Anello da San Carlo di Cese, Punta del Corno e Monte Pennello 840-995

Punta del Corno e Monte Pennello sono montagne dell’Appennino Ligure, la prima si presenta come una protuberanza rocciosa su crinale erboso, crinale che si erge dal vallone del Rio Gandolfi e giunge appunto al Monte Pennello, che invece è un pianoro erboso. Qui propongo un anello da San Carlo di Cese con salita per il vallone del Rio Gandolfi, potendone così ammirare laghetti e cascate.

🏁 Punto di partenza: San Carlo di Cese mt. 290

⚠️ Difficoltà:          E

Sviluppo:           9,5 Km

📈 Dislivello:           800 Mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 3 ore 15 min.

📅 Data escursione:    28/05/2020

🚥 Periodi consigliati:  Autunno, Inverno e inizio Primavera, evitare i mesi caldi

🔎 Valutazione:        ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova con l’autostrada A10 fino a Pegli. Usciti dall’autostrada si svolta a destra sull’aurelia (SS1) per un centinaio di metri quindi si svolta a destra su Piazza Mario Rapisardi, che poco dopo diviene Via Piandilucco seguendola fino al suo termine svolta do poi sulla destra. Ad uno stop bisogna seguire la strada principale, Via Opisso, sulla destra che in breve diventa Via Varenna costeggiando lungamente il Torrente Varenna appunto. La strada a tratti un pò stretta risale la valle superando il borgo di Carpenara per poi giungere a San Carlo di Cese dove, all’altezza della chiesa, si svolta a sinistra fino ad un ampio spiazzo nei pressi di un campo da calcio.

Itinerario:

