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Monte Bastia mt. 848 anello da Bavari

Il Monte Bastia è una montagna dell’Appennino Ligure, vetta più alta del crinale che da Bavari conduce al più blasonato, ma più basso, Monte Fasce. Qui propongo un percorso ad anello da Bavari.

🏁 Punto di partenza: Bavari, Piazzale Santuario N.S. Guardia di Bavari mt. 323

⚠️ Difficoltà:          E da Bavari al Bastia, dal sent. quadrato rosso a Pomà e da Castagnasera a Bavari, EE il resto

Sviluppo            14,4 km

📈 Dislivello:           800 mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 5 ore 20 min.

📅 Data escursione:      21/02/2021

🚥 Periodi consigliati:    Autunno, Inverno e inizio Primavera

🔎 Valutazione:         ⭐⭐

Accesso:

Da Genova si procede in Valbisagno su Via Lungobisagno Dalmazia fino all’altezza del Centro Commerciale Bisagno, oltre il quale bisogna svoltare a destra in Piazzale Bligny. Da qui si risale Via Terpi e poi Via Mogadiscio fino al suo termine a Sant’Eusebio, dalla cui piazzetta si procede a destra su Via Montelungo seguendola fino a Bavari. Giunti ad uno stop si svolta a destra e pochi metri dopo nuovamente a destra in salita raggiungendo il piazzale antistante il Santuario di Nostra Signora della Guardia di Bavari, dove si può lasciare l’auto. Volendo, se si arriva dal Levante, è consigliabile salire dal quartiere di Borgoratti. 

Itinerario:

Dal piazzale antistante il Santuario di Bavari mt. 323 bisogna attraversare la strada e, seguendo il segnavia , imboccare Via ai Piani di Ferretto seguendola in salita costeggiando il cimitero. Si procede su si essa fin quando questa svolta decisamente a sinistra, abbandonandola per seguire invece una rampetta d’asfalto che in breve diviene mulattiera. Giunti ad un bivio ci si mantiene a destra seguendo sempre il (a sinistra si compierebbe un giro decisamente più ampio passando per il Bric Recroso), che ora si addentra nel bosco su bella mulattiera lastricata risalendo il ripido pendio con numerosi tornanti. Superato poi un cancello, dopo 25 min. circa, il bosco diviene leggermente più rado attraversando così una zona adibita a pascolo, proseguendo in ripida salita tra arbusti e boscaglia. Si perviene poi ad un bivio non indicato, dove una ripida traccia prosegue dritta mentre il sentiero volge a destra e compie un giro più ampio, vanno bene entrambe e si congiungono dopo poco. Si procede poi su ampio crinale panoramico dal quale si volge leggermente verso sinistra andando ad aggirare così un poco marcato rilievo, il Monte Riega mt. 713, che si raggiunge risalendo una modesta rampetta di pochi metri fino all’erbosa e pianeggiante sommità, in altri 35 min. e 1 ora totale. Ci si mantiene ancora su crinale seguendo la pista del metanodotto compiendo qualche saliscendi con modeste pendenze fra rado bosco e distese di arbusti. Una ripida rampa conduce poi ad un’ampia distesa prativa che precede la poco appariscente vetta del Monte Proi mt. 845, che si raggiunge con breve deviazione di pochi metri sulla sinistra su traccia fino ad un piccolo cippo, in 20 min. dal Riega. Continuando sempre sulla comoda e quasi pianeggiante pista inerbita del metanodotto che percorre il crinale, si perviene poi ad un bivio, ove si trascura a destra il sentiero contrassegnato da segnavia , che conduce a San Desiderio sul Trail Eremita passando per i Prati di Bavari, e si procede invece ancora dritti ora in ripida discesa sul e puntando all’evidente Monte Bastia. Con qualche saliscendi si perviene ad una selletta pianeggiante alla base del boscoso cupolone sommitale, punto in cui, se si vuole raggiungere la vetta del Monte Bastia, bisogna abbandonare il , che volge a destra, per procedere dritti in ripida salita oltrepassando un cancello e seguendo il solo . In breve si esce dal bosco raggiungendo la croce posta sull’erbosa sommità del Monte Bastia mt.848, la vetta più alta di questo tratto di crinale, in 25 min. dal Proi e 1 ora 45 min. totali. Panorama piuttosto limitato dalle foschie, comunque con cielo terso si può ammirare a Nord Alpesisa e Monte Bano, a Nord-Est Candelozzo, Antola, Duso, Prela`, Alfeo, Maggiorasca, Aiona, a Est Ramaceto, Zatta, Porcile, Apuane, a Sud-Est Monte di Portofino, a Sud Corsica, aSud-Ovest il Monte Fasce, a Ovest le Alpi Liguri dal Pizzo d’Ormea al Mondolè, Argentera, Genova, Beigua, Reixa, Bric del Dente, a Nord-Ovest Monte delle Figne, Taccone, Leco, Cervino e Rosa. Si scende ora mantenendosi sul crinale opposto puntando grossomodo verso Sud-Ovest procedendo su prati fino ad un cancello che permette di ricongiungerci col sentiero precedentemente abbandonato () ormai nei pressi dell’ampia sella dei Prati di Fascia attraversata dalla SP67, in 5 min. dalla vetta. Ora per compiere un anello piuttosto ampio la traccia GPS in mio possesso, per aggirare l’azienda agricola sottostante, mi ha portato a tornare indietro di qualche decina di metri sulla strada sterrata, per poi deviare a sinistra e procedere su una scomoda e fangosa traccia percorsa dagli animali dell’azienda che però poi avrebbe dovuto diventare un sentiero evidente e che invece, essendo invasa dai rovi, ha costretto ad effettuare un lungo traverso a mezzacosta attraversando anche numerose recinzioni senza più alcuna traccia veramente evidente; onde evitare di perdere ulteriore tempo per cercare di rintracciare un sentiero evidente ho preferito desistere e risalire fino alla più comoda SP67 poche decine di metri sopra. Per questo penso di poter dire con certezza che nelle condizioni attuali sia sicuramente più conveniente seguire la SP67. Questa va seguita in moderata discesa verso Sud-Ovest per circa 1,2 km ossia fino ad intercettare una traccia che si distacca sulla destra con indicazione per il Trail “Corsaro” e che ora va seguita, per raggiungere questo punto dai Prati di Fascia ho impiegato 45 min. circa ma se si avessi seguito la SP67 credo che ci sarebbero voluti al massimo 20 min. non di più. Questa traccetta si addentra nel bosco e conduce ad intercettare il sentiero , che va seguito verso sinistra procedendo ora in falsopiano tagliando a mezzacosta le pendici settentrionali del Monte Fasce. Trascurata poi ad un bivio la deviazione a destra per il Trail Aspide, si procede invece ancora dritti su mulattiera lastricata fino ad un’abitazione con recinzione, dove si trascura a sinistra la traccia che risale verso la soprastante SP67 (indicazione “Corsaro”), e si svolta bruscamente a destra seguendo sempre il , in altri 10 min. e 2 ore 45 min. totali. Questo sentiero discende seguendo il filo di crinale fra rada boscaglia e arbusti per circa 350 metri poi, pressoché in corrispondenza del Bric Fundega mt. 524 (che non ho ben capito dove fosse essendo una cresta lineare), bisogna abbandonare il che devia bruscamente a sinistra e conduce ad Apparizione, e procedere ancora per crinale seguendo una traccia che dopo poco presenta alcuni segni . Dopo un primo tratto in cui si presenta abbastanza comoda, la traccia diviene leggermente più tortuosa e ripida all’interno del bosco, rasentando anche alcuni ruderi, per poi sbucare sul sentiero contrassegnato da segnavia , che va ora seguito piegando a destra, in altri 20 min. e 3 ore 5 min. totali. Questo esile ma abbastanza comodo sentiero procede in moderata discesa e, seguendo la morfologia del terreno, taglia il pendio puntando pressoché verso Est giungendo poi al guado di un piccolo rio che forma delle modeste cascatelle. Superato il guado si perviene ad un bivio, dove va trascurata la deviazione a sinistra per Premanico procedendo invece ancora dritti seguendo l’indicazione per Pomà. Dopo circa 200 metri si giunge all’ampio pianoro prativo di Sant’Alberto di Pomà mt. 330, in 30 min. e 3 ore 35 min. totali, dove, come da indicazioni nei pressi del vicino trogolo, bisogna svoltare a destra in salita seguendo ora il sentiero . Questo, dopo aver aggirato alcuni terrazzamenti, piega a sinistra ed in breve conduce dapprima a costeggiare una casetta e poi al guado del Rio Pomà, da affrontare con un minimo di attenzione essendo un po’ esposto in corrispondenza di una graziosa cascata con un salto di una decina di metri, ma comunque attrezzato con cavo metallico. Oltrepassato il guado la traccia prende a salire con qualche ripido tornante per poi compiere un lungo traverso in moderata pendenza verso Ovest conducendo così ad una selletta erbosa in Loc. Castagnasera mt. 403, crocevia di sentieri, in 30 min. da Pomà. Qui bisogna trascurare il sentiero dell’Eremita a sinistra contrassegnato da che conduce a San Desiderio, per svoltare invece a destra seguendo le indicazioni per Bavari su ripido sentiero con segnavia e . Questo sentiero segue fedelmente il ripido crinale fino ad un bivio non molto evidente dove un nitido sentiero a destra privo di segnavia continua a sinistra (Trail Eremita), mentre il sentiero con segnavia continua dritto, inizialmente un po’ infrascato poi via via più chiaro, ancora seguendo il crinale fino a raggiungere la sommità della Punta Crovino mt. 549, in altri 20 min. circa, dal quale si ha un discreto panorama specie sul dirimpettaio Monte Fasce. Continuando su crinale, ora in piano, in breve si perviene ad un insellatura con indicazioni poste su un grosso albero dove a sinistra arriva il sentiero abbandonato in precedenza (Trail Eremita), a destra si trascura il sentiero che conduce al Monte Bastia e si procede invece dritti sempre sul   con indicazione per Bavari. Dopo poco più di 100 metri bisogna trascurare un’altra deviazione a destra (indicazione con freccia) che permette anch’essa di raggiungere il Monte Bastia e continuare dritti sul sentiero principale, a tratti un po’ tortuoso e malagevole, che conduce poi al guado del Rio Carpanea, in 15 min. da Punta Crovino e 4 ore 40 min. totali. Ora con modesti saliscendi si perviene poi al guado del Rio Canè che qui forma alcuni graziosi laghetti ed alcune apprezzabili cascate, in altri 15 min. dal precedente guado. Oltrepassato il guado il sentiero, sempre un po’tortuoso, discende in maniera piuttosto decisa fino a raggiungere alcuni orti recintati, punto in cui si trascura la mulattiera a sinistra in discesa e si procede dritti ora su mulattiera fra muretti a secco sempre su . Raggiunta una prima casa si procede su asfalto in Via Passo della Turca, poi Via Bolano sbucando infine in Via Serra di Bavari, punto in cui svoltando a destra in salita dopo meno di 100 metri si giunge al piazzale di inizio percorso, in altri 25 min. e 5 ore 20 min. totali.    

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Percorso ad anello non proprio entusiasmante ma, persistendo le limitazioni ad effettuare gite nei confini comunali, non avevo molte cose ancora sconosciute da fare ed il crinale da Bavari al Bastia, ma in generale tutto il percorso, era uno di questi. Come già citato nella descrizione l’unico tratto di percorso piuttosto incerto (abbozzando un eufemismo) è quello che va dai Prati di Fascia ad intercettare il . In questo tratto reputo sia molto più logico seguire la strada SP67, anche perché, oltre allo stato in cui versa la zona sottostante l’azienda agricola fra fango, sterco di animali e rovi, ed il continuo saliscendi che effettua, comporta una notevole perdita di tempo, quindi non lo trovo sensato. Anche il tratto in cui si abbandona il all’altezza del Bric Fundega fino all’intercetto del , seppur segnato con alcune , non è proprio evidentissimo, ma comunque in una boscaglia non particolarmente intricata. Tutto il resto invece risulta ottimamente segnato e chiaro. Non molte cose interessanti quindi in questo percorso che, escluso qualche sporadico tratto di crinale, si effettua per buona parte all’interno di boschi. Giusto qualche graziosa cascata in corrispondenza dei guadi, come quello del Rio Canè, ma poco altro.  

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