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Monte Varatella e Monte Ravinet mt. 891-1070

I monti Varatella e Ravinet sono montagne delle Alpi Liguri, situate su un costolone che dal Monte Carmo digrada verso il mare. Il Monte Ravinet si presenta come una modesta cresta rocciosa che emerge dal bosco, è  poco conosciuto e poco frequentato, mentre molto più conosciuto e frequentato è il Monte Varatella, un gigantesco parallelepipedo roccioso, sorretto da impressionanti pareti che dal basso appare inaccessibile, ma è invece raggiungibile con comodo sentiero e per questo meta di tanti escursionisti. Qui propongo un percorso inconsueto per raggiungerla, ossia il “sentiero dei daini”, percorso indubbiamente interessante ma non adatto a tutti. Sulla vetta del Monte Varatella, che si presenta come un ampio pianoro erboso, sorge la Chiesa di San Pietro ai Monti le cui origini risalgono al secolo VIII. Carlo Magno la dotò di vasti terreni che i Monaci Benedettini coltivarono. Nel Duecento passò ai Certosini che però nel Quattrocento la abbandonarono. Oggi le costruzioni rimanenti sono state ristrutturate da volontari.

🏁 Punto di partenza: Salto del Lupo mt. 191

⚠️ Difficoltà:          EE, F per alcuni passaggi di I° grado dal sent. dei daini al Varatella

Sviluppo            14 km

📈 Dislivello:           900 mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 6 ore 20 min. (esclusi errori di percorso)

📅 Data escursione:      20/02/2010

🚥 Periodi consigliati:   Autunno, Inverno ed inizio Primavera

🔎 Valutazione:        ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Borghetto Santo Spirito, poi dopo una rotatoria seguire le indicazioni per Toirano su SP60 fino appunto a Toirano. Dopodiché si continua su SP1 per circa 3 km fino al caratteristico Ponte del Salto del Lupo, dove in uno spiazzo si può lasciare l’auto.

Itinerario:

Dal Salto del Lupo mt. 191 si segue il “sentiero natura del Rio della Valle” contrassegnato da per circa 300 metri, poi, giunti in corrispondenza di una curva, si svolta a destra seguendo un evidente sentiero (su una roccia c’è una scritta : D S P ) contrassegnato da . Questo fin da subito tende a perdersi, in quanto ci sono parecchie tracce, quindi se non si ritrovano per troppo tempo le tacchette rosse, che ci sono sempre anche se spesso sono piazzate male e molto difficili da individuare, conviene tornare a ritroso fino all’ultima tacca e verificare le altre tracce. Si procede fra arbusti e rado boschetto fino ad una grossa pietraia, in 20 min. circa. Una evidente traccia sulla sinistra la percorre, ma è da trascurare perché conduce ad un arco naturale, bisogna invece procedere dritti in quello che sembrava il greto di un torrentello in secca, per poi piegare a destra. Ora con qualche zig-zag fra arbusti e pietraie si continua puntando verso Sud fino alla base di una parete rocciosa, in altri 30 min. circa, dove il segnale rosso piega a sinistra salendo su di essa. Bisogna ora rimontare un canale seguendo alcuni ometti di pietre fin quando si interrompe in corrispondenza di una placchetta rocciosa, che si risale in diagonale sulla sinistra aiutandosi con le mani. In breve si giunge ad un tratto attrezzato con fune e cavo metallico, che permettono di superare un breve risalto roccioso. Giunti sul soprastante terrazzino si piega a destra perdendo però quasi subito le . Qui o si risale dritti verso l’alto fra arbusti e boschetto (è un po’ infrascato), oppure si continua verso la cresta nella stessa direzione, per poi piegare a sinistra e risalirla. Giunti sul pianoro superiore disseminato di arbusti, si ritrovano le e dopo ancora un tratto in cresta, con bella visuale sulle pareti del Monte Varatella, si arriva a congiungersi con una evidente traccia con qualche ometto, ossia il “sentiero dei daini”, in 35 min. circa dal tratto attrezzato. Ora si svolta a sinistra e si procede fino ad una pietraia, punto in cui si abbandona la per svoltare a destra seguendo una traccia con ometti che conducono in breve ad un diedro verticale. Questo è attrezzato con una corda che consente di superarlo e che conduce ad una panoramica cresta con bei scorci sulla costa. Ora si continua seguendo delle labili tracce che conducono, in altri 15 min. circa, ad una seconda parete attrezzata con un canapone, meno aggettante della precedente ma comunque da non sottovalutare, soprattutto nella parte bassa. Superata anche questa parete si procede ora verso Nord-Est su un tratto in cresta con davanti a noi l’imponente parete Ovest del Monte Varatella, nostra prima meta. Seguendo sempre le tracce si arriva ad un boschetto e subito dopo si incontra un bivio di tracce, in prossimità di un ometto. Trascurando quella che piega a destra e conduce ad un intaglio roccioso, si continua invece su quella di sinistra per un breve tratto, per poi effettuare un tornante a destra e giungere ad una insellatura. Qui una corda fissa aiuta a scendere una parete verticale con salto di qualche metro un po’esposto. Prestando molta attenzione ci si ritrova su di una cengia erbosa, con alla nostra sinistra l’imponente parete rocciosa, in altri 40 min. dalla 2a parete con canapone. Superata questa cengia si risale un breve ma scivoloso canalino all’interno della boscaglia e sbucando così su di un colletto panoramico, dal quale bisogna svoltare a sinistra e salire su placchetta rocciosa aiutandosi con le mani ( I° grado) per un breve tratto, fino a congiungersi al sentiero proveniente da Boissano, in altri 15 min. circa. Questo, con qualche tornante, conduce alla cima del Monte Varatella mt. 891, in altri 5 min. e 2 ore 40 min. totali (esclusi sbagli di percorso, che sono molto probabili), dove vi è una grossa croce bianca e la Chiesa di San Pietro ai Monti. La vista sulla costa sottostante a strapiombo è spettacolare e, oltre la Chiesa, appare già il Monte Ravinet, prossima meta di giornata. Giunti alla Chiesa si seguono i segnavia per un breve tratto in discesa, poi, arrivati ad un pianoro in corrispondenza delle tubature dell’acquedotto, si trascurano i segnavia che svoltano a sinistra, per seguire invece delle tracce che procedono dritte contrassegnate da un bollino rosso/arancio in direzione Sud, con minima pendenza. Nei pressi di una placchetta i segni spariscono, ma il percorso è ovvio, e riappaiono nei pressi di un boschetto, in prossimità di un grosso torrione roccioso. Qui si abbandona il bollino rosso/arancio piegando a sinistra puntando ad una insellatura poco sopra, che si raggiunge in circa 30 min. dal Varatella. Da questo pianoro erboso si svolta a sinistra risalendo il pendio fra prati, roccette e boschetto sul crinale Sud, fino a sbucare in vetta al Monte Ravinet mt. 1070, in altri 15 min. e 45 totali dal Varatella. Qui c’è un grosso ometto con una piccola croce di legno ed un palo metallico. La vista è spettacolare sulla costa (visibile chiaramente anche Genova e la Riviera di Levante) e su alcune delle cime più conosciute delle Alpi Liguri tra le quali il Galero, Saccarello, Mongioie , Pizzo d’Ormea, Antoroto, nonché sul vicino Monte Carmo di Loano. Si scende ora sul versante opposto (Nord) seguendo il crinale roccioso fino all’inizio della cresta rocciosa. Qui la si evita svoltando a destra, scendendo senza alcuna traccia in un bosco di faggi e procedendo in diagonale verso destra, puntando ad una insellatura fra il Ravinet ed un’altra elevazione rocciosa, intercettando poi un’evidente traccia. Qui si svolta a sinistra ed in breve conduce al segnavia , proveniente da Boissano. Si svolta quindi a sinistra e si procede su di esso, in falsopiano in un bel bosco di faggi, fino ad un rudere (Ca’ del Fo’), in circa 20 min. dal Ravinet. Ora si abbandona il  che conduce al Carmo, e si svolta a sinistra seguendo il che perde quota con numerosi ampi tornanti, superando anche una fonte (2 vasche), per poi giungere, in altri 15 min. circa, ad un bivio. Si svolta ora a destra, abbandonando così il , andando a seguire il  che costeggia le tubature dell’acquedotto. Dopo aver superato un rudimentale cancello ci si congiunge in breve alla sterrata che proviene dal Giogo di Toirano, 20 min. dal bivio, contrassegnata dai segnavia  , che procede in falsopiano per qualche km. In circa 30 min. dall’inizio della sterrata (1 ora 25 min. dal Ravinet) si giunge nei pressi del Giogo di Toirano. Qui si svolta a sinistra e si segue in discesa su asfalto il segnavia  in direzione della Sella Alzabecchi. Dopo circa 350 metri un evidente cartello indica di svoltare a sinistra, in 5 min. dal Giogo, scendendo così all’interno di un rado boschetto. Si procede verso Sud quasi parallelamente, ma qualche metro più in basso, alla strada asfaltata fino ad un punto in cui bisogna fare attenzione a non perdere il segnavia che piega decisamente a sinistra, con indicazione posta su un albero, ma non ben visibile. Si scende ora fino a raggiungere un pianoro erboso ,dove è posto un palo dell’alta tensione, in circa 20 min. dalla fine dell’asfalto. Procedendo ora alla destra del palo (attenzione: anche qui la scritta sul palo sembra indicare di andare a sinistra, mentre guardando bene c’è il con sotto una freccia a sinistra e a destra). Qui inizia una mulattiera che scende con una serie di tornanti e porta al Torrente Rio della Valle, che lo si guada per procedere sulla sponda destra. Il sentiero costeggia costantemente il torrente, che in questo tratto forma anche delle graziose cascate, poi, con un antico ponte di pietra, si ritorna sulla sponda sinistra continuando a scendere il Vallone che finora era piuttosto ombroso e stretto, mentre ora diviene via via più ampio e panoramico sulle belle creste di stampo dolomitico della zona. In circa 45 min. dall’inizio della mulattiera si giunge ad un altro torrente, che bisogna guadare stando attenti a cercare i punti dove l’acqua è più bassa. Da qui in altri 20 min. si ritorna al Salto del Lupo su comoda carrareccia.

Traccia GPS:       

Galleria fotografica:

Commenti:

Questa escursione è piuttosto impegnativa per lunghezza e tipo di percorso, che in alcuni punti è attrezzato con funi per superare dei diedri verticali con salto di una decina di metri senza protezione. Il tratto più complicato è quello del “sentiero dei daini”, sia per i tratti attrezzati, sia per la difficoltà a reperire il giusto percorso ,dimostrato dal fatto che, malgrado sia stato effettuato con una persona che già lo aveva percorso e con un tracciato GPS, siamo riusciti a sbagliare. Nella prima parte (tacche rosse) l’inconveniente più facile è quello di perdere la giusta deviazione con ovvia perdita di tempo, perché le tacche non sono posizionate in maniera logica ed intuitiva (in certi punti sarebbe bastata una freccia). Comunque una gran bella escursione varia e panoramica, come lo sono le due cime, che meritano di essere viste. Bello anche il tratto che costeggia il Rio della Valle, con le sue numerose cascate.

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