Dalla chiesa di San Carlo di Cese si procede a destra su asfalto per circa 400 metri, discendendo fino ad una curva dove vi sono alcuni cassonetti dell’immondizia, punto in cui a destra inizia il sentiero riportante   e EC2 (Sentiero Ecologia in città itinerario 2, in realtà però di questi segnavia non ne ho visti). Questo sentiero scende fino a guadare il Torrente Varenna su asse di legno e pietre accatastate oltre il quale, subito dopo, bisogna attraversare una passerella un pò traballante e aerea sul Rio Gandolfi, che qui forma un primo piccolo laghetto, in 10 min. circa. Ora su sentiero gradinato si entra nel bosco e, dopo aver rasentando quasi subito le recinzioni di un’abitazione della località Rombo, ci si addentra nel selvaggio vallone del Rio Gandolfi. In breve si effettuata il primo dei guadi sul Rio Gandolfi, un semplice passaggio su pietre affioranti, andando poi a risalire sulla sinistra idrografica in maniera piuttosto decisa, dovendo qui superare alcuni alberi abbattuti sul sentiero e andando poi a sovrastare di alcune decine metri un grazioso lago che si scorge fra la vegetazione. In breve si giunge ad un bivio di tracce, dove, seguendo sempre la , si svolta a sinistra andando così ad effettuare il secondo guado, ritornando sulla destra idrografica, in altri 10 min. e 20 min. totali. Il sentiero, dopo aver superato un rudere, esce dal fitto del bosco in ripida salita allontanandosi momentaneamente dal corso del torrente. Dopo un tratto in piano nuovamente all’interno della boscaglia mista di latifoglie si perviene al terzo guado, in altri 15 min. circa, in corrispondenza di una minuscola ma graziosa pozza, tornando così sulla sinistra idrografica e risalendo con numerosi tornantini fino a raggiungere un gruppetto di ruderi a circa mt. 520. Ora il sentiero, che punta pressochè verso Ovest, alterna tratti nel bosco fitto ad altri con poca vegetazione che permette di avvistare la Punta del Corno ed alcuni sottostanti laghetti con relative cascate (in particolare ne ho visto uno dalle tinte davvero belle dall’alto, discostandomi di pochi metri a sinistra del sentiero). Dopo altri 20 min. circa si perviene al quarto e ultimo guado del Rio Gandolfi, oltre il quale bisogna prestare attenzione a non perdere il sentiero. Infatti, in corrispondenza di un ometto, bisogna procedere dritti ed addentrarsi nel boschetto, io invece erroneamente stavo continuando a risalire il rio ma non vedendo più segnavia son tornato a ritroso, ritrovando il giusto percorso. Si risale ora il valloncello alle pendici della Punta del Corno, in ambiente decisamente alpestre e selvaggio. Tale sentiero, riportante sempre segnavia , sale ripido con qualche tornantino verso uno spalletta, dove si incontra il bivio per la Cresta Sorriso sulla destra (percorso diretto e ripido per cresta che conduce al crinale), da tascurare mantenendosi ancora sul sentiero principale, in altri 10 min. dall’ultimo guado. Si perde momentaneamente un pò di quota attraversando un tratto roccioso per poi addentrarsi in una modesta pineta dalla quale ne si esce rapidamente risalendo poi un pendio erboso fino al raggiungimento dell’ampio crestone Est della Punta del Corno. Ora fra roccette e erba ci si mantiene perlopiù su crinale puntando ad Ovest con pendenza abbastanza accentuata. La cresta poi spiana leggermente e conduce ad un grosso sperone roccioso che va aggirato sulla destra raggiungendo così la base del canalino erboso contornato da rocce, che va risalito su ripida traccia pervenendo così sulla vetta della Punta del Corno mt. 840, in altri 35 min. ed 1 ora 40 min. totali. Dalla vetta si discende su traccetta riportante ora segnavia e (di quest’ultimo ne ho visto solo un paio all’inizio, poi basta) fino alla selletta erbosa alle pendici della vetta perdendo circa una quindicina di metri, dalla quale si torna a salire puntando verso Nord-Ovest per ripido crinale erboso procedendo su di una evidente traccia che segue il percorso del metanodotto (oppure sul sentiero che si trova leggermente più a destra, cambia poco) raggiungendo poi un vasto pianoro prativo che conduce in breve ad intercettare una sterrata. Senza seguirla si svolta subito a destra seguendo la traccia che punta all’evidente Bivacco Arnaldo Bellani, posto pochi metri sotto al Monte Pennello mt. 995, che si raggiunge facilmente, in 25 min. da Punta del Corno e 2 ore 5 min. totali, sulla cui sommità è stata collocata una tavola d’orientamento. Si discende di pochi metri fino al vicino Bivacco Zucchelli-Bruzzone e lo si aggira rasentandolo sulla destra seguendo il sentiero che in breve sbuca sulla sterrata. La si segue per poche decine di metri in discesa, ossia fino al raggiungimento di un crocevia di sentieri, il Colle Gandolfi mt. 938, in 5 min. dal Monte Pennello, dove si trascurano sia una prima deviazione a destra con indicazione per Pegli (), sia l’ che su sterrata procede dritta e conduce ai Piani di Praglia, per seguire invece a destra l’indicazione per San Carlo di Cese con segnavia . Il sentiero inizia a perdere quota lentamente su distese prative raggiungendo poi una fonte d’acqua, in altri 10 min. e 2 ore 20 min. totali. In costante ma non eccessiva discesa si perviene, procedendo parallelamente ad una lunga serie di tralicci dell’altatensione che rovinano non poco la bellezza del luogo, ad una conca prativa alla testata del vallone del Rio Gandolfi nonchè alle pendici del monte Il Poggio, elevazione che si aggira tagliandone il versante meridionale con modesta risalita per poi discendere in maniera piuttosto decisa fra erba e bassi arbusti fino ad un piccolo ripiano erboso, in 25 min. dalla fonte. Qui il sentiero, riportante sempre segnavia , si distacca dal vallone del Rio Gandolfi, portandosi nel versante del vallone del Rio Grillo, ora fra i primi radi pini fino ad addentrarsi nel bosco misto di latifoglie a circa 500 metri di quota. Dopo aver rasentato un rudere, in breve si esce dal fitto del bosco incontrando un bivio di tracce non segnato, dove bisogna piegare a destra puntando all’ormai evidente San Carlo di Cese, in altri 20 min. circa. Con qualche tornantino si giunge alle prime case di Camposilvano e, superata una casa con disegnato un sole si svolta a destra su sentiero inerbito fino ad una stradina, da seguire sulla destra e che costeggia le ultime case per poi sbucare su asfalto. Si procede ora su di esso svoltando a destra ed in piano o moderata discesa, dopo circa 300 metri, si giunge a San Carlo di Cese, in altri 10 min. e 3 ore 15 min. totali, concludendo così l’anello.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Bello indubbiamente il Rio Gandolfi, che presenta alcuni laghetti e cascatelle davvero interessanti. Piacevole anche il tratto di crinale verso la Punta del Corno, mentre decisamente molto meno interessante tutto il resto. Il giro in origine prevedeva anche il raggiungimento di Punta Martin e la ricerca del Dito Mondini ma, una volta raggiunta Punta del Corno, malgrado le ottime previsioni meteo, molte nuvole hanno iniziato ad addensarsi sul crinale del Monte Pennello come anche in generale un pò tutto intorno sulle alture. Raggiunto poi il Monte Pennello il meteo è decisamente peggiorato per cui ho deciso di evitare la ricerca e procedere verso il Colle Gandolfi per proseguire l’anello. Ironia del destino, una volta raggiunta la fonte, il cielo si è riaperto e tutte le nuvole in pochi minuti si sono diradate offrendo una bellissima giornata, ma ormai di ritornare indietro non avevo di certo voglia, sarà per un’altra volta. Percorso che comunque non mi ha soddisfatto del tutto, anche perchè probabilmente, avendo tutta la giornata libera, avrei potuto e dovuto dedicare maggior tempo alla ricerca di laghetti nel Rio Gandolfi, che forse avrebbe offerto qