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Monte Cimonasso e Cima Valletta della Punta mt. 2085-2092 anello da Monesi

Il Monte Cimonasso e la Cima Valletta della Punta sono montagne delle Alpi Liguri, situate sulla cresta che dal Passo Garlenda conduce al Monte Saccarello. Appaiono come semplici avvallamenti del crinale, con versante settentrionale che si presenta caratterizzato da morbidi pendii, mentre il versante meridionale risulta scosceso e dirupato. Qui propongo un anello da Monesi con salita al Passo Garlenda, quindi tratto di crinale e discesa dal Rifugio La Terza per pendii nelle vicinanze delle piste da sci.

🏁 Punto di partenza: Monesi di Triora mt. 1370

⚠️ Difficoltà:          E

Sviluppo:            9,4 Km

📈 Dislivello:           800 Mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 4 ore 30 min.

📅 Data escursione:      11/02/2021

🚥 Periodi consigliati:   Tutto l’anno, meglio in inverno con neve per ciaspolata

🔎 Valutazione:         ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino ad Albenga, quindi alla rotonda si volge a destra procedendo su SP582 con indicazioni per Pieve di Teco. Dopo circa 200 mt. si svolta a destra seguendo per Pieve di Teco su SP453 attraversando Bastia e Coasco, oltre il quale si trascura la deviazione a sinistra per Villanova e si procede ancora dritti. Sempre su SP453 si superano Ortovero, Pogli, Ponterotto, Borghetto d’Arroscia, Vessalico e Perinetti. Poco dopo il borgo bisogna trascurare a destra la SP7 con indicazione per Pieve di Teco e mantenersi a sinistra sempre su SP453, andando poi a raggiungere la deviazione a sinistra per Rezzo, da trascurare. Costeggiata una zona industriale si perviene ad una grossa rotonda dove bisogna imboccare la seconda uscita seguendo le indicazioni per Torino entrando in breve in galleria. Usciti dalla galleria, che consente di aggirare Pieve di Teco, ad una rotonda si imbocca la SS28 con indicazione per Ceva, poi, una volta raggiunto Acquetico, ci si mantiene sulla SS28 trascurando a sinistra la SP3 per Mendatica. La strada risale la valle superando San Luigi e Case Rosse fino ad arrivare al Colle di Nava. Si discende per circa 1,5 km quindi si svolta a sinistra su SP1 seguendo le indicazioni per il Colle San Bernardo di Mendatica. Questa stretta strada risale lungamente fino ad arrivare al Colle che va oltrepassato seguendo la strada a destra, la SP1, che perde moderatamente quota raggiungendo Monesi di Mendatica, che si scansa sul bypass (data la frana sulla SP1) per poi raggiungere Monesi di Triora, dove nell’ampio parcheggio ad inizio paese si può lasciare l’auto.

Itinerario:

