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Monte Fasce mt. 834 anello per Rio Ciurli

Il Monte Fasce è una montagna dell’Appennino Ligure, fa parte del parco urbano di Monte Fasce e Monte Moro. Sorge alle spalle dei quartieri del levante genovese di Quarto dei Mille, Quinto al Mare e Nervi. La vetta purtroppo è sede di numerosi ripetitori radiotelevisivi. Qui propongo un percorso ad anello che permette di visitare alcuni dei laghetti nel Rio Ciurli e raggiungere oltre al Fasce anche alcune vette secondarie su vaghe o inesistenti tracce, opportuno pertanto munirsi di GPS e scaricarsi la traccia.

🏁 Punto di partenza: Genova Via del Commercio mt. 37

⚠️ Difficoltà:          E da Cresta di M. Moro al M. Croce e da S.ta Maria Maddalena a Nervi, F un passaggio prima del guado Rio Ciurli (forse evitabile), tutto il resto EE perlopiù su vaghe o inesistenti tracce

Sviluppo            14 km

📈 Dislivello:           900 mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 7 ore 25 min.

📅 Data escursione:    25/11/2020

🚥 Periodi consigliati:  Autunno, Inverno e inizio Primavera. Per apprezzare i laghi meglio dopo periodi piovosi

🔎 Valutazione:        ⭐⭐

Accesso:

Da Genova si procede in Corso Europa fino al suo termine, dove si svolta a destra discendendo così una rampa che conduce alla rotatoria di Nervi. La si imbocca trascurando subito la prima deviazione a destra, che conduce verso Quinto, e si procede invece dritti per circa 50 metri dove, ad un bivio, si trascura Via Oberdan a destra e si svolta a sinistra in Via del Commercio. Si procede su di essa superando possibilmente il cimitero, oltre il quale si può iniziare a cercare parcheggio a bordo strada ove possibile.

Itinerario:

Da Via del Commercio mt. 37 si procede su asfalto fin quando termina, in corrispondenza di una rampa cementata che conduce ad un cancello (chiuso), punto in cui bisogna svoltare a sinistra andando così a scavalcare il muretto e, seguendo alcune e , sovrastare il torrente su breve cengietta rocciosa. Questa permette di raggiungere una chiusa di cemento che consente di guadare il rio (in secca al mio passaggio) per poi procedere così nell’altra sponda su un muretto di cemento seguendo sempre le che in breve, passando sotto al viadotto autostradale, conducono ad un piccolo laghetto, il primo che si incontra del Rio Ciurli. Qui si trascura pertanto il sentiero principale in piano a destra con , che conduce a Molinetti, e, se si vuole andare a vedere i primi laghetti del Rio Ciurli, bisogna risalire la semplice paretina attraversata dalla cascatella, quindi su traccetta si perviene in breve ad un laghetto con un paio di cipressi sulla riva e una scritta araba su pietra, laghetto dal quale proseguendo ancora ed attraversando il rio si giunge ad una modesta paretina sulla destra con corda che aiuta a superarla e permette di raggiungere un grazioso laghetto superiore con cascata, punto in cui oltre non sembra possibile proseguire, in 15 min. totali. Tornando a ritroso fino al primo dei laghetti bisogna ora seguire il sentiero contrassegnato anch’esso da segnavia  che risale parallelamente ma più in alto del valloncello appena percorso. Questo sentiero si biforca quasi subito e bisogna mantenersi su quello di destra (a sinistra si finisce ai laghetti appena visitati) che va seguito per poco più di 100 metri poi, in corrispondenza di un tornante verso destra con albero abbattuto, lo si abbandona (il sent. conduce a Case Fasciuoli) procedendo invece dritti sotto all’albero su traccia priva di segnavia ma sempre abbastanza evidente. Dopo circa un centinaio di metri si distacca sulla sinistra una traccetta che porta a compiere una deviazione che merita di essere effettuata. Dapprima conduce ad un laghetto con chiusa, che va superato sulla sinistra e poco oltre su roccette si giunge a quello che a mio giudizio è il più bel laghetto di giornata, ossia un piccolo lago con cascata all’interno di una minuscola forra, in altri 20 min. e 35 min. totali, dove anche qui è impossibile proseguire. Tornati a ritroso alla traccia principale si riprende a salire sul sentiero che in questo tratto è anche gradinato e conduce al cancello delle recinzioni in legno di Case Ciurli (all’interno della recinzione è possibile scendere fino al torrente che presenta un laghetto ma non particolarmente entusiasmante). Trascurata una specie di scalinata a destra si volge invece a sinistra della scritta “Ciurli” andando a sovrastare la recinzione su traccetta che diventa subito piuttosto esile e a tratti un pò infrascata biforcandosi dopo circa 50 metri. Proseguendo dritti si giunge ad un paio di laghetti non molto interessanti e che presentano anche un passaggio pericoloso per raggiungerli, bisogna invece svoltare a destra in ripida salita su traccia che subito piega a sinistra e torna a mantenersi in falsopiano alternando però tratti evidenti ad altri dove diviene piuttosto evanescente. Procedendo comunque sempre nella stessa direzione, Nord-Ovest, dopo circa 250 metri da Case Ciurli si perviene ad uno sbarramento roccioso alto circa un metro e mezzo ma senza particolare esposizione, da superare con arrampicata (II°+) non facilissima visti i risicati appigli (probabilmente questo punto è possibile aggirarlo dall’alto). Superato questo ostacolo si è all’altezza del salto di una cascata piuttosto alta, alla quale bisogna puntare piegando in leggera discesa verso sinistra andando ora a percorrere il margine del salto reso complicato dalla vegetazione che ne ostacola il passaggio, prestare pertanto molta attenzione essendo in questo punto privi di protezione con un salto a sinistra di almeno 15 metri, pertanto può essere opportuno aggrappandosi per sicurezza agli arbusti sulla destra andando, riuscendo così a guadare il piccolo rio (può darsi che esistano passaggi meno pericolosi più a monte ma non l’ho verificato), in altri 40 min. e 1 ora 15 min. totali. Oltrepassato questo punto ci si ritrova su un pendio erboso che presenta qualche basso arbusto, pendio che bisogna ora rimontare obliquando verso sinistra puntando grossomodo verso Sud-Ovest fin quando si sbuca su crinale a 290 mt. circa di quota. Ora si risale il crinale per circa 60 metri per poi deviare a sinistra intercettando un evidente sentiero contrassegnato da che taglia il pendio a mezzacosta in falsopiano o moderata salita puntando a Sud fino al raggiungimento del Bric Ciurli mt. 329, in 35 min. dal guado e 1 ora 50 min. totali. Da qui bisogna risalire a destra il soprastante ripido pendio di erba e bassi arbusti seguendo una chiara traccia che conduce alla Cresta di Monte Moro mt. 575, in altri 40 min. dal Bric Ciurli. Svoltando ora a destra si procede sul percorrendo la ripida Spalletta de Rocchi andando poi a rasentare dapprima i ruderi di una casetta (Pre dei Ferretti), quindi i primi grossi ripetitori. Al termine della salita si volge a destra su scalinata in cemento che sbuca su strada asfaltata che bisogna seguire volgendo a sinistra per circa 150 metri giungendo così sulla cima del Monte Fasce mt. 834, in altri 40 min. e 3 ore 10 min. totali. Panorama piuttosto limitato dalle foschie, comunque con cielo terso si può ammirare a Nord Alpesisa e Monte Bano, a Nord-Est Candelozzo, Antola, Duso, Prela`, Alfeo, Maggiorasca, Aiona, a Est Ramaceto, Zatta, Porcile, Apuane, a Sud-Est Monte di Portofino, a Sud Corsica, a Ovest le Alpi Liguri dal Pizzo d’Ormea al Mondole`, Argentera, Beigua, Reixa, Bric del Dente e Genova, a Nord-Ovest Monte delle Figne, Taccone, Leco, Cervino e Rosa. Dalla vetta si procede su asfalto riportante ora segnavia sbucando dopo circa 1,2 km sulla SP67, punto in cui si trascura il che continua dritto verso il soprastante Monte Bastia e si svolta invece a destra seguendo la strada, senza segnavia, per altri 1,3 km circa, ossia in corrispondenza di uno slargo sulla destra, dove la si abbandona. Si rimonta ora il crinale misto di erba e qualche roccetta affiorante fino alla sommità del pendio, il Monte Croce mt. 785, in 45 min. dal Fasce e 3 ore 55 min. totali. Giunti a questo punto vi sono due possibilità per concludere l’anello: la prima, che consiglio vivamente a chi non ama gli eccessivi ravanamenti, sarebbe continuare per crinale raggiungendo il Passo di Lentro, poi il Monte Cordona e da questo su sentiero segnato con segnavia scendere alla Chiesa di San Rocco di Nervi; la seconda possibilità invece è un percorso di ricerca passando per il Bric Pertuso fino ad intercettare il sentiero che conduce alla Cappella di Santa Maria Maddalena, soluzione che invece sconsiglio ma che vado comunque a descrivere per dover di cronaca avendola percorsa. Dal Monte Croce si discende sul ripido crinale a destra fra erba e arbusti puntando costantemente verso Sud-Ovest senza alcuna traccia fino ad un tratto pianeggiante dove invece si intercetta una traccetta che conduce in breve al Bric Pertuso mt. 582, in altri 35 min. circa. Da questo si continua ancora su crinale per circa 250 metri, poi lo si abbandona svoltando a sinistra. Io qui ho seguito il filo di cresta puntando al sottostante rudere in radura….ma non è comunque la via giusta in quanto superato il rudere ci si ritrova su dei terrazzamenti di pietre a secco, alcuni alti anche più di due metri, di difficile superamento in disarrampicata (II°) con poi numerosi rovi che ostacolano il passaggio, infatti venirne fuori ha costretto a una lunga perdita di tempo. È consigliabile pertanto dal crinale evitare di puntare al rudere bensì portarsi in un ripido valloncello erboso più a destra puntando invece ad un cipresso solitario sottostante, punto in cui sono fuoriuscito dai terrazzamenti. Da questo punto bisogna tagliare verso sinistra il pendio fra erba, ginestre ed altri arbusti in moderata discesa puntando verso Sud-Est fin quando si giunge su filo di cresta, dove si scorgono due cipressi ravvicinati ai quali bisogna ora puntare. In ripida discesa li si raggiunge ora senza grossi problemi, in 50 min. circa (ma sul percorso giusto ci sarebbe voluto molto meno), e seguendo ora una vaga traccetta verso sinistra, che ogni tanto svanisce nella vegetazione, si discende grossomodo verso Nord-Est fino al limitare del bosco, dal quale bisogna cercare la via migliore per discendere al rio sottostante. Una volta raggiunto bisogna risalirlo superando subito un primo laghetto, poi, oltrepassato un breve risalto di rocce accatastate (II°), si perviene ad un secondo e grazioso laghetto. Qui bisogna abbandonare il rio e piegare a destra rimontando il ripidissimo pendio di terriccio scivoloso, oltre il quale, con ulteriore breve risalita verso destra, si giunge ad una casetta con porte verdi, in 35 min. dai due cipressi e 5 ore 55 min. totali. Dalla casetta se si segue il sentiero a sinistra in breve si raggiungono un paio di laghetti graziosi, deviazione che comporta circa 20 min. in più, andando invece a destra su sentierino contrassegnato da segnavia , a tratti piuttosto esile, si perviene alla Cappella di Santa Maria Maddalena, in altri 15 min. e 6 ore 30 min. totali. Dopo circa 350 metri si incontra un bivio, dove bisogna trascurare la deviazione a sinistra per “Casette” e procedere dritti pervenendo in breve ad un nuovo bivio dove ci si mantiene sul sentiero di destra con segnavia sopra ad un , trascurando invece quello di sinistra con . Il sentiero procede in falsopiano all’interno della rada boscaglia e dopo circa un chilometro conduce ad un nuovo bivio fra il a sinistra , ancora da trascurare, ed il sopra ad un a destra, che invece bisogna continuare a seguire. Dopo circa 600 metri si giunge alla Chiesa di San Rocco di Nervi mt. 200, in altri 30 min. e 7 ore totali. Trascurato qui il sentiero a sinistra che sale al Monte Cordona e la strada anch’essa a sinistra che conduce a Sant’Ilario, si svolta invece a destra seguendo il che su creuza in Via San Rocco di Nervi discende fino ad incontrare Via Croce di Ferro a sinistra dove continua il che ora va trascurato continuando ancora dritti. La creuza sbuca poi in Via Molinetti di Nervi in corrispondenza di un lavatoio, punto in cui bisogna svoltare a destra e seguirla su stradina che porta poi a rasentare un piccolo cimitero. Si discende su asfalto fino ad incontrare un bivio, dove si trascura a destra Via Molinetti di Nervi, che conduce appunto a Molinetti, e ci si mantiene a sinistra in ripida discesa su Via Superiore Torrente Nervi che conduce in breve in Via del Commercio, in 25 min. da San Rocco e 7 ore 25 min. totali.   

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Percorso ad anello con molti tratti fuori sentiero su vaghe tracce o addirittura senza nulla viaggiando pertanto a vista. Diciamo che è un percorso di ricerca, giusto per gli amanti dei ravanamenti (che a dirla tutta intorno al Fasce abbondano) su antichi sentieri ormai in disuso e avvolti inesorabilmente dalla vegetazione, con lo svantaggio di infrascarsi ma il pregio di poter vedere alcuni laghetti perlopiù sconosciuti. Sconsiglio pertanto di effettuare questo percorso a chi ama percorrere sicuri sentieri segnati. Il tratto in salita fino al Fasce non è particolarmente complicato, escluso il tratto fra Case Ciurli e Bric Ciurli che è un percorso da inventare, mentre il tratto effettuato al ritorno dal Bric Pertuso alla casetta con porte verdi è davvero complicato e adatto ad escursionisti esperti abituati ad effettuare percorsi di ricerca privi di sentieri, possibilmente munendosi di navigatore GPS e traccia. Detto ciò mi sento di ribadire che, malgrado l’abbia descritto per onor di cronaca, sconsiglio vivamente di effettuarlo, preferendo invece il percorso che dal Monte Croce conduce al Monte Cordona e da questo a San Rocco su comodo sentiero. Visti numerosi laghetti, qualcuno grazioso ma tutto sommato mi son piaciuti di più quelli del Rio Garega.

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