Crea sito

Signal des Sarrasins (o Pointe des Roches) mt. 3014

Signal des Sarrasins (o Pointe des Roches) è una montagna delle Alpi Cozie situata in Francia tra la Valle Stretta e la Valle del Fiume l’Arc. Costituisce la maggiore elevazione della cresta dei Sarrasins, vetta poco conosciuta e non presente nella maggior parte delle carte e mappe. Il percorso effettuato, piuttosto lungo, prevede al ritorno buona parte fuori sentiero per visionare numerosi laghi. Utile utilizzare un navigatore e scaricare qui la traccia GPS.

🏁 Punto di partenza: Les Grange de la Vallee Etroite mt. 1765 circa

⚠️ Difficoltà:          E fino al Col des Batallieres e dal Col de la Vallee Etroite al Lac Peyron, F la cresta fino alla vetta, EE dalla vetta fino al Lac Long

Sviluppo:           28 Km

📈 Dislivello:           1400 Mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 8 ore 50 min.

📅 Data escursione:      26/07/2020

🚥 Periodi consigliati:    Da Giugno a Ottobre

🔎 Valutazione:         ⭐⭐⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Voltri, poi si svolta a destra su A26 fino ad Alessandria dove si svolta a destra in direzione di Torino sulla A21 che seguiremo superando Asti proprio fino a Torino. Qui si procede poi sulla Tangenziale Sud seguendo le indicazioni per Bardonecchia. Poi si procede sulla A32 che percorre tutta la Val Susa e si esce a Bardonecchia. Usciti dall’autostrada si entra in paese e si procede verso Melezet e Pian del Colle. Si oltrepassa il confine di stato e si segue la strada a destra trascurando a sinistra la strada che procede verso il Colle della Scala e Nevache. La strada in discrete condizioni presenta però alcune cunette piuttosto profonde dove prestare attenzione e percorrere praticamente a passo d’uomo. Questa risale la valle fino ad arrivare al parcheggio nei pressi del Grange de la Vallee Etroite, prima del cartello di divieto di transito, dove bisogna lasciare l’auto.

Itinerario:

Dal parcheggio di Les Grange de la Vallee Etroite mt. 1765 circa si segue la strada che in breve conduce ad un gruppo di case, con indicazione per il vicino Rifugio I Re Magi. Qui si incontra un bivio: Si può procedere dritti all’interno del Grange e passando affianco al Rifugio, oppure si può svoltare a sinistra su sterrata. Vanno bene entrambe e si riuniscono poco più a monte, in corrispondenza di una casetta. Si procede quindi su sterrata, riportante segnavia , incontrando poi il bivio per il Lago Verde, da trascurare e continuare ancora su sterrata fino ad un successivo bivio, a La Fonderie mt. 1905, dove bisogna abbandonare la sterrata a sinistra, che continua verso la Maison des Chamois, e procedere invece dritti sul sentiero che in breve conduce ad attraversare un ponte in legno, il Pon dla Funderie, in 35 min. circa. Oltrepassato il ponte si prende a salire fra rado boschetto fino ad attraversare un piccolo rio che discende da una balza rocciosa, balza che si risale sulla sinistra con numerosi ripidi tornantini su fondo tortuoso andando così a raggiungerne la sommità su ampio pianoro erboso, in altri 25 min. ed 1 ora totale. Ora in moderata salita si procede puntando verso Nord, andando a rasentare quasi subito sulla destra un piccolo laghetto a forma circolare con un paio di grossi massi al suo interno. Si attraversa lungamente verso il valloncello erboso attraversato da un piccolissimo rio che manteniamo alla nostra sinistra, puntando verso Nord sovrastati a destra dalle pareti rocciose della Punta Baldassare e della Rocca Bernauda e sulla sinistra dal Gran Serrù, fino a raggiungere una vasta piana erbosa solcata da un rio a circa 2200 mt. di quota, la Plaine de Tavernette (arriveremo qui al ritorno per chiudere l’anello che permette di raggiungere anche il Lac Peyron), in altri 30 min. circa. Attraversata una modesta passerella metallica il sentiero prende a salire in maniera piuttosto ripida per raggiungere la sommità di un dosso, oltre il quale si torna a procedere in falsopiano o moderata salita nel lungo vallone fra avvallamenti e dossi fin quando il sentiero volge decisamente a sinistra ed in breve si perviene al Col de Vallee Etroite mt. 2431, dove sorge un piccolo laghetto dal fondale poco profondo e terroso con vicina una croce di legno, in altri 40 min. e 2 ore 10 min. totali. Qui si incontra un bivio di sentieri, dove si trascura quello che discende a destra, Gr5 , e quello di sinistra che torna a ritroso (lo seguiremo al ritorno per il Lac Peyron) e si procede invece dritti sul sentiero di sinistra che si mantiene in piano ed aggira un rilievo erboso, punto in cui si avvista per la prima volta la meta di giornata. Con un leggero susseguirsi di saliscendi fra erba e modesta pietraia si raggiunge, con poi un ultimo ripido strappo, il Refuge du Thabor mt. 2502, in altri 15 min. e 2 ore 25 min. totali. Oltrepassato il rifugio si perviene con modesta risalita al bel Lac Rond de S.te Marguerite mt. 2512, che va costeggiato andando poi a raggiungere il vicino Lac Long de S.te Marguerite (qui svoltando a destra si perviene ad un piccolo laghetto alla base modesta paretina di gesso bianco), in 10 min. dal rifugio. Qui si trascura la traccia in piano a destra (dalla quale arriveremo al ritorno) e si svolta invece su quella di sinistra che ora prende a salire. Il sentiero conduce alla sommità di un dosso erboso nel quale giace ad un piccolo ma grazioso laghetto, oltre il quale il sentiero rimonta con maggiore decisione potendo poi rasentare un altro piccolo laghetto dal fondale di terra rossiccia. Con ulteriore breve risalita si perviene ad un bivio di tracce senza indicazioni a mt. 2700, in altri 35 min. circa, dove bisogna trascurare la traccia di sinistra che conduce al Col du Cheval Blanc e svoltare invece a destra su quella che punta verso la cresta soprastante. La risalita consente di ammirare alcuni bellissimi scorci sul Cheval Blanc col Dente Bissort e altri bei torrioni per poi giungere al Col des Battalières mt. 2802, in altri 15 min. e 3 ore 25 min. totali. Qui, volendo, si può fare una breve divagazione nell’ampia cresta spostandosi verso sinistra (Sud-Ovest) potendo così ammirare un primo piccolo laghetto e poco sotto un secondo e più grande lago, deviazione che comporta circa 10 min. in più. Dal colle si lascia il sentiero principale che scende verso il Refuge des Marches per procedere sulla semplice cresta fra erba e roccette salendo in maniera mai eccessiva ma costante superando un paio di rilievi. Raggiunta poi la base del più alto rilievo che precede il Col des Roches, quota 2894, per evitare un saliscendi di circa una cinquantina di metri, io ho evitato di risalirlo (ma forse è meglio farlo) seguendo invece una traccetta sulla destra che taglia in piano il pendio a mezzacosta, ma che in breve scompare. Ciò comporta continuare ad effettuare un traverso su terreno decisamente insidioso e pendio piuttosto ripido ed esposto fino al raggiungimento del Col des Roches mt. 2836 riconoscibile per un paio di grossi ometti di pietre, in 30 min. dal colle e 4 ore 5 min. totali. Oltre il colle si procede per cresta cercando si seguire i sporadici ometti, quindi si abbandona momentaneamente il filo di cresta per risalire un ripido canalino di fini sfasciumi che adduce al punto più ostico del percorso, in altri 30 min. circa, ossia ad un tratto in cui la cresta è sbarrata da un saltino di roccia di un paio di metri, che si supera utilizzando alcuni appigli un po’ da studiare, passaggio di II° grado. Oltrepassato questo punto la cresta diviene più esile e articolata con susseguirsi di passaggi di I° e percorso alle volte leggermente da ricercare fino al raggiungimento della vetta del Signal des Sarrasins mt. 3014, in altri 10 min. e 4 ore 45 min. totali. Panorama a Nord Aiguille de Peclet e Dome de Polset, a Nord-Est Pointe de l’Echelle e La Dent Parrachée, a Est Aiguille de Scolette, Punta Niblè, Rognosa d’Etache, Punta Sommeiller, Cima del Vallonetto, Monte Seguret, La Grand Argentier, a Sud-Est Punta Rognosa, P.ta Ramiere, Gran Bagna, Monviso, Cime de la Planette, Rocca Bernauda, P.ta Baldassarre, Pic de Rochebrune e Aiguille de Chambeyron, a Sud Dolomiti di Valle Stretta, Gran Serrù, a Sud-Ovest Cheval Blanc, Thabor, Pic du Thabor, La Gran Ruine, Pic Gaspard, Doigt de Dieu, La Meije, a Ovest Roche Noire con dietro Aiguille du Goleon e Aiguilles d’Arves, a Nord-Ovest Mont Brequin e Cime Caron. Per la discesa, dopo aver superato le prime asperità della cresta, si raggiunge un piccolo terrazzino a 2990 mt. dal quale discende a sinistra un ripidissimo canalino di fini detriti, che io, invece di effettuare a ritroso tutta la cresta, ho deciso di seguire per raggiungere alcuni laghetti nella conca sottostante. Il canalino è lungo una decina di metri, molto ripido (ma con numerosi appigli sulla paretina di destra) e punta grossomodo verso Sud-Ovest. Al termine di esso bisogna discendere senza traccia alcuna il ripidissimo pendio di terra e detriti puntando verso Sud, prestando la massima attenzione ad ogni passo data la pendenza, che solo verso il basso spiana leggermente fino al raggiungimento della conca detritica. Bisogna qui puntare a Sud-Ovest verso l’evidente lago dalle svariate tinte a mt. 2679, che si raggiunge in 45 min. dalla vetta e 5 ore 30 min. totali. Una volta raggiunto, spostandosi di pochi metri verso sinistra, si giunge ad un vicino ma più piccolo laghetto, anch’esso dalle graziose tinte. Discendendo ora il pendio di erba e roccette affioranti si approda sulle sponde di un lago dalla forma tondeggiante a mt. 2640, in altri 10 min. circa, e da questo, sulla sua sponda orientale, si discende seguendo l’emissario del lago su pendio erboso fino ad una piana di pietre e acqua oltre la quale appaiono degli ometti, che vanno ora seguiti. Si discende puntando ad un ampio ripiano acquitrinoso, che va mantenuto a sinistra per risalire invece fino alla sommità del dosso erboso soprastante dal quale si discende il pendio fino al raggiungimento di una seconda piana acquitrinosa, dove il rio che la percorre forma alcune modeste pozze, delle quali una dal particolare colore giallo, in altri 25 min. e 6 ore 5 min. totali. Dopo aver risalito il dosso erboso che limita la piana si scende fino a guadare un piccolo rio, il Ruisseau du Charmaix, e da questo puntando più o meno verso destra, Sud-Est, si tagliano i pendii erbosi fino al raggiungimento della sponda settentrionale del Lac Long, in altri 10 min. circa. Seguendo ora la traccetta che lo costeggia si ritorna al percorso dell’andata che va seguito fino al Col de la Vallee Etroite, in 25 min. dal Lac Long e 6 ore 40 min. totali. Qui si può decidere se ritornare dallo stesso percorso dell’andata oppure fare una deviazione che vado ora a descrivere. Trascurando ora il sentiero dell’andata che scende a sinistra, si procede invece dritti sul sentiero contrassegnato da segnavia che procede inizialmente in piano a mezzacosta per poi risalire di una quarantina di metri fino ad un promontorio erboso adibito a pascolo. Il sentiero perde ora quota entrando in un valloncello adiacente e intervallando anche alcune modeste risalite fino al raggiungimento del Lac du Peyron mt. 2443, in 40 min. dal colle, dal quale bisogna seguire il sentiero che diparte dal suo emissario, contrassegnato da alcuni , e discende parallelo al rio fino a raggiungere la Plaine de Tavernette già raggiunta all’andata, in 20 min. dal lago e 7 ore 40 min. totali. Da qui si procede sul sentiero già percorso all’andata raggiungendo in 1 ora 10 min. dal pianoro e 8 ore 50 min. totali il Grange de la Vallee Etroite, concludendo così il lungo percorso.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Lunghissima escursione, con quasi 28 km di sviluppo per 1400 metri di dislivello, che permette di raggiungere questa vetta poco conosciuta ma discretamente panoramica essendo la più alta del circondario. Prima parte del percorso fino al Refuge du Thabor piuttosto monotona e priva di grandi spunti attraversando lunghe distese prative. Oltrepassato il rifugio diviene indubbiamente più interessante con la bellissima e inusuale vista del Cheval Blanc e il susseguirsi di numerosi laghi, alcuni dei quali decisamente molto belli. Divertente anche la cresta finale che è alpinistica, abbastanza semplice (I°/II° grado max.) ma comunque da non sottovalutare visto che il percorso è un po’ da ricercare e con visibilità limitata potrebbero insorgere indubbiamente problemi. La deviazione effettuata al ritorno non è per nulla necessaria ma permette di visionare numerosi laghi situati lontani dai sentieri. Per raggiungere la conca dei laghi bisogna discendere il ripidissimo pendio di terra e detriti piuttosto malagevole e necessita pertanto di buona esperienza su questo tipo di percorsi accidentati e ripidi, dove è necessario avere piede fermo. Inoltre il percorso dalla vetta al Lac Long è da considerarsi per EE, come detto in parte a causa della natura del terreno ma anche per la totale mancanza di tracce, pertanto è richiesta buona visibilità ed è opportuno utilizzare un navigatore scaricandosi la traccia GPS. Per i meno esperti è consigliato evitare tale deviazione e mantenersi sul percorso principale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *