
La Cima di Valpianella (o Cima Piazzotti Occidentale) è una vetta delle Alpi Orobie, situata sul confine tra la Val Brembana e la Val Gerola, sovrasta la conca rocciosa sede del Lago Piazzotti e del Rifugio Cesare Benigni. Qui propongo un percorso ad anello partendo da Sciocc che, in condizioni invernali, conviene però effettuare in senso inverso da quello fatto da me, partendo magari dai Piani dell’Avaro.
Dati tecnici:
🏁 Punto di partenza: Loc. Sciocc tornante sopra a inizio sent. a mt. 1551 circa
⚠️ Difficoltà: In condizioni estive tutto E, in presenza di neve il canalino del ritorno si può considerare PD da fare con picca e ramponi (magari invertendo l’anello ed effettuandolo di mattino a salire)
⏩ Sviluppo: 15,2 Km
📈 Dislivello: 1050 Mt. circa
⏱️ Tempi: Giro ad anello totale 6 ore 25 min.
📅 Data escursione: 02/05/2026
🚥 Periodi consigliati: Da Maggio a Novembre, in presenza di neve necessita di attrezzature adeguate
🔎 Valutazione: ⭐⭐⭐⭐
Accesso:
Da Genova con l’autostrada A7 fino a Milano. Quindi si procede sulla tangenziale Ovest seguendo le indicazioni per Varese e Como, A50, fino ad incrociare la A4 che bisogna seguire svoltando a destra (indicazioni per Venezia) percorrendola fino a fino all’uscita di Dalmine. A Dalmine si seguono le indicazioni a destra per Dalmine Centro quindi ci si mantiene sulla SS470 dir. con indicazioni per la Val Brembana. Si continua su di essa che, dopo aver superato Mozzo e Valbrembo, continua fino a Villa d’Alme’ dove ad una rotatoria si imbocca la seconda uscita seguendo le indicazioni per la Val Brembana. Ora su SS470 si percorre lungamente la Val Brembana fino a Scalvino, dove ci si mantiene a sinistra per Foppolo andando a imboccare una galleria e, al termine di essa, si trascura la deviazione a destra per Follo e Piazza Brembana mantenendosi a sinistra per il Passo San Marco. Si continua quindi ancora su SS470 per poco più di 5 Km, ossia fino a Olmo al Brembo, dove si abbandona la SS470, che continua dritto per il Passo San Marco sulla destra, piegando invece a sinistra su SP8 per Cusio e Monte Avaro. La strada, che prende a salire con numerosi tornanti, supera Averara, Santa Brigida e Cusio poi, dopo qualche Km, si giunge ad uno slargo sulla destra con parchimetro dove si paga il pedaggio (3 Euro) per procedere sulla strada per i Piani dell’Avaro. Una volta pagato la si segue per alcuni km superando di circa 400 metri l’attacco del sentiero in Loc. Sciocc, ossia fino al tornante successivo a mt. 1551, dove, in uno slargo a bordo strada, si può lasciare l’auto. Se il percorso a piedi è in condizioni invernali converrebbe effettuare l’anello nel senso contrario, per cui può avere senso lasciare l’auto più a monte, ossia dove termina l’asfalto nei pressi del Rifugio Monte Avaro.
Itinerario:
Dallo slargo nel tornante torniamo a ritroso su asfalto per circa 400 metri in 5 min. circa, in Loc. Sciocc mt. 1512, andando a seguire a destra il sent.
