Rocca Pan Perdù mt. 2850

La Rocca Pan Perdù e’ una montagna delle Alpi Marittime sulla destra orografica del Vallone di Rio Freddo. Vetta non molto frequentata e percorso che dal Gias della Grotta non presenta più sentieri segnati ma solo tracce a tratti labili ed evanescenti e si viaggia perlopiù a vista. Il canalino finale, seppur non molto complicato e’ da effettuare con attenzione , anche se la maggiore difficoltà rimane azzeccare il giusto punto dove attaccarlo. Utile l’utilizzo di un navigatore e scaricare qui la traccia gps.

🏁 Punto di partenza: Vallone Rio Freddo mt. 1500 circa

Difficoltà:           F 

Sviluppo:           13 Km

Dislivello:           1400 Mt. circa

🔎 Valutazione:        ⭐⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Savona poi svoltare a destra seguendo le indicazioni per Torino sulla A6 fino a Mondovi’. Usciti dall’autostrada si segue la superstrada e ad una rotonda si segue la SP564 fino alle porte di Cuneo. Qui si svolta sulla SP21 che evita la città e lambisce Boves per giungere a Borgo San Dalmazzo .Qui si svolta a destra seguendo le indicazioni per Demonte su SS20 ed usciti da Borgo San Dalmazzo si procede su SS21 che percorre la Valle Stura superando i paesi Demonte, Aisone e Vinadio. Poco dopo aver superato il paese si svolta a sinistra su ponte ,seguendo l’indicazione per il Colle della Lombarda ,che in breve raggiunge Pratolungo. Quindi si procede fino ad un bivio , dove si svolta a sinistra seguendo l’indicazione per Rio Freddo. Si segue questa stretta strada che si inerpica nel Vallone del Rio Freddo ,superando anche la diga, fin quando si raggiunge un ampio spiazzo con fontana nei pressi di una casa (volendo e’ possibile proseguire ancora per un breve tratto su asfalto, fino ad un piccolo spiazzo in prossimità del cartello di divieto di circolazione, pochi posti).

Itinerario:

Dallo spiazzo si procede su asfalto seguendo le indicazioni per il Rifugio Malinvern, raggiungendo in breve un successivo piccolo spiazzo nei pressi del cartello di divieto per la circolazione. Si procede ora su sterrata, riportante segnavia , che prende a salire moderatamente il vallone dominato dalla mole del Monte Malinvern incontrando, dopo 10 min. circa, un bivio dove si trascura a destra il sentiero che conduce ai Laghi Martel,Nero e Aver per procedere ancora dritti su sterrata. Dopo altri 5 min. si incontra un secondo bivio ,dove bisogna trascurare a destra il sentiero P15b, che conduce anch’esso al Lago Martel, e continuare ancora su sterrata che in ulteriori altri 10 min. conduce ad un terzo bivio, dove trascurare a destra il sentiero per i Laghi Aver e Colle dei Morti e precedere ancora dritti su sterrata. In costante ma moderata salita si giunge in 10 min. dall’ultimo bivio e 35 min. totali al Gias della Grotta mt. 1690, dove si abbandona la sterrata per piegare a sinistra seguendo una traccetta che scende fino al Rio Freddo. Qui bisogna guadare il rio (all’andata non ho individuato il giusto punto, andando pertanto ad attraversarlo più a monte dove dei tronchi formavano una “diga”, ma il passaggio più agevole e’ quello fatto al ritorno) e seguire una traccetta segnalata con qualche ometto di pietra che risale il pendio erboso, andando poi ad attraversare con un traverso verso sinistra un tratto umido che precede l’ingresso in un bosco di conifere, dove la traccia diviene decisamente più evidente. Questa attraversa il bosco puntando verso Nord fin quando in una radura si incontra un bivio indicato da un ometto posto sopra ad un masso, in altri 20 min. e 55 min. totali. Bisogna ora trascurare la traccia che procede dritta e conduce al Lago Pan Perdù (dal quale arriveremo al ritorno) per deviare a destra sempre su traccia abbastanza evidente che punta più o meno verso Est sempre nel bosco che diviene via via un pò più rado e concede qualche visuale verso Ovest. Con qualche tornantino la traccia prende quota permettendo di giungere ad un pianoro di erba e massi sovrastato da alcune modeste cascatelle, dove la traccia si fa un pò evanescente e bisogna cercare di addocchiare degli ometti. Questa tende a portarsi verso la sinistra del pianoro andando poi ad attraversare una pietraia oltre la quale torna ad essere più evidente fra erba, arbusti e ultimi radi larici. Quindi si porta alla base di un ampio canale erboso, a tratti un pò ripido, che bisogna risalire effettuando numerosi zig-zag puntando al punto di fuoriuscita. Alla sommità del canale, in 1 ora 10 min. dal bivio e 2 ore 5 min. totali, inizia una pietraia di grossi massi abbastanza stabili da attraversare mantenendo più o meno la stessa direzione puntando ad un’insellatura, che una volta raggiunta permette di vedere la Rocca Pan Perdù e alla sua destra la Rocca della Paur. Si procede lungamente su pietraia di grossi massi perlopiù stabili puntando ora verso Nord-Ovest provando ad avvistare degli ometti, che io in questo tratto ne ho visti ben pochi (ma può essere che non abbia seguito la giusta traiettoria), comunque con buona visibilità non e’ un gran problema. Risalito poi un tratto un pò più ripido si perviene ad un colletto, in 1 ora 10 min. dal canalino erboso e 3 ore 15 min. totali, dove bisogna piegare decisamente a sinistra (Nord) su pendio prevalentemente erboso su traccia ora abbastanza evidente e con qualche ometto sporadico. Dopo ripetuti tornantini su ripido pendio si giunge ad una forcella, in altri 20 min. circa, che e’ la sommità di un canalino, dal quale scenderemo al ritorno per andare al Lago Pan Perdù. Dopo una breve risalita di qualche decina di metri si avvista un ometto poco a destra e da questo si piega a destra discendendo una placchetta liscia ed inclinata di 4/5 metri da effettuare con un minimo di attenzione ma che presenta un buon appiglio sulla sinistra (non sono sicuro che fosse questo l’accesso al canale, probabilmente era qualche metro più in basso). Al termine della placchetta si e’ alla base del ripido canalino, in 5 min. dalla forcella e 3 ore 40 min. totali, che e’ il tratto più ostico del percorso. Dopo un primo tratto ben camminabile su erbette il percorso viene sbarrato da una grossa placca inclinata, che va scansata portandosi sulla destra effettuando un traverso di poco più di un metro ma da affrontare con la giusta concentrazione cercando appigli per mani e piedi. Oltre questo punto il percorso diviene molto più semplice con solo qualche tratto dove aiutarsi con le mani (I°), quindi una traccetta un pò ripida fra erba e roccette permette di raggiungere la vetta della Rocca Pan Perdù mt. 2850, in 15 min. dall’inizio del canale e 3 ore 55 min totali. Panorama a Nord Monviso, Cervino e Rosa, a Sud-Est Matto e Rocca della Paur, a Sud Cima Nord Valrossa, Testa del Claus, Cima Sud Valrossa, Testa del Malinvern, a Sud-Ovest Cima della Lombarda, a Ovest Aver e Testa Gias dei Laghi, a Nord-Ovest Brec e Aiguille de Chambeyron. Per la discesa, tornato alla forcella, ho optato per compiere un percorso un pò di ricerca che va così a compiere un anello. Dalla suddetta forcella discende un canalino, a tratti un pò ripido, di sfasciumi fini inizialmente e di pietre dopo, da affrontare con cautela stando attenti a non sganciare nulla data l’instabilità. Il percorso con buona visibilità e’ comunque evidente e una volta uscita da canale basta puntare pressochè sempre nella stessa direzione, Nord-Ovest, attraversando una pietraia che permette di raggiungere il dosso che sovrasta il Lago. da qui si discende un canalino sulla destra del dosso, inizialmente di sfasciumi e nella parte finale erboso, decisamente più semplice del precedente ma comunque da non sottovalutare. Alla base del canalino si e’ ormai sulle sponde del bel Lago Pan Perdù mt. 2478, in 1 ora 15 min. dalla vetta e 5 ore 10 min. totali, che giace nella conca alle pendici della Rocca Pertusà. Ora si contorna la sponda occidentale e, poco oltre la metà del lago, ne si risale il pendio di massi che lo sovrasta intercettando così un ometto. Procedendo verso Ovest si discende la bastionata che chiude il lago e,  puntando sempre nella stessa direzione fra tratti alterni di erba e pietraie, si perde quota tornando ad avvistare qualche sporadico ometto. L’evanescente traccia porta a rasentare le pareti di una bastionata rocciosa e poi a contornarla su fondo erboso poi, approdati ad una piana erbosa in una zona umida appare inaspettatamente una traccia evidente. Questa scende fino a raggiungere una conca sottostante, sede di un paio di laghetti (uno parzialmente asciutto), in 50 min. dal Lago e 6 ore totali. Risaliti di pochi metri alla destra dei laghi si intercettano alcuni ometti e si prende nuovamente a perdere quota all’interno di un rado boschetto di larici oltre il quale, con ripetuti tornantini fra distese di mirtilli e ginepri, si discende fino ad un pianoro sede dei ruderi di un Gias, in altri 25 min. circa. La traccia porta ora a guadare il Rio Pan Perdù e si addentra nel bosco di conifere puntando verso Sud-Ovest fino ad approdare al bivio dell’andata con ometto, in 25 min. dai ruderi e 6 ore 50 min. totali. Ora si ripercorre la traccia tornando a guadare il Rio Freddo nei pressi del Gias della Grotta, quindi su sterrata fino allo spiazzo, in altri 35 min. e 7 ore 25 min. totali.

Tempi:               Giro ad anello totale 7 ore 25 min.

Data escursione:     21/08/2018

Periodi consigliati:   Da Giugno a Ottobre

Galleria fotografica:

 

Grafici del percorso:

Commenti:

Bella escursione in ambiente selvaggio. Una volta abbandonata la sterrata all’altezza dei ruderi del Gias della Grotta si procede su tracce a tratti labili ed evanescenti e si viaggia perlopiù a vista.Azzeccare l’accesso al canalino per raggiungere la vetta e’ stata la difficoltà maggiore della gita, l’interno del canale infatti, seppur ripido e alla vista poco amichevole, non l’ho trovato eccessivamente complicato. Evitando di risalire la placca e tagliandola a destra il percorso diventa abbastanza semplice ,seppur da non sottovalutare e da intraprendere con attenzione in caso di fondo bagnato. Giunti alla forcella e facendoci ingolosire dalla possibilità di raggiungere il Lago Pan Perdù abbiamo tentato la discesa del canale pur non avendo la minima notizia in merito e giudicando solo quel che vedevamo, ossia che era fattibile. Diciamo che e’ tutto abbastanza ben percorribile anche se bisogna tenere presente che si viaggia a vista non essendoci veri e propri sentieri ma solo tracce sporadiche e qualche isolato ometto, per cui e’ bene effettuare questo percorso solo con buona visibilità e ancor meglio utilizzando la traccia GPS che si può scaricare dalla relazione. Gita non eclatante ma apprezzabile per la vista sulla Rocca della Paur, sui laghi e la visita al bel Lago Pan Perdù.

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