Monte Castello e Rocche del Reopasso

Le Rocche del Reopasso sono un complesso di rilievi costituiti da una cresta rocciosa lunga circa 1 km di conglomerato facenti parte dell’ Appennino Ligure, all’interno del Parco naturale regionale dell’Antola. Questa cresta rocciosa comprende alcune cime, denominate Anchise (incudine), Biurca (punta bifida, perché formata da due punte rocciose) e la cima più alta, la Carrega do Diao (Sedia del Diavolo). Le Rocche del Reopasso rappresentano uno dei più suggestivi affioramenti di Puddinga della Valle Scrivia. Questa roccia sedimentaria appartenente alla formazione geologica del “Conglomerato di Savignone” e’ risalente all’ Oligocene medio (30 milioni circa di anni fa’). Questa formazione rocciosa e’ costituita da frammenti di rocce più antiche aventi un contorno arrotondato (Ciottoli) e saldati tra loro da una miscela di granuli inferiori (Matrice). Si e’ originato dal disfacimento di catene montuose preesistenti. Il toponimo Reopasso deriva probabilmente dal latino “reus” (malvagio, infido). Le vie di accesso sono svariate, io qui propongo quella piu` semplice e breve , da Crocefieschi. E`possibile inoltre, sempre partendo da Crocefieschi, percorrere la ferrata Deanna Orlandini, ferrata abbastanza impegnativa, muniti ovviamente del kit da ferrata.

🏁 Punto di partenza: Crocefieschi mt. 737

Difficoltà:          EE, le maggiori difficoltà si incontrano nell’ultimo tratto per la Carega do Diao, negli ultimi metri per l’Anchise e per scendere dalla Biurca Nord e salire alla Biurca Sud. Il resto e` da considerarsi E.

Sviluppo            6,1 km

Dislivello:           480 mt. circa

🔎 Valutazione:        ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova in autostrada A7 fino a Busalla. Usciti dall’autostrada si entra in una rotatoria e seguendo le indicazioni per Crocefieschi si procede a sinistra su SP226. In breve si arriva ad un’altra rotatoria dove bisogna svoltare a destra e  procedere dritti su SP9 che continua scorrevole fino a Camarza. Qui inizia a salire con numerosi tornanti fino a raggiungere il paese di Crocefieschi dove, poco prima che la strada svalichi nel versante opposto, vi sono alcuni parcheggi segnalati. In alternativa si puo` procedere ancora superando un distributore e, dopo qualche decina di metri, in Via Roma si incontrano un paio di ampi parcheggi dove lasciare l’auto.

Itinerario:

Da Crocefieschi mt. 737 si segue il segnavia che attraversa il borgo in Via XX Settembre perdendo quota fino a giungere ad una piazzetta (Piazza Martiri) in vista della Chiesa, punto in cui, seguendo l’indicazione per Reopasso, si svolta a destra per poi procede in salita su Via alla Rocca su strada asfaltata. Dopo 5 min. circa di ripida salita si arriva ad una graziosa chiesetta, dedicata alla Madonna della Guardia, dove finisce l’asfalto ed inizia una stradina cementata che subito si biforca. Trascurata quella a sinistra, che scende fino a raggiungere alcune case, si procede su quella di destra in salita che conduce in breve alle ultime casette, oltre le quali si addentra in un rado boschetto. Ora su sterrata si procede in moderata salita, poi nuovamente su strada cementatain un tratto dove aumenta la pendenza, fino a pervenire ad un bivio, in altri 10 min. e 15 min. totali. Qui per andare al Monte Castello bisogna mantenersi a destra su strada cementata e trascurare momentaneamente l’ampio sentiero   che procede invece dritto. Percorsa una curva la strada cementata diviene sterrata e, in corrispondenza di una palina, bisogna abbandonarla e seguire l’indicazione per il Monte Castello piegando a sinistra su sentierino riportante segnavia bianco-azzurro. Questo si inerpica all’interno del fitto bosco compiendo numerosi tornantini fino ad uscire dalla boscaglia poco prima della vetta, in un punto panoramico con bella visuale sulle Rocche del Reopasso e sul Castello della Pietra, punto in cui sono stati posti 2 tavoli con panche. La traccetta procede praticamente in piano verso Sud per qualche decina di metri fino a raggiungere la boscosa vetta del Monte Castello mt. 940, in 10 min. dal bivio, dove vi sono i resti dei basamenti dell’antico Castello di Crocefieschi. Ritornati a ritroso fino al primo bivio si procede ora sul precedentemente trascurato, entrando ora all’interno della fitta boscaglia su sterrata pianeggiante. Dopo circa 15 min. si giunge al bivio per la Ferrata Deanna Orlandini dove e` stato posto un pannello illustrativo. Qui, volendo salire sull’Anchise (incudine), bisogna trascurare momentaneamente il sentiero  e seguire tale deviazione a destra su traccetta che sale piuttosto ripida fino alla base delle roccette sommitali, dove inizia la ferrata. Io, non essendomi portato la giusta attrezzatura ed essendo fin dall’inizio una ferrata abbastanza impegnativa, ho continuato sulla variante che aggira le rocce sulla destra andando in breve ad attraversare un grosso intaglio roccioso, al termine del quale ci si ricongiunge con la ferrata alla base delle roccette sommitali. Un breve tratto inclinato attrezzato porta sotto alla particolare roccia di vetta che si puo` raggiungere con cavi da entrambi i lati, ugualmente impegnativi. Io mi sono mantenuto sul percorso di destra apparentemente piu` semplice ma che presenta un ultimo saltino verticale di un paio di metri (impegnativo piu` che altro per me che non avevo attrezzatura e quindi non in sicurezza, esorto tutti infatti a non farlo!), oltre il quale si e` in vetta all’Anchise mt. 883, in 5 min. dal bivio e 45 min. totali. Tornati a ritroso al bivio si procede sul che taglia in piano le pendici dell’Anchise raggiungendo un tavolo con panche alla base della Biurca Sud, punto in cui la ferrata sbuca su sentiero e riprende immediatamente dopo in corrispondenza di un pannello illustrativo e dove convoglia il sentiero (non indicato) dell’Acquapendente, in 10 min. dall’Anchise. Il sentiero taglia il versante Ovest delle Rocche su sentierino in moderata pendenza esile e un po’ esposto ma attrezzato con cavi metallici. In altri 10 min. si arriva ad un trivio, dove bisogna trascurare il sentiero che continua dritto riportante   con indicazione per Minceto, quello a sinistra, che conduce a Camarza,  per piegare invece a destra e risalire la cresta Ovest riportante i segnavia e . Questo sale abbastanza ripido su roccette un po’ friabili, attrezzato con cavi metallici in alcuni punti un po’ più ripidi, e permette di raggiungere la vetta della Biurca Nord mt. 940, in 10 min. dal trivio e 1 ora 15 min. totali. Ora per raggiungere la vicina Biurca Sud bisogna scendere di pochi metri verso l’intaglio fra le due Biurche aiutandosi con un cavo metallico. Qui sulla sinistra appare il Bivacco Città di Busalla, grazioso ed accogliente Bivacco posto su una minuscola cengia, immediatamente a ridosso della vetta della Biurca Nord e raggiungibile facilmente. Con l’aiuto di un cavo metallico si risale un breve tratto ripido e leggermente esposto che conduce in vetta alla Biurca Sud mt. 934. Ritornati alla Biurca Nord, si procede verso Nord in direzione della Carega do Diao, la cima più alta delle Rocche del Reopasso, seguendo il sentierino con segnavia e . Questo esile sentierino conduce ad un primo dosso roccioso ed in breve ad un secondo dosso alle pendici delle pareti della Carega do Diao, oltre il quale si costeggia il “ponte tibetano” della ferrata. Il sentiero taglia ora le pendici rocciose sul versante Ovest con alcuni tratti un po`esposti ed attrezzati con cavi. Nel punto in cui terminano le rocce ed inizia un fitto bosco si incontra un bivio, al quale bisogna abbandonare il sentiero  , che procede dritto verso Minceto, e svoltare a destra seguendo sempre il che rasenta le rocce sommitali e ne taglia orizzontalmente le pendici conducendo ad una balconata panoramica. Prima di tale balconata il , piega a sinistra ed iniziano i cavi metallici che conducono ad una paretina verticale di circa 3 metri, ma molto ben appigliata e attrezzata con  cavi, superata la quale si giunge in vetta alla Carega do Diao mt. 960, in circa 10 min. dalla Biurca Nord e  1 ora 25 min. totali. Panorama a Nord-Est Monte Cravì, Ebro, Chiappo, Cavalmurone e Legna`, a Est Poggio Rondino, Carmo, Antola, a Sud-Est Candelozzo, a Sud Monte Maggio, a Sud-Ovest Reixa, Leco e Monte delle Figne, a Ovest il Monte Tobbio. Ritorno sullo stesso percorso dell’andata in 45 min. circa.

Tempi:

Andata                      1 ora 25 min.

Ritorno                           45 min.

Totale                       2 ore 10 min.

Data escursione:    23/05/2019

Periodi consigliati:   Autunno, Inverno e Primavera

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Ritorno dopo quasi dieci anni alle Rocche del Reopasso con percorso praticamente identico al precedente ma con l’aggiunta del Monte Castello e dell’Anchise all’epoca trascurati. L’ispirazione per tornare sulle Rocche mi e` venuta durante l’escursione al Monte Cravi`e Castello della Pietra di circa un mese fa, anch’esse, come le Rocche del Reopasso, formazioni di puddinga. Il percorso e’ piacevole, mai eccessivamente ripido, con poco dislivello, ben segnato e nel complesso abbastanza semplice. Ci sono pero`dei punti leggermente piu` impegnativi come per esempio gli ultimi metri per la Carega do Diao, il tratto fra le due Biurche e gli ultimi metri per l’Anchise, attrezzati comunque con cavi metallici. Per quanto riguarda l’Anchise io ho voluto raggiungerlo malgrado fossi sprovvisto di kit da ferrata, ma esorto a non fare come me, perche`gli ultimi metri sono verticali e esposti…meglio pertanto munirsi di kit da ferrata per effettuarlo in sicurezza.

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2 commenti su “Monte Castello e Rocche del Reopasso

  1. Per il Castello c’è un altro bivio a destra all’inizio, subito dopo la chiesa, che consente tra l’altro di giungere ad un precedente punto panoramico sul Reopasso e di non fare avanti ed indietro per la vetta.

    • finoincima il said:

      Eh peccato, l’ho notato poi a casa controllando la traccia gps….ma la gita e` nata per caso durante il viaggio, i programmi erano diversi

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