108 con indicazioni per il Rifugio Benigni e Fonte San Carlo. Questo sale moderatamente all’interno di un bel bosco di conifere, fuoriuscendone in corrispondenza della Casera Valletto mt. 1625, in altri 25 min.circa, oltre la quale si perviene ad un bivio, dove bisogna trascurare a sinistra il
107A per il Passo di Trona e ci si mantiene a destra ancora sul
108 con indicazioni per la Fonte San Carlo e Rifugio Benigni. Si procede quindi sul 108 che dopo poco oltrepassa un guado e sale fino a raggiungere la Fonte San Carlo a mt. 1748, in altri 25 min. circa, oltre la quale in poco meno di 300 metri, si perviene ad un bivio, dove si trascura a destra il
108 per il Rifugio Benigni e Passo Salmurano e si svolta a sinistra sul
108A con indicazioni per Rifugio Benigni e Passo Bocca di Trona, in altri 5 min. e 1 ora totale. Questo sentierino rasenta il Torrente d’Ornica per circa 400 metri, per poi attraversarlo e compiere un traverso in moderata salita, quindi con numerosi tornantini si prende quota fino ad approdare ad un nuovo bivio nei pressi di un masso in bilico. Qui si trascura il sent. a sinistra
101 per Passo Bocca di Trona e ci si mantiene a destra approdando in breve ad un piccolo laghetto a mt. 2166, in altri 50 min. circa, oltre il quale troviamo un nuovo bivio di tracce dove si volge a sinistra in salita, trascurando il sentiero che procede dritto in piano. Il sentierino, misto di erba e roccette con visuali sul Rifugio Benigni, porta in breve con un traverso in piano ad un nuovo bivio, dove trascuriamo momentaneamente il sent.
101 per il Passo Salmurano, e si procede dritti raggiungendo in breve il Rifugio Benigni mt. 2212, in 15 min. dal laghetto e 2 ore 5 min. totali. Tornando momentaneamente a ritroso di circa 50 metri si volge poi a destra fuori traccia per andare a vedere un piccolo laghetto e, una volta raggiunto, si piega a sinistra rimontando qualche roccetta, fino a raggiungere la sponda orientale del Lago Piazzotti mt. 2209, in 10 min. dal rifugio. Una volta contornato sulla sua sponda meridionale, onde evitare di ritornare a ritroso per salire al sentiero che porta alla vetta, pieghiamo a sinistra in ripida salita puntando al soprastante crinale dopo si imbocca a destra l’ampio sentiero per la Cima di Valpianella. Questo, in costante ma non eccessiva salita porta dapprima ad una anticima e poi dopo pochi metri in vetta alla Cima di Valpianella (o Piazzotti Occidentale) mt. 2349, in 45 min. dal lago e 3 ore totali.
Panorama a Nord Pizzo Badile, Pizzo Cengalo, Cima di Castello, a Nord-Est Monte Disgrazia, Piz Bernina, Piz Zupo, Piz Palu, Pizzo Scalino, a Est Monte Valletto, Pizzo del Diavolo, Pizzo Arera, a Sud-Est Monte Alben, Monte Venturosa, Monte Araralta, a Sud Monte Sodadura, Cima di Piazzo, Corna Grande, Zuccone Campelli, a Sud-Ovest Grignetta, Monte Giarolo, Pizzo dei Tre Signori, a Ovest Pizzo di Trona, Bietschorn, Aletschhorn, Fisteraarhorn, a Nord-Ovest Pizzo Mellasc, Pizzo Alto, Pizzo Rotondo, Pizzo Tambo e Pizzo Stella.
Dalla vetta si può discendere sul sentiero appena percorso fino nei pressi del Rifugio Benigni o, come ho fatto io, effettuare una modesta deviazione per vedere dei piccoli laghetti sotto alla vetta. Proseguendo sul crinale fino ad una sottostante insellatura, si volge poi a destra e, puntando grossomodo verso Est, dopo circa 100 metri, si perviene ad un primo laghetto, in 10 min. circa, poi, in altri 100 metri andando a Sud-Est e ulteriori 10 min. circa, si arriva ad un secondo più piccolo laghetto oltre il quale in circa 70 metri si intercetta nuovamente il sentiero principale. Ora si discende fino al Rifugio Benigni, in altri 20 min. circa, e da questo si può optare per fare una modesta deviazione alla vicina Cima Piazzotti Orientale mt. 2214, sulla cui sommità è posta una tavola d’orientamento, in 5 min. dal rifugio e 3 ore 45 min. totali. Tornati al Rifugio lo si oltrepassa continuando sul sentiero dell’andata fino al bivio per il sent.
101 per il Passo Salmurano, che bisogna imboccare ora sulla sinistra. Questo scende con alcuni scomodi tornantini fino alla sottostante conca, dove si incontra un nuovo bivio, in 15 min. dalla Cima Piazzotti Orientale, al quale si trascura a destra il sent.
101 var per il Passo Bocca di Trona e si continua invece dritti sul
101 che ora si incunea in uno stretto e ripido canalino attraversato da un rio. Nella circostanza detto canalino l’ho trovato per buona parte ricoperto di neve che ha necessitato l’uso dei ramponi, discendendolo faccia a monte (con alcuni punti resi ulteriormente più complessi e rischiosi da buchi dovuti allo scioglimento alternati a tratti di roccia insidiosa). Ovviamente in condizioni estive è un canalino che non presenta difficoltà ma, come indicavo nella descrizione delle difficoltà, in condizioni invernali sarebbe mneglio affrontarlo in salita (quindi effettuando l’anello in senso inverso) ed utilizzando magari, oltre ai ramponi, anche una piccozza. Al termine del canalino, in 30 min. dalla conca (abbiamo impiegato più tempo del dovuto perchè abbiamo ponderato ogni singolo passo) si giunge ad un bivio a mt. 1990, dove si trascura a destra il sentiero
108 che scende al bivio sopra a Fonte San Carlo, e si continua dritti sul comodo sentierino che, in moderata salita, conduce al Passo Salmurano mt. 2017, in altri 10 min. e 4 ore 40 min. totali. Qui si trascura a sinistra il
161 che scende al Rifugio Salmurano, a destra il
107 che scende alla Casera Valletto, e si continua ancora dritti sul
101 verso il Monte Avaro. Questo sentiero panoramico compie un lungo traverso alternando tratti in moderata salita ad altri in piano e moderata discesa fino a raggiungere una piana con alcuni dei resti di mura. Da qui si torna a salire fino a raggiungere dapprima un grazioso laghetto e poi il soprastante Colletto del Monte Avaro mt. 2065, in 45 min. dalPasso Salmurano. Dal colletto si trascura a sinistra il sentiero per il Passo di Triomen ed i Laghi di Ponteranica e si segue il sent.
109A con indicazione per i Piani dell’Avaro che prende ora a scendere su pendio erboso fino ad intercettare una sterrata a quota mt. 1865, in altri 20 min. e 5 ore 45 min. totali. Imboccata la sterrata a sinistra in moderata discesa dopo circa 300 metri si approda ad un nuovo bivio, dove si trascura a sinistra il sent.
109 per i Laghi di Ponteranica. e si continua dritti su sterrata che poi diviene strada selciata. La strada conduce poi in moderata discesa (volendo è possibile tagliarne un’ampia curva su traccetta che discende una distesa prativa), un primo lago e, con modesta deviazione a sinistra un più piccolo laghetto, in 15 min.dalla sterrata. Ripresa la strada questa sale brevemente fino al soprastante Rifugio Albergo Monte Avaro, dal quale si imbocca a sinistra la strada che diventa quasi subito asfaltata e che bisogna ora seguire in discesa. Dopo poco più di 450 metri una traccetta diparte a destra fino ad un vicino ma grazioso laghetto, in altri 10 min. circa, e, dopo averne costeggiato la sponda a sinistra, si torna all’asfalto scendendo una scomoda ripa. Ora si volge a destra su asfalto e lo si segue in discesa per circa 1,2 Km raggiungendo così lo spiazzo nel tornante concludendo di fatto l’anello, in 15 min. dal lago e 6 ore 25 min. totali.
Galleria fotografica:
Grafici del percorso:
Commenti:
Escursione piacevole anche se l’intento era quello di vedere i laghi in una fase di scioglimento un pochino più avanzata….diciamo che il Lago Piazzotti, anche se non nelle condizioni che ci aspettavamo, non era poi malaccio, come anche i due piccoli laghetti in scioglimento sotto alla vetta. Vetta nel complesso panoramica e semplice da raggiungere. Come citavo già in descrizione, in condizioni estive l’anello descritto non presenta alcuna difficoltà ma in condizioni invernali il canalino effettuato per raggiungere il Passo Salmurano non è proprio agevole da percorrere a scendere….motivo per cui se presenta neve conviene l’anello farlo in senso inverso, magari partendo dai Piani dell’Avaro e fare il canalino a salire con attrezzature adeguate (piccozza e ramponi). Noi l’abbiamo poi trovato in una condizione ancora peggiore, ossia in fase di avanzato scioglimento, con alcuni buchi (con sotto il rio che scorreva) e massi affioranti poco agevoli da superare con i ramponi ai piedi.