Dal parcheggio di Monesi di Triora mt. 1370 si procede su strada asfaltata in salita per pochi metri per poi deviare a sinistra in direzione dell’Albergo Ristorante la Vecchia partenza, svoltando però quasi subito a destra ed andando così a risalire un pendio nei pressi della partenza degli impianti Monesi-Tre Pini. Si risale ora il ripido pendio soprastante, attraversando la strada sterrata un paio di volte per poi intercettarla e seguirla in salita a sinistra. In breve si perviene ad un ripiano, punto in cui convoglia un’altra sterrata da destra (dalla quale arriveremo al ritorno), ora da trascurare procedendo invece dritti ancora su sterrata che attraversa un rado lariceto. Dopo poco, in 45 min. circa dalla partenza, si perviene alla Margheria Sottana di Tanarello mt. 1727, dove termina la sterrata, e si piega leggermente a destra su uno spalloncello che permette di aggirare e sovrastare la Margheria, per poi piegare a sinistra in corrispondenza di un rio seguendo ora una traccia che procede in moderata ma costante salita fra radi larici compiendo un lungo traverso e puntando grossomodo verso Sud. Giunti poi ad un vasto ripiano più o meno nel centro del vallone, dopo altri 30 min. circa, lo si attraversa puntando verso la testata di esso che fa capo al Passo Garlenda su pendio che diviene via via più erto. Giunti poi a 1930 mt. di quota, invece di procedere in questa direzione che condurrebbe al Monte Frontè, bisogna deviare bruscamente a destra, Sud-Ovest, e rimontare in maniera piuttosto ripida il soprastante pendio fino a rasentare i ruderi di alcune casermette, poste pochi metri sotto al Passo Garlenda mt. 2021, ampia e panoramica sella pianeggiante sullo spartiacque della catena alpina tra i Monti Frontè e Cimonasso, che si raggiunge in altri 45 min. dal ripiano e 2 ore totali. Si svolta qui a destra trascurando l’, che si mantiene alla destra del crinale, seguendo invece fedelmente il filo di cresta che, in altri 20 min. circa, superando un paio di avvallamenti permette di raggiungere la vetta del Monte Cimonasso mt. 2085. Da questo si procede sempre seguendo il crinale in moderata discesa intercettando poi l’ e pervenendo in breve al piccolo Rifugio Sanremo mt. 2054, in altri 25 min. e 2 ore 45 min. totali. Qui si trascura nuovamente l’, che si mantiene a destra del crinale ed aggira la Cima Valletta della Punta, e si risale invece il ripido pendio che in breve conduce appunto sulla vetta della Cima Valletta della Punta mt. 2092, in altri 10 min. circa. Panorama a Nord Marguareis, Pian Ballaur, Saline, Mongioie, a Nord-Est Conoia, Pizzo d’Ormea, Antoroto, Armetta, Dubasso con dietro l’Appennino Ligure, a Est Garlenda e Frontè, a Sud-Est Faudo e Corsica, a Sud Monte Ceppo, a Sud-Ovest Toraggio, Pietravecchia, Grai, Cima e Balconi di Marta, a Ovest Cime du Diable, Monte Bego, Saccarello, a Nord-Ovest Tanarello e Ventosa con dietro Rocca d’Orel, Bussaia, Bertrand e Missun. Dalla vetta si discende per ripido crinale fino ad approdare, in 10 min. circa, al Rifugio La Terza mt. 2048, che sorge nei pressi della Sella della Valletta, punto in cui se si vuole raggiungere il Redentore ed il Monte Saccarello bisogna continuare dritti sull’ potendo poi così compiere un ampio anello, mentre io ho abbandonato qui il crinale piegando a destra e andando a discendere senza via obbligata il pendio sottostante fra rado lariceto. Puntando grossomodo verso Nord-Est si giunge su di un piccolo ripiano poco a monte dell’arrivo degli skilift e da qui, procedendo sempre più o meno nella stessa direzione, ci si mantiene in un valloncello a destra pervenendo poi ad un nuovo ripiano quindi, passando pochi metri sotto ai ruderi del Rifugio Tre Pini, si giunge al casottino in legno dell’arrivo degli impianti Monesi-Tre Pini, in altri 40 min. e 3 ore 45 min. totali. Da qui si discende il pendio più o meno seguendo i piloni degli impianti di risalita fino a circa 1600 mt. di quota dove li si lascia a destra e si scende fino ad intercettare un ampio spiazzo attraversato da una sterrata, che va ora seguita a destra. Questa in falsopiano conduce dopo circa 350 metri al bivio di sterrate di inizio percorso e da qui come per l’andata fino al parcheggio in 45 min. dal casottino e 4 ore 30 min. totali.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Percorso piacevole, specie il tratto di crinale dal Passo Garlenda al Rifugio La Terza che offre ottimi panorami e, con queste condizioni di innevamento, anche delle graziose cornici. L’idea iniziale di continuare fino al Monte Saccarello e compiere un ampio anello è tramontato al Rifugio La Terza ove si è optato per accorciare l’anello scendendo un po’a caso seguendo le svariate tracce di scialpinisti. Diciamo che con buona visibilità non vi sono alcuni problemi su pendii sempre abbastanza tranquilli e con percorso intuibile….in assenza di visibilità invece possono insorgere problemi di orientamento sia in salita che nel fuori percorso da me effettuato in discesa. Segnavia praticamente inesistenti se si esclude un paio di paline dell’AV su crinale, pertanto direi che scaricare la traccia GPS può essere sicuramente utile.

 

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