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Corna Grande, La Cornetta e Cima di Piazzo mt. 2087-2053-2057 (Anello dei Campelli)

I monti Corna Grande, La Cornetta e Cima di Piazzo sono vette delle Prealpi Lombarde collocate fra la Valsassina e la Val Brembana. Vette secondarie che sorgono intorno alla più blasonata vetta dello Zuccone Campelli. In questa escursione son stati effettuati alcuni tratti fuori sentiero, pertanto se si vuole eseguire lo stesso percorso è bene che vi sia visibilità. Utile la traccia GPS.

🏁 Punto di partenza: Valtorta, Rifugio Trifoglio mt. 1340 circa

⚠️ Difficoltà:          EE

Sviluppo:           16,1 Km

📈 Dislivello:          1280 Mt. circa

⏱️ Tempi:               Giro ad anello totale 6 ore 50 min.

📅 Data escursione:    08/10/2020

🚥 Periodi consigliati:   Autunno, Primavera

🔎 Valutazione:         ⭐⭐⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A7 fino a Milano. Quindi si procede sulla tangenziale Ovest, A50, fino ad incrociare la A4 che bisogna seguire svoltando a destra percorrendola fino a Dalmine, dove ne si esce. Raggiunto uno svincolo con sottopasso ad un successivo bivio si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Dalmine centro imboccando così la SS470dir che bisogna seguire lungamente superando Mozzo, Scano al Brembo e Almè fino a Villa d’Almè. Qui ad una rotonda si svolta a sinistra e si imbocca la terza uscita seguendo le indicazioni per Val Brembana e San Pellegrino T. sulla SS470. Questa attraversa Sedrina, Zogno e San Pellegrino Terme. Si oltrepassano altre frazioni e numerose gallerie e, usciti da una di queste si perviene ad un bivio, dove bisogna mantenersi sulla strada di sinistra con indicazione per Olmo al Brembo su SP1. Dopo circa 3 km si incontra un bivio, dove bisogna svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Valtorta su SP6. La strada inizia a salire superando i paesi Cassiglio, Forno Nuovo e Rava, oltre il quale iniziano una serie di tornanti che conducono a Valtorta. Raggiunto il paese ad una rotonda si segue la terza uscita, continuando su SP6 che aggira il paese e sale con ulteriori tornanti fino al raggiungimento del Rifugio Trifoglio ai Piani di Ceresola, dove, in un ampio parcheggio si può lasciare l’auto.

Itinerario:

Dal parcheggio del Rifugio Trifoglio a mt. 1340 circa si procede seguendo la strada asfaltata in salita riportante segnavia 104B e indicazioni per il Rifugio Buzzoni e Passo Gandazzo. La strada attraversa un bosco e diviene poi strada cementata in corrispondenza di un tornante, punto in cui la si abbandona, visto che compie un giro piuttosto ampio, procedendo ora dritti seguendo sempre il 104B ma solo per poche decine di metri. Infatti come inizia la pista da sci bisogna subito deviare a sinistra e risalirla in ripida salita sbucando poi sulla strada asfaltata abbandonata precedentemente. Si procede ora in salita su asfalto per circa 400 metri (rasentando anche un laghetto artificiale), poi in corrispondenza di un tornante verso destra la si abbandona definitivamente e si procede dritti nuovamente su pista da sci. Inizialmente la pendenza risulta piuttosto sostenuta ma poi più a monte si addolcisce fino al raggiungimento di un ripiano erboso, punto in cui si intercetta sulla sinistra una traccetta che risale fino al Rifugio Sora mt. 1737, crocevia di sentieri, in 50 min. circa. Qui bisogna trascurare a destra il sent. 101 per il Rifugio Grassi, sempre a destra il sentiero per il Rifugio Lecco (arriveremo da qui al ritorno) e si segue invece a sinistra il sent. (via estiva) con indicazione per la Bocchetta dei Mughi e Anello Campelli (io in realtà ho inizialmente seguito un sentiero ancora più a sinistra in piano segnato anch’esso con segnavia , il 101 via invernale, che andava ugualmente bene e che si sarebbe riallacciato all’altro sentiero più a monte, ma raggiunto un pianoro ho poi optato per deviare a destra senza alcuna traccia fino ad intercettare il sentiero estivo, in quanto su quello invernale i torrioni erano costantemente controluce e non riuscivo a fotografarli). Questo passa alla base delle imponenti pareti verticali dello Zucco Barbesino salendo in maniera moderata ma costante passando alle pendici di alcuni grossi torrioni e poi, con ulteriore modesta risalita, permette di raggiungere la Bocchetta dei mughi mt. 1995, in 1 ora 10 min. dal rifugio e 2 ore totali. Per raggiungere la vicina vetta della Corna Grande bisogna ora svoltare a sinistra seguendo l’indicazione su masso con scritto “Corna G.” procedendo inizialmente su placchetta di roccia calcarea solcata fra i pini mughi, quindi su traccia riportante qualche si approda infine su crinale erboso che va risalito fino a raggiungere la piatta vetta del Corno Grande mt. 2087, in altri 10 min. e 2 ore 10 min. totali. Si torna alla Bocchetta dei mughi e da questa si discende nel versante opposto sempre sul sent. 101 che perde inizialmente quota per poi proseguire in falsopiano fino al raggiungimento di un piccolo laghetto recintato, in altri 45 min. circa. Si procede ancora per 800 metri di continui saliscendi fra distese erbose e roccette, quindi, per raggiungere La Cornetta, bisogna abbandonare il sentiero segnato, che continua dritto verso la Bocca di Campelli, e svoltare invece a sinistra seguendo una vaga traccia che scende verso la conca erbosa sottostante (anche se non si riesce a intercettare nessuna traccia va bene uguale, basta puntare al grosso torrione alla base de La Cornetta). Poco dopo si intercetta il sentiero 103A che si può seguire in discesa a sinistra ma solo per poche decine di metri, in quanto questo scende verso Piani Alti di Valtorta, per poi abbandonarlo svoltando a destra sempre su vaghe tracce puntando al torrione alle pendici de La Cornetta. Giunti quasi in prossimità della base del torrione si intercetta una traccetta che va seguita a sinistra in moderata salita. Questa compie un traverso che taglia la base del torrione e della successiva parete rocciosa di stampo dolomitico. Raggiunto poi un pendio erboso la traccia svanisce nel nulla e bisogna pertanto risalire senza traccia alcuna fino a lambire una fascia rocciosa soprastante, procedendo perlopiù verso sinistra. Una volta raggiunta si volge a sinistra puntando grossomodo verso Nord alla base delle pareti raggiungendo poi un torrione appoggiato ad una parete che forma una finestra, in 55 min. dal laghetto recintato, punto in cui bisogna svoltare bruscamente a destra e risalire rasentando la parete rocciosa che qui forma un alto tetto. Qui riappare una traccia che compie ora un traverso fino ad un ometto su spallone erboso che domina la parete dolomitica precedentemente rasentata, punto in cui bisogna svoltare decisamente a sinistra e risalire il ripido pendio erboso fino alla sommità del dosso, ossia la vetta de La Cornetta mt. 2053, in altri 10 min. e 4 ore totali. Si ridiscende sullo stesso percorso fino alla base del torrione e qui, per raggiungere Cima di Piazzo, si continua a mantenere la stessa direzione, ora senza traccia su pendio erboso senza perdere quota e portandosi così alle pendici della Cima di Piazzo. Superata la base di una bastionata rocciosa, che presenta qualche modesta guglia e torrioncino, si rimonta poi il ripido pendio erboso puntando grossomodo verso Est fino al raggiungimento della soprastante cresta erbosa. Qui si svolta a destra e procedendo su ampia cresta, ora su traccia, si giunge facilmente in vetta alla Cima di Piazzo mt. 2057, in 50 min. e 4 ore 50 min. totali. Dalla cima si discende per il crinale erboso puntando a Sud su traccia per circa 100 metri ossia fino ad un ripiano sottostante, punto in cui io ho abbandonato il sentiero, che ora volge a sinistra compiendo un lungo percorso fino al Rifugio Cazzaniga, andando invece a discendere un canalone erboso a destra, leggermente ripido ma non difficile, puntando al sottostante laghetto alla Bocca di Campelli. Dal lago, senza raggiungere la soprastante Casera, si svolta a sinistra andando a rasentare un abbeveratoio intercettando così il sent. 101 e seguendolo ancora per circa 80 metri, per poi deviare a destra e seguire una traccetta che conduce ad un ampio canalone di erba, roccette e piccoli arbusti. Questo scende in maniera piuttosto ripida su traccia molto evidente nella parte iniziale, poi nella parte centrale tende un po’ a perdersi fra gli arbusti, per ritornare quasi subito abbastanza evidente nel tratto più basso che porta a svoltare gradualmente verso destra puntando alla sterrata nella conca sottostante. Raggiunta la sterrata, in 25 min. da Cima di Piazzo, la si segue verso destra seguendo l’indicazione per Sentiero Stradini e Anello Campelli, sovrastando un grazioso laghetto per poi raggiungere la Casera Campelli mt. 1783, Azienda Agricola all’Alpe Campelli, dove si trascura la deviazione a sinistra sul 723 per Prato Rotondo e La Piazza e si procede invece dritti. Ora su sentierino che attraversa alcuni avvallamenti erbosi si giunge in breve ad un bivio, dove si trascura a sinistra la deviazione per la Funivia di Artavaggio e si continua dritti, ora in ripida salita fino ad un punto in cui si svolta decisamente verso destra, il Colletto di Faggio. Il sentierino diviene esile tagliando a mezzacosta il pendio erboso alle pendici delle poderose pareti dello Zuccone Campelli. In falsopiano o moderata discesa si perviene poi ad una cengietta esposta lunga una decina di metri ma attrezzata con cavo e staffe metalliche, in altri 15 min. e 5 ore 30 min. totali, oltre la quale il sentiero si mantiene comunque ancora piuttosto esile ed esposto in ambiente via via sempre più roccioso alla base di impressionanti pareti e grossi canaloni. Superati ancora un paio di tratti attrezzati, ed oltrepassato un particolare torrione ricurvo, il sentiero svolta poi decisamente a destra allontanandosi così gradualmente dalle pareti ed attraversando a mezzacosta il pendio erboso con un lungo traverso giungendo quindi al bivio per la Ferrata Pesciola a destra, da trascurare (conduce in vetta allo Zucco Pesciola). Ancora un traverso fra i pini mughi e si perviene alla Bocchetta Pesciola mt. 1750, in altri 35 min. e 6 ore 5 min. totali, dalla quale si discende su traccia puntando al sottostante laghetto artificiale pochi metri sotto al Rifugio Lecco. Raggiunto il lago si svolta a destra rasentandone la sponda orientale (passando qualche decina di metri sotto al Rifugio Lecco), poi si intercetta una traccetta che rimonta il pendio erboso soprastante puntando grossomodo verso Nord fino al raggiungimento del Rifugio Sora, in altri 15 min. circa. Da qui come per l’andata in 30 min. e 6 ore 50 min. totali, concludendo così il percorso.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Percorso molto interessante, che effettua l’anello dei Campelli, toccando tre vette delle quali una in special modo molto particolare e bella, La Cornetta. Itinerario piuttosto semplice se si esclude la deviazione a La Cornetta e Cima di Piazzo ed il tratto iniziale fino al Rifugio Sora, che si effettuano fuori sentiero, prive comunque di difficoltà tecniche ma che in caso di scarsa visibilità possono far insorgere problemi di orientamento in quanto si viaggia a vista. Indubbiamente belli i torrioni nei pressi della Bocchetta dei mughi, quelli alla base de La Cornetta e il tratto del Sentiero dei Stradini che passa alla base di poderose pareti e canaloni ricchi di torrioni e guglie. Certo che in zona avrei indubbiamente preferito effettuare la Ferrata Minonzio che conduce allo Zuccone Campelli, percorso più adrenalinico e addentrato nelle pareti, ma la spolverata di neve presente in quel tratto avrebbe comunque fatto preferire questo percorso, sarà per un’altra volta.

 

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