. Oltre tale pinnacolo si compie un successivo traverso su ghiaione che conduce, in 15 min. circa, ad una interessante zona di archi naturali e guglie. Dopo aver superato l’arco naturale (attraversandolo si scopre che e`doppio) ci si sposta a destra puntando ad alcuni torrioni dalle particolari forme fino a raggiungere la sommita`del dosso soprastante, dove la traccia si esaurisce. Puntando a sinistra e superati alcuni pini si prende a scendere puntando piu`o meno verso Sud-Ovest sul crinale erboso sottostante per poi, ad una sorta di colletto, piegare a sinistra e discendere il ripido pendio di erba, ghiaia e terriccio incanalandosi fra alcuni grossi torrioni, oltre i quali la pendenza aumenta ulteriormente. Al fondo del pendio si svolta a destra e, seguendo lungamente un colatoio di ghiaia, si perviene su asfalto alla base della Casse Déserte, in altri 30 min. e 45 min. totali. Bisogna ora procedere su asfalto piegando a sinistra, potendo ammirare anche dal basso le straordinarie formazioni rocciose della Casse Déserte, sia al di sopra della strada che al di sotto, con numerose guglie di altezza considerevole. Dopo circa 250 mt. si intercetta una traccetta sulla sinistra che risale puntando ad alcune guglie; io l’ho seguita, convinto che conducesse al vicino sentiero per il Pic Ouest, ma sconsiglio di percorrerla perche` rimane evidente solo fino ad un paio di guglie per poi scomparire e, per riuscire ad intercettare il sentiero e non dover tornare indietro, si e`costretti pertanto a risalire un ripido e scomodo pendio di detriti per poi, raggiunto un bosco di larici, svoltare a destra (Sud) e compiere un lungo traverso all’interno di un lariceto piu`o meno per mt. 550 (qui ovviamente non ci sono punti di riferimento, per cui se non si e`muniti di navigatore gps possono insorgere problemi), raggiungendo cosi`il sentiero segnato, in altri 25 min. circa. Se si vuole evitare questo ravanamento, che oserei definire totalmente inutile, bisogna trascurare tale traccetta, e procedere ancora su asfalto per circa 250 mt. per poi intercettare l’evidente e ampio sentiero sulla sinistra nei pressi del Col de la Platriere. Questo sentiero sale moderatamente fra rado bosco fino a pervenire, in altri 15 min. circa, ad un bivio con palina, a Le Vallon mt. 2340, dove si trascura il sentiero di destra in piano per il Col du Tronchet e ci si mantiene su quello di sinistra in salita per il Lac de Souliers. Il sentiero in breve prende a salire con maggiore decisione entrando in un vallone fra ampie distese prative giungendo quindi alla conca sede del Lac de Souliers mt. 2492, in 20 min. dal bivio e 1 ora 45 min. totali. Dal lago bisogna piegare a sinistra e contornarne la sponda occidentale, iniziando a salire in maniera piuttosto decisa puntando verso Nord-Ovest fino a raggiungere un colletto a 2775 mt. circa, in 40 min. dal lago. Ora bisogna piegare a sinistra e seguire la traccia su ampia cresta in ripida salita che, in altri 10 min. e 2 ore 35 min. totali, permette di raggiungere la vetta al Pic Ouest de Côte Belle mt. 2854. Panorama a Nord Mont de Gebroulaz, Dome de Polset, Aiguille de Scolette, La Grande Casse, La Grande Motte, Pointe de Charbonnel, a Nord-Est il vicino Pic de Rochebrune e la Crete des Oules, a Est Granero e Monviso, a Sud-Est Salza, Mongioia, Aiguille de Chambeyron, Pointe de l’Aval, a Sud Pics de la Font Sacnct, a Ovest Ailefroide, Pic Sans Nom, Pelvoux, Pointe Durand, Barre des Ecrins, Montagne des Agneaux, a Nord-Ovest Aiguilles d’Arves, Thabor, Le Cheval Blanc, Rocca Bernauda. Ridiscesi al colle si procede ancora per cresta su traccetta evidente verso Est fino ad un dosso roccioso, dove nel versante opposto si possono ammirare un paio di graziosi torrioni. Superato il dosso si perde qualche metro di quota, quindi ci si riporta in cresta e, ad un successivo dosso roccioso, lo si aggira sulla sinistra perdendo nuovamente un po`di quota fino a raggiungere una vasta insellatura, dalla quale scenderemo al ritorno per compiere un anello. Si risale su vaga traccetta il ripidissimo pendio soprastante che conduce pochi metri sotto ad un’anticima dove, malgrado sembrano esservi alcune tracce percorribili, l’unica traccia giusta e`quella che sale ripida verso la sommita`, che per essere raggiunta necessita del superamento di un masso di circa due metri che sbarra la strada, verticale e con pochi appigli, II°, in 40 min. dal Pic Ouest. Superato questo punto, che si puo`ritenere il punto piu`ostico del percorso, si discende cercando di seguire alcuni sporadici ometti, su sfasciumi instabili, che conducono ad un colletto oltre il quale si ritorna a salire, con alcuni tratti su traccia evidente e superando un paio di ripiani ed un altro punto dove necessita l’uso delle mani, I°, fino al raggiungimento della vetta del Pic Est mt. 2915 in altri 15 min. e 3 ore 30 min. totali. Volendo, procedendo ancora verso Est in moderata discesa, in breve si puo`raggiungere un punto fotografico sul Pic de Rochebrune e la Crete Oules, punto in cui oltre non si puo`andare. Si torna a ritroso fino all’ampia insellatura citata in precedenza, dove si svolta a destra andando a discendere l’ampio canalone di ghiaia, pietrame e sfasciumi piuttosto stabili puntando perlopiu`verso Nord-Ovest cercando di andare ad intercettare o quasi il sentiero sottostante e ben evidente che mette in comunicazione il Col Perdu con il Col des Portes, ma senza obbligatoriamente raggiungere subito tale sentiero in quanto, per evitare di perdere ulteriore quota e dover risalire, si possono seguire alcune traccette che tagliano orizzontalmente il pendio di ghiaia e che si mantengono sempre qualche decina di metri sopra al sentiero. Poco sotto al Col Perdu si intercetta il sentiero e lo si segue in ripida salita raggiungendo appunto in breve il Col Perdu mt. 2490, in 50 min. dal Pic Est. Da questo si scende su comodo sentiero fino al Col d’Izoard in altri 10 min. dal colle e 5 ore 10 min. totali, concludendo cosi`l’anello.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Ambiente indubbiamente spettacolare, in particolar modo la zona della Casse Déserte, che e`un vero e proprio spettacolo della natura. Il percorso e`nato infatti per esplorare meglio la zona, addocchiata nella recente escursione al Pic de Rochebrune, con l’aggiunta del raggiungimento di due vette per allungare un po`la gita. Il percorso e’diventato un anello, deciso sul momento, quando, giunti alla selletta sotto l’anticima del Pic Est, si e`constatato che il ghiaione sottostante era fattibile e permetteva cosi`di andare ad intercettare il sentiero per il Col Perdu, accorciando inoltre di parecchi chilometri il percorso. Essendo arrivato nella zona piu`interessante, quella degli archi naturali, quando ancora il sole non l’aveva raggiunta, ho deciso al ritorno di ripassarci potendo cosi`fotografarla con una luce decisamente migliore, ne vale sicuramente la pena ed e`solo una breve divagazione. Grazioso il lago, bello il panorama dalle due vette, ma il pezzo forte rimane comunque la Casse Déserte. Percorso di ricerca in alcuni tratti, su vaghe tracce in altri e sentiero segnato solo nel tratto fra l’asfalto e il Lac de Soulier…per cui se si esegue questo percorso e`necessaria buona visibilita`. Sinceramente mi sento di sconsigliare il tratto che ho percorso dall’asfalto all’intercettamento del sentiero per il lago, non aggiunge granche`e fa perdere anche del tempo, conviene invece continuare su asfalto per qualche centinaio di metri e prendere il sentiero dove inizia. In conclusione una gran bella escursione in ambiente unico e grandioso.

 

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