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Les Dents Rouges (anticima) mt. 2915

Le Dents Rouges è una montagna delle Alpi Graie, che si trova sul confine italo-francese. Vetta non molto conosciuta e priva di sentiero per raggiungerla, ma dal panorama spettacolare. Qui propongo un percorso con partenza da La Joux passando per le Cascate del Rutor, che sono tra le più spettacolari della Valle d’Aosta, i Laghi di Bella Comba, i Laghi Tachuy e discesa per sentiero 19, del centocinquantenario.

🏁 Punto di partenza: La Joux mt. 1596 circa

⚠️ Difficoltà:          E fino alla terza cascata e dal sent. 8 ai Laghi Bella Comba, EE dal ponte fino al sent. 8 e dai laghi fino al Colle Tachuy, F+ dal Colle alla vetta

Sviluppo:            18 Km

📈 Dislivello:            1550 Mt. circa

⏱️ Tempi:               Giro ad anello totale 8 ore 30 min.

📅 Data escursione:       19/07/2020

🚥 Periodi consigliati:     Da Giugno a Settembre

🔎 Valutazione:          ⭐⭐⭐⭐⭐ 🎖️

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Voltri, quindi su A26 fino a Santhia`e A5 fino a Morgex. Usciti dall’autostrada si procede a sinistra su SS26 seguendo le indicazioni per La Thuile e Courmayeur quindi, raggiunto il paese di Pre Saint Didier, bisogna svoltare a sinistra e attraversarlo. Usciti dal paese si procede sempre su SS26 che con numerosi tornanti prende quota, quindi prosegue in moderata salita fino a La Thuile. Si attraversa il paese procedendo sulla strada principale (Via Marcello Colomb) per circa 150 metri poi, prima che la strada curvi a destra, si svolta a sinistra in salita. Trascurata quasi subito una deviazione a sinistra si procede dritti per la Fraz. Bathieu su SR39, poi si attraversa la Fraz. Villaret giungendo ad una rotonda, dove si tralascia la deviazione a sinistra per il Colle San Carlo e ci si mantiene a destra seguendo l’indicazione per Le Joux. Terminata la frazione si incontra un bivio, in corrispondenza della Loc. Pera Cara`, dove ci si mantiene sulla strada di destra raggiungendo in breve una successiva deviazione dove invece si svolta a sinistra. La strada ora si restringe e, trascurate alcune deviazioni sulla destra, procede dritta costeggiando il torrente fino ad attraversarlo su ponte. Oltre il ponte si svolta a sinistra e la strada prende a salire con numerosi tornanti all’interno del bosco di conifere fino a raggiungere un pannello in legno indicante Le Joux. La strada ora perde quota moderatamente per circa 200 metri e, al termine della discesa, a destra in corrispondenza della fermata del bus vi è un ampio parcheggio su due piani dove si può lasciare l’auto.

Itinerario:

Dal parcheggio si procede brevemente su asfalto fino al termine di esso giungendo così al ponticello in corrispondenza del quale una palina indica di attraversarlo sul sentiero 3 e l ’Alta Via n. 2, trascurando a destra il sent. 19, sentiero del centocinquantenario, dal quale arriveremo invece al ritorno. Il sentiero procede in moderata salita e, dopo aver compiuto una curva a destra, procede in direzione Sud per circa 250 metri per poi attraversare un ponticello in legno ed incontrare quasi subito un bivio. Al bivio si trascura a sinistra la deviazione sul 3B per Promise e si procede a destra sempre sul 3 seguendo le indicazioni per le cascate. Ora il sentiero prende a salire con maggiore decisione all’interno del bosco di conifere procedendo pressoché parallelo al Torrente Rutor approdando poi ad un belvedere sulla prima cascata. Con breve risalita si perviene ad un bivio dove, se si vuole fare una breve deviazione ed andare ad ammirare la prima cascata sul ponte in legno che la attraversa bisogna procedere a destra, trascurando momentaneamente il sentiero a sinistra per la seconda e terza cascata. Il ponte si raggiunge velocemente dopo circa 50 metri e in 20 min. circa totali, ponte oltre il quale volendo ci si innesta in pochi metri al sentiero del centocinquantenario, ma che ora trascuriamo. Ritornati a ritroso fino al bivio precedente si segue il 3 che ora inizia a salire in maniera abbastanza decisa fino alla Baita Lo Parcet, in altri 10 min. e 30 min. totali, punto in cui si esce momentaneamente dal bosco e si possono già avvistare le altre due cascate. Il sentiero attraversa ora un pianoro procedendo in moderata salita quindi rientra all’interno del bosco, che consente comunque di ammirare il Monte Bianco e Le Grande Jorasses, e raggiunge poi un successivo bivio in corrispondenza di un ponte in legno. Qui si trascura la deviazione a destra sul ponte per il sentiero del centocinquantenario e si continua dritti seguendo l’indicazione per la 2a e 3a cascata procedendo per circa 300 metri paralleli al corso del torrente. Quindi iniziano una serie di tornantini che conducono ad un bivio su cippo di pietra, dove per ammirare la seconda cascata bisogna svoltare a destra raggiungendo dopo circa 40 metri il belvedere sul salto, in altri 25 min. e 55 min. totali. Ritornati al bivio si segue a sinistra il sentiero 3 e Alta Via n. 2 con indicazione per il Rifugio Deffeyes e con modesta risalita si giunge ad un altro bivio con relativo cippo di pietre. Qui si trascura la deviazione a sinistra per il Rifugio Deffeyes e si svolta a destra seguendo l’indicazione per la 3a cascata che si raggiunge dopo circa 100 metri in moderata salita su gradoni di pietre fino ad un ponte metallico, il Pont Abbè Chanoux, dal quale la cascata si può ammirare a pieno (bagnandosi abbondantemente), in altri 5 min. e 1 ora totale. Qui si può decidere se tornare a ritroso fino al bivio e proseguire sul sent. 3 verso il Rifugio Deffeyes, oppure seguire un sentiero più diretto che conduce più velocemente e con giro più breve al sentiero per i Laghi di Bella Comba, io ho optato per quest’ultima soluzione. Attraversato quindi il ponte si approda ad un ulteriore bivio, dove, per andare ai Laghi di Bella Comba, bisogna seguire il sentiero sulla sinistra privo di segnavia e indicazioni (ma ben tracciato e attrezzato) e trascurando a destra il sentiero 19, sentiero del centocinquantenario, dal quale discenderemo al ritorno. Il sentiero senza segnavia risale piuttosto ripido con numerosi zigzag, con frequenti gradoni di pietre o legno e molto ben attrezzato con staffe metalliche in alcuni punti rocciosi e con aggiunta di canapone come corrimano in un punto piuttosto ripido e scivoloso. Al termine della salita si approda su di un dosso che sovrasta un vasto pianoro solcato dal Torrente Rutor, punto in cui, volendo effettuare una modesta deviazione per raggiungere il salto superiore della cascata, ho abbandonato il sentiero piegando a sinistra in moderata discesa senza alcuna traccia fra piante di mirtilli e arbusti fino ad un balconcino roccioso (prestare molta attenzione a non sporgersi) dal quale si può ammirare il salto, in 20 min. dal bivio. Ritornati velocemente al sentiero si discende su di esso fino ad intercettare il sent. 8, in altri 5 min. circa, proveniente a sinistra dal Rifugio Deffeyes, sentiero che va ora seguito a destra con indicazioni per i Laghi di Bella Comba. Si risale brevemente fino a raggiungere un nuovo bivio con palina, dove bisogna trascurare la deviazione a destra sul 18 per Cerellaz e ci si mantiene a sinistra seguendo l’ancora il sent. 8 che ora prende a salire con maggior decisione per superare uno sbarramento roccioso. Oltrepassato tale sbarramento volge decisamente a destra entrando nel Vallone di Bella Comba andando a sovrastare il corso del torrente generato appunto dai Laghi Bella Comba. Dopo circa 30 min. ed 1 ora 55 min. totali si rasenta un rudere, quindi si procede ancora fiancheggiando un paio di piccoli laghetti per poi raggiungere un punto panoramico dal quale si scorge il primo dei due Laghi di Bella Comba, quello inferiore dal fondale poco profondo ma dalle tinte eccezionali. Con alcuni modesti saliscendi si perviene al guado sul secondo lago di Bella Comba mt. 2379, in altri 30 min. dal rudere e 2 ore 25 min. totali, punto in cui termina il sent 8 e si procede ora su tracce. La traccia costeggia inizialmente la sponda meridionale del lago, potendo ammirare il bel isolotto roccioso che contraddistingue il lago, per poi prendere a salire con alcune svolte ed attraversare una modesta pietraia che termina in una conca solcata da un rio. Guadato il rio si rimonta fra erba e roccette una balza sulla cui sommità giace il Lago Tachuy Inf. mt. 2554, in altri 40 min. circa, il più vasto, che va contornato sulla sua sponda occidentale andando poi così a sovrastarlo. Giunti poi al fondo del lago conviene abbandonare momentaneamente il sentiero e fare una modesta deviazione a destra potendo così ammirare altri due Laghi Tachuy (mediani). Ritornati sul sentiero in breve si raggiunge un altro piccolo ma grazioso laghetto e con risalita di pochi metri il Lago Tachuy Superiore, in altri 15 min. circa. Il sentiero procede ora comodamente verso Sud-Ovest fino al raggiungimento del Col de Tachuy mt. 2673, in altri 15 min. e 3  ore 35 min. totali. Per raggiungere l’evidente vetta del Les Dents Rouges bisogna procedere senza alcuna traccia puntando verso Ovest addentrandosi in un valloncello detritico alle pendici Est della montagna. Io all’andata ho evitato il nevaio ancora presente nel valloncello e mi sono mantenuto sulla destra percorrendo una crestina rocciosa gradinata e ben percorribile fino al suo termine in corrispondenza di una vasta conca, in 30 min. dal colle. Attraversata verso sinistra tale conca si affronta poi il ripido pendio, personalmente ho preferito mantenermi tendenzialmente sulla sinistra andando poi a raggiungere un modesto ripiano roccioso, dal quale poi effettuando un traverso obliquando verso destra permette di giungere a ridosso di una parete di massi accatastati. Con breve ma delicata risalita su massi si perviene in cresta dove si scorgono anche alcuni ometti che, puntando verso Sud-Ovest, tendono a portandosi nel versante occidentale della montagna aggirando un’elevazione e raggiungendo poi, con percorso malagevole, un piccolo ripiano di massi accatastati, in 35 min. dalla conca. Da questo si attraversa un tratto di esile cresta inclinata che adduce a quella che è una delle punte de Les Dents Rouges a mt. 2915 e che io ho definito l’anticima, in altri 15 min. e 4 ore 55 min. totali. La vetta da qui è ben visibile e alta meno di 10 metri in più e distante una quarantina di metri ma prevede ancora numerosi saliscendi in cresta, all’apparenza un po’ ostica ed estremamente esposta, pertanto mi sono fermato qui (vista anche l’ora piuttosto tarda, le 15:30). Panorama a Nord Monte Bianco, Dente del Gigante e Grande Jorasses, a Nord-Est Grande Rochere, Monte Colmet, Monte Lusse e Monte Monchette con alle spalle Gran Combin, Weisshorn, Dent Blanche, Dent d’Herens e Cervino, a Est Monte Paramont, Gran Assaly, Petit Assaly, Doravidi, Testa del Rutor e Becca du Lac, a Sud-Est Grande Rousse, Punta Bassac Nord, Grande Traversiere e Pointe du Nant Cruet, a Sud La Grande Motte e Mont Pourri, a Nord-Ovest Aiguille des Glacier e Aiguille de Trelatete e Piccolo Monte Bianco. Si ridiscende sullo stesso percorso fino al bivio nei pressi del Pont Abbè Chanoux, in circa 2 ore 30 min. dalla vetta e 7 ore 25 min. totali, dal quale si svolta a sinistra seguendo il 19, sentiero del centocinquantenario, che volge decisamente a Ovest scendendo fino ad una modesta pietraia, oltre la quale piega decisamente a destra, Nord-Est, ed in moderata salita conduce ad un ripiano con punto panoramico sui due salti della cascata, in 10 min. dal ponte. Ora si perde quota fino a rasentare il torrente quindi si raggiunge un bivio su passerella in legno, dove si svolta a sinistra seguendo ancora il sentiero 19 per Le Joux e trascurando quello dritto che conduce ad intercettare l’Altavia Via n. 2. Il sentiero volge a Nord-Ovest in moderata salita fino ad un rudere oltre il quale prende a scendere con maggiore decisione avvicinandosi al torrente. Giunti al punto in cui si può ammirare sulla destra il salto di una cascata, in altri 20 min. dal punto panoramico e 7 ore 55 min. totali, il sentiero piega a sinistra, Ovest, allontanandosi dal torrente ed entrando nel fitto del bosco con qualche saliscendi. Dopo poco prende a scendere con maggiore decisione puntando a Nord raggiungendo dapprima una passerella metallica con gradini che aiuta ad evitare un tratto su roccette, quindi si giunge al bivio nei pressi del ponte sulla prima cascata, in altri 20 min. circa. Qui si trascura la deviazione a destra per la cascata e si svolta a sinistra ancora sul 19, che perde quota fino ad uscire dal bosco in corrispondenza del borghetto di Soudara. Attraversato il borgo si procede su sterrata che in breve conduce al parcheggio del Bar delle cascate, oltre il quale si giunge al bivio con ponticello di inizio percorso, in altri 15 min. e 8 ore 30 min. totali, concludendo così l’anello.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Questa escursione, nata dopo la gita dello scorso anno alle Cascate del Rutor della quale ne ricalca il percorso e lo amplia, è davvero bella e permette di ammirare oltre alle spettacolari cascate, anche i due meravigliosi Laghi di Bella Comba ed i Laghi Tachuy trovati quasi tutti in condizioni di parziale disgelo, tutto questo in ambiente gradevole e lungamente panoramico. Percorso lungo e con salita alla vetta resa impegnativa a causa della residua e ancora cospicua quantità di neve su pendii non del tutto amichevoli. Utilizzati i ramponcini dalla conca alla cresta anche se sarebbe comunque stato meglio utilizzare i ramponi non tanto per la qualità della neve, che non era per nulla dura, quanto per la pendenza decisamente accentuata. Questo tratto, visto l’innevamento, non è per nulla da sottovalutare ma anche senza neve è da considerarsi alpinistico, abbastanza semplice (I°/II° grado max. in cresta), ma comunque in ambiente severo dove è bene prestare attenzione a come muoversi. Essendo il percorso molto lungo ed avendo trovato appunto condizioni di innevamento notevoli, si è perso molto tempo arrivando così sulla punta (anticima) a 2915 metri alle 15:30, pertanto si è optato saggiamente per evitare la salita in cresta alla vicina ma più alta punta per non far lievitare ulteriormente le tempistiche già piuttosto lunghe. La cresta mancante comunque non sembrava del tutto amichevole, ma con più tempo si poteva sicuramente studiare i migliori passaggi per raggiungere la vetta. Vetta poco conosciuta e poco frequentata ma dal panorama notevole. Per il ritorno ho seguito il sentiero del centocinquantenario che compie un giro leggermente più ampio ma permette di ammirare frontalmente le due cascate superiori.

 

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