Monte Tugello mt. 848

Il Monte Tugello e’ una cima dell’Appennino Ligure dalla modesta altitudine ma dall’apprezzabile cresta rocciosa, percorsa appunto nell’escursione qui descritta. Si trova all’ombra della mole del vicino Monte Tobbio.

🏁 Punto di partenza: Slargo su SP165 circa 700 mt. dopo aver superato il Valico degli Eremiti mt. 559

Difficoltà:          E il primo tratto, EE dalla vetta al Gorzente e la sua risalita, F la cresta (tutto I e II grado)

Sviluppo:           9 Km

Dislivello:          750 Mt. circa

🔎 Valutazione:       ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova in autostrada A7 fino a Busalla. Usciti dall’autostrada si entra nella rotonda e si trascura la prima uscita e si procede sulla seconda che punta verso il centro. In breve si raggiunge una seconda rotonda dove bisogna svoltare a destra alla terza uscita, ed in breve svoltare a destra su Via Mazzini che diventa SS35. Si procede su di essa uscendo dal paese ed attraversando Borgo Fornari. Al centro del paesino si svolta  sinistra su Via Montegrappa su SP163 seguendo le indicazione per Castagnola. Dopo qualche km di risalita si raggiunge Castagnola, lo si supera passando per Pian dei Grilli e da questo si scende fino a raggiungere Voltaggio. Qui ad un rotatoria  si volge a destra seguendo le indicazioni per Gavi su SP160, che permette di aggirare il paese. All’altezza delle ultime case si incontra una deviazione sulla sinistra, con indicazione per Capanne di Marcarolo, che va seguita fra le ultime case del paese, per poi attraversare una passerella di cemento, oltre la quale si inizia a risalire su SP166 che conduce dopo qualche km al Valico degli Eremiti. Qui si piega a sinistra seguendo le indicazioni per Capanne di Marcarolo discendendo su SP165 per circa 700 metri, ossia fino ad incontrare un piccolo slargo sulla sinistra, in corrispondenza dell’inizio del sentiero (che però e’ a destra).

Itinerario:

Dallo spiazzo a circa mt. 559 ,attraversando la strada, inizia il sentiero FIE che conduce ai Laghi della Lavagnina e si addentra subito in un boschetto in modesta discesa puntando più o meno verso Ovest. Quindi segue un tratto in falsopiano procedendo parelleli al corso del Rio Eremiti, potendo poi già ammirare, una volta usciti dal fitto del bosco, la cresta Nord del Tugello, che andremo a percorrere. Dopo circa 20 min. si procede qualche decina di metri a valle di un paio di particolari torrioni, dopodichè il sentiero prende a scendere con maggiore decisione fino al raggiungimento del Rio Eremiti, che va guadato in corrispondenza di un piccolo laghetto. Il sentiero sale ora per circa una ventina di metri in un tratto roccioso, quindi torna a scendere, in certi punti anche in modo piuttosto ripido, fino a raggiungere il punto in cui converge il Rio Eremiti nel Rio Gorzente, che in questo punto forma un’ansa, in altri 20 min. dai torrioni e 40 min. totali. Bisogna qui abbandonare il sentiero FIE e guadare dapprima il Rio Eremiti (piuttosto facilmente) e poi il Rio Gorzente, cercando il punto dove il livello dell’acqua e’ più basso (io ho comunque dovuto levare le scarpe ed alzare i pantaloni fino alle ginocchia). Raggiunta la sponda opposta, in un punto in cui si forma una sorta di spiaggetta di ciottoli medio piccoli con un solitario alberello, inizia il tratto più impegnativo della gita. Dalla spiaggetta, nel suo margine destro, si può notare un ripido canalino roccioso di circa 10/15 metri ,che va ora risalito. I primi metri sono piuttosto semplici ,poi si trascura una evidente cengia sulla destra per procedere ancora dritti. Il canalino diviene ora più ripido e si conclude con un risalto quasi verticale di circa un metro e mezzo, dove per superarlo bisogna aiutarsi con le mani cercando degli appigli, che comunque abbondano, posti sulla destra. Questo e’ il punto indubbiamente più ostico di tutta la gita, può considerarsi un passaggio di II grado difficilotto, al limite del III grado. Superato il canalino si procede per qualche metro verso destra per poi piegare a sinistra ed iniziare così la cresta Nord. Questa e’ piuttosto lunga e vista dal basso non sembra nemmeno tanto amichevole, ma percorrendola ci si accorge che i passaggi su roccia obbligati (roccia perlopiù buona) sono di difficoltà che vanno dal I al II grado max ed i tratti senza rocce presentano comunque una labile traccetta che può aiutare ad indirizzarsi verso i passaggi meno complicati. Il tratto più complesso della cresta, ossia dopo aver superato uno sperone roccioso che dal basso sembra inaccessibile, termina intorno ai 650 mt, oltre si procede su crinale misto di erba e roccette. Dopo un paio di saliscendi si giunge ad una selletta a 760 mt. circa alla base del cupolone sommitale, che si risale facilmente approdando così in vetta al Monte Tugello mt. 848, in 1 ora 40 min. dall’inizio della cresta (in realtà ci si può impiegare decisamente meno, ma dovendo cercare sempre il miglior passaggio possibile e’ da mettere in conto una logica perdita di tempo) e 2 ore 20 min. totali. Panorama a Est il vicino Monte Tobbio, a Sud-Est il Monte delle Figne, a Sud-Ovest Beigua e Alpi Liguri, a Ovest la pianura con le Alpi Occidentali tra le quali svetta il Monviso, a Nord-Ovest Cervino e Rosa (tutto ciò in giornate terse ,io ho visto giusto il Tobbio e il Figne). Dalla vetta si discende sul versante opposto seguendo una traccetta che punta a Sud-Ovest raggiungendo in breve un colletto, quindi procedendo sempre nella stessa direzione dopo una breve risalita si approda ad una successiva selletta, dove bisogna trascurare la traccia a sinistra che conduce a Ponte Nespolo e procedere ancora dritti per una cinquantina di metri, ossia fino ad un bivio con un evidente ometto, in 10 min. dalla vetta. Qui si piega a destra su una traccia che alterna tratti evidenti con altri decisamente meno, puntando più o meno verso Nord-Ovest ed addentrandosi in breve in un boschetto. Giunti poi nelle vicinanze dei ruderi di Case Tugello la traccia si addentra in un bosco molto più fitto e le svariate tracce ,unita all’infrascatura e l’incuria del percorso, possono indurre all’errore (cosa che ovviamente e’ avvenuta malgrado avessi una traccia gps in mio possesso, per cui prestare molta attenzione). All’interno del bosco magicamente appaiono dei segni gialli sugli alberi, la traccia diviene via via più evidente e si materializzano anche i segnavia . In breve il sentiero prende a scendere con maggiore decisione uscendo dal fitto del bosco e portandosi su di un crinale panoramico. Con ancora un tratto di discesa all’interno del bosco si giunge al Rio Argiun, che bisogna guadare, in 50 min. dal bivio e 3 ore 20 min. totali. Il sentiero scende fino a raggiungere il vicino Rio Gorzente, in 5 min. circa, che ora bisogna nuovamente guadare cercando anche qui il punto in cui il livello dell’acqua e’ più basso. Raggiunta la sponda opposta si può decidere se seguire il corso del Gorzente (come ho fatto io, perlomeno fin dove era possibile potendo così vedere almeno piccole “marmitte”) o seguire il sentiero che si mantiene più alto. Poco prima di giungere al bivio dell’andata dove convergono Gorzente e Eremiti (circa 300 metri prima), e’ possibile scorgere nella sponda opposta e poco sopra al rio una particolare sorgente sulfurea che forma delle graziose vaschette, verso le quali e’ possibile avvicinarsi scendendo il pendio detritico fino ad alcuni grossi massi, ovviamente prestando la dovuta attenzione. In 1 ora e 05 min. dal guado, compresi 15 min. di deviazione per vedere le vaschette sulfuree, si giunge al bivio dell’ andata e da qui in altri 35 min. e 5 ore 05 min. totali allo spiazzo.

Tempi:             Giro ad anello totale  5 ore 05 min.

Data escursione:   10/05/2018

Periodi consigliati:  Autunno, Inverno e Primavera ,evitare dopo periodi piovosi sia per la roccia che per il livello dei rii

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Gita indubbiamente molto bella. La cresta non e’ molto difficile ma lunga e da percorrere comunque con la giusta concentrazione e le giuste condizioni. Come citato nella descrizione la parte più difficile del percorso e’ l’attacco della cresta ,ossia il canalino iniziale. Presumo che il giusto attacco sia quello ,anche se da una relazione che avevo letto sembrava invece che fosse leggermente più a valle, vicino ad una paretina verticale…punto comunque al momento inaccessibile a causa del livello dell’acqua del Rio Gorzente, ancora troppo alta. Proprio a causa della necessità di guadare i rii conviene tentare questo percorso esclusivamente a distanza da lunghi periodi piovosi. Per quanto riguarda il percorso effettuato al ritorno bisogna tenere presente che, specie dopo il bivio con ometto, la traccia e’ evanescente e che, malgrado fossimo muniti di navigatore gps, ci siamo momentaneamente persi nel bosco seguendo una delle svariate tracce, che portava nelle vicinanze dei ruderi di Case Tugello, dove invece il giusto percorso non dovrebbe passare. Vale la pena poi percorrere il tratto del rio Gorzente dopo l’ultimo guado in quanto si possono ammirare delle piccole ma graziose “marmitte”, come anche fare la modesta deviazione verso le vaschette sulfuree, decisamente particolari. In conclusione una bella gita, da fare nelle giuste condizioni, che necessita di una discreta dimestichezza con la roccia e possibilmente muniti di navigatore.

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4 commenti su “Monte Tugello mt. 848

  1. Fiordirame il said:

    Siamo saliti questa mattina patendo dal sentiero per il lago della Lavagnina che inizia circa settecento metri dopo il valico Eremiti direzione ponte Nespolo come descritto precedentemente per quanto riguarda l escursione del 10-5-2018.Devo dire che è stato descritto tutto il percorso in modo molto chiaro e dettagliato. Anche noi abbiamo guadato alla confluenza del rio Eremiti con il rio Gorzente e abbiamo iniziato la salita al monte Tugello nella spiaggetta poco più a valle ed è proprio li che inizia il tratto più duro di tutto il percorso:si tratta di iniziare un arrampicata vera e propria su costoni di roccia con pendenze molto accentuate e difficoltose superabili in circa un ora di tempo;la fatica è però pienamente appagata dal fatto che si può vedere un paesaggio molto affascinante e incontaminato.Dal punto di partenza alla vetta abbiamo impiegato circa due ore.Per scendere abbiamo percorso il sentiero che porta alle case Tugello che sono ormai ridotte ad un ammasso di ruderi, e poi scende fino al rio Gorzente , guadando il quale si ritrova , poco più a monte, il sentiero per il ritorno al punto di partenza.Tempo totale di percorrenza circa quattro ore e venti minuti.Scegliendo una giornata come quella odierna,di tempo soleggiato,posso garantire che il divertimento è assicurato.

    16 MARZO 2019

    • finoincima il said:

      Ciao Fiordirame, confermo che con una giornata asciutta e stabile e` proprio un percorso divertente. Spero che la descrizione ti sia stata utile. Buone gite.

    • finoincima il said:

      Salve, fattibile direi di si, dipende poi dalle proprie capacita` “alpinistiche”…indubbiamente il tratto di cresta rocciosa e` sempre meglio farlo a salire piuttosto che a scendere, si ha maggiore visuale su appigli per le mani, appoggi per i piedi e migliore visuale sul giusto percorso, specie per quello che per me e` stato l’attacco della cresta. Pero` con attenzione direi che si puo` fare anche al contrario, ma e` comunque preferibile nel senso che ho fatto io (orario).

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