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Pointe de Nevache mt. 2892


La Pointe de Nevache è una montagna delle Alpi Cozie facente parte della Savoia, interamente in territorio francese, situata sulla cresta montuosa che dall’Aiguille Noire raggiunge il Monte Thabor. Vetta indubbiamente secondaria e meno blasonata rispetto alle relativamente vicine Pointe des Cerces e del Monte Thabor, ma dal panorama comunque interessante, con percorso per raggiungerla da inventare non esistendo ne sentieri segnati ne tracce. Utile la traccia GPS.

🏁 Punto di partenza: Chalets de Laval mt. 2030 circa

⚠️ Difficoltà:          EE

Sviluppo:           14,5 Km

📈Dislivello:           950 Mt. circa

⏱️ Tempi:               Giro ad anello totale 6 ore 40 min.

📅 Data escursione:   30/09/2020

🚥 Periodi consigliati:  Da Giugno a Ottobre

🔎 Valutazione:        ⭐⭐⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Voltri, poi si svolta a destra su A26 fino ad Alessandria dove bisogna volgere a destra in direzione di Torino sulla A21, che seguiremo superando Asti proprio fino a Torino. Qui si procede poi sulla Tangenziale Sud seguendo le indicazioni per Bardonecchia. Poi sulla A32 che percorre la Val Susa e si esce a Bardonecchia. Usciti dall’autostrada si entra in paese e si procede verso Melezet e Pian del Colle. Si oltrepassa il confine di stato e si segue a sinistra la strada D1T che procede verso il Colle della Scala e Nevache, trascurando a destra la strada che conduce a Les Grange de la Vallee Etroite. La strada prende a salire (prestare attenzione ad alcune cuneette di scolo) e, dopo aver oltrepassato due brevi gallerie ravvicinate, porta ad attraversare un lungo pianoro che in breve conduce al Colle della Scala (Col de l’Échelle). Da questo si scende sempre su D1T con numerosi tornanti fino a sbucare su D994G nei pressi di Roubion, dove si svolta a destra ed in breve si perviene a Nevache, che bisogna superare e procedere su quella che ora diviene D301T. La strada si restringe notevolmente (in estate viene chiusa intorno alle 10 e si può salire con bus navetta) e risale per qualche km fin quando termina, nei pressi degli Chalets de Laval, in corrispondenza di un ampio parcheggio.

Itinerario:

Dal parcheggio a circa 2030 mt. si procede su sterrata per un centinaio di metri incontrando subito un bivio, dove bisogna trascurare la sterrata di sinistra con indicazione per il Lac des Béraudes e seguire quella di destra, che conduce al Refuge des Drayères. Si procede su di essa, trascurando poi la deviazione a destra per i Laghi Laramon e Serpent, giungendo dopo circa un chilometro ad un bivio, dove si trascura la sterrata che continua a sinistra verso il Refuge des Drayères e ci si mantiene sul sentiero di destra. Questo, in moderata ma costante salita fra roccette e gli ultimi abeti, conduce al Lac Long mt. 2387, in 1 ora circa dalla partenza. Costeggiandolo sulla sponda sinistra si risale poi il dosso soprastante fino a raggiungere un primo piccolo laghetto (al mio passaggio ghiacciato), punto in cui il sentiero continua puntando a Nord-Est mentre io, oltrepassato il lago, ho optato per scendere a sinistra senza traccia verso altri due laghetti sottostanti. Raggiunto il terzo e ultimo laghetto ho risalito il pendio soprastante e, puntando grossomodo verso Sud-Est, ho intercettato nuovamente il sentiero abbandonato in precedenza. Questo procede in moderata salita su pietraia sovrastando di alcune decine di metri la sponda meridionale del Lac Rond, per portarsi poi sul dosso che ne sovrasta la sponda orientale, in altri 50 min. ed 1 ora 50 min. totali. Procedendo sempre nella stessa direzione, Sud-Est, si intercetta il GR57  proveniente da sinistra e che ora seguiamo in moderata salita a destra. Il sentiero risale alcuni modesti dossi raggiungendo poi il Lac des Muandes mt. 2580, in 30 min. dal Lac Rond, che si sovrasta di una decina di metri sulla sponda sinistra. Il sentiero, riportante sempre segnavia , punta ora decisamente verso Nord per circa 600 metri quindi si perviene ad un trivio, non indicato, dove si abbandona il sentiero segnato che volge a destra verso il Col des Muandes, si trascura anche il sentiero che continua dritto verso un soprastante piccolo lago (e forse continua verso il Col de Nevache), per piegare invece decisamente a sinistra verso la già ben visibile meta, la Pointe de Nevache. Senza alcuna traccia si punta più o meno verso Nord-Ovest superando un paio di avvallamenti per poi discendere di qualche decina di metri portandosi così a sovrastare un paio di laghetti (penso siano anch’essi Lac Madeleine) e poi raggiungendo lo spigolo meridionale del Lac de la Madeleine sup. mt. 2661, in altri 40 min. e 3 ore totali. Contornando ora la sponda meridionale si rimonta poi una spalla di erba e detriti portandosi alla base di uno sperone roccioso rossastro, che si aggira sulla sinistra su pendio di erba e roccette. Superata una fascia di pietrame segue un tratto su pendio erboso dove sembra quasi di intuire una labile traccia che porta ad attraversare una breve pietraia quindi, puntando più o meno verso Nord, aumenta la pendenza e su ripido pendio di fini sfasciumi ci si porta in cresta a circa 2840 metri, in 50 min. dal lago, punto in cui appare per la prima volta il Monte Thabor ed il Pic de Thabor ed il versante opposto dove hanno sede alcuni laghi (Lac Bri, Lac Cornu, Lac Rond e Lac Courtalés). Bisogna qui svoltare a sinistra andando in breve a raggiungere una placca inclinata alta un paio di metri che sbarra la strada. Questa va risalita sfruttando una minuscola fessura aiutandosi con le mani e cercando alcuni scarni appigli, II°. Una volta superata ci si ritrova su di un terrazzino alla base di un grosso torrione che bisogna aggirare sulla sinistra discendendo di pochi metri verso un piccolo ripiano dal quale risale un minuscolo caminetto ( I°) che rasenta la parete, e una volta superato si fuoriesce su pendio detritico. Ora senza più difficoltà ed intercettando anche una vaga traccia si procede obliquando verso sinistra puntando all’evidente cima della Pointe de Nevache mt. 2892, che si raggiunge in altri 10 min. e 4 ore totali. Panorama a Nord Roche Noire, Aiguille de Polset, Aiguille Peclet, a Nord-Est Pointe de Terre Rouge, Pic du Thabor, Monte Thabor, a Est Roc de Valmenier, Roche de Chardonnet, Rocca Bernauda, Punta Baldassarre, Punta Melchiorre, a Sud-Est Rocher de la Grande Tempete, Pic du Lac Blanc, Pic de Rochebrune, a Sud-Ovest Tete de la Cassille, Pelvoux, Montagne des Agneaux, Ailefroide, Barre des Ecrins, Pointe des Cerces, Main de Crepin, La Gran Ruine, Pic Gaspard, La Meje, Le Grand Galibier, a Ovest Aiguille du Goleon, Aiguilles d’Arves. Dalla vetta, invece che tornare verso la cresta, è conveniente discendere il ripidissimo pendio di fini sfasciumi puntando verso Sud-Est andando poi a ricollegarsi più a valle al percorso effettuato all’andata, ma senza tratti alpinistici. Raggiunto lo sperone rossastro, invece di tornare verso il Lac de la Madeleine sup., si può optare per effettuare un percorso diverso puntando a destra verso l’evidente Lac de la Madeleine inf. che rimane poche decine di metri a valle oltre un paio di dossi erbosi. Raggiunto il Lac de la Madeleine inf. mt. 2629, in 25 min. dalla vetta, dal suo spigolo occidentale si discende senza alcuna traccia seguendo il corso del suo emissario mantenendolo sempre qualche metro a destra puntando perlopiù verso Sud-Ovest. Dopo circa 500 metri, ben percorribili e su traccetta, si giunge ad un saltino di circa un metro e mezzo che si supera senza particolari problemi, quindi si continua a seguire il corso del rio ancora per un centinaio di metri ossia fino a 2480 metri di quota, punto in cui lo si abbandona volgendo decisamente a sinistra attraversando una vasta zona prativa incontrando un minuscolo laghetto. Da questo, puntando decisamente verso Sud si discende fino a guadare il Torrent de Brune, in altri 40 min. circa, oltre il quale si torna a salire giungendo dapprima ad una zona paludosa e poi ad intercettare il GR 57 pochi metri sopra alla sponda settentrionale del Lac Rond, in 5 min. dal guado e 5 ore 10 min. totali. Il sentiero, ora con segnavia , va seguito a destra in discesa portandosi sulle rive del Lac Rond mt. 2446 attraversandone il suo emissario, punto in cui bisogna abbandonare il Gr57 a destra e svoltare a sinistra seguendo sempre i segnavia su pietraia, ricollegandosi in breve al percorso dell’andata. Ora sullo stesso percorso fino al parcheggio di Chalets de Laval in 1 ora 30 min. e 6 ore 40 min. totali.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

La gita è partita con mille incognite, a iniziare dalla questione tamponi tornando dalla Francia, alla quantità di neve caduta e la fattibilità di raggiungere questa vetta della quale non si avevano praticamente notizie ma solo una traccia GPS. Invece tutto è filato liscio, la neve non mancava di certo, ma non ha creato particolari problemi neanche per la salita alla vetta ed ha reso il contesto decisamente particolare per il mese di Settembre. Escursione molto bella, potenzialmente breve se in assenza di neve, con ottimo panorama e tanti laghi, dei quali alcuni trovati ghiacciati. Per raggiungere la vetta all’andata ho risalito il ripido pendio detritico approdando in cresta a Est della cima e di un torrione che sbarra la strada per raggiungerla e costringe ad aggirarlo a sinistra con passaggi di I° e II°, ma non è per nulla necessario. Infatti al ritorno ho constatato che dalla vetta si scende comodamente il pendio sottostante, per cui se si intende raggiungere questa vetta è bene seguire la traccia effettuata al ritorno, che è più semplice e più logica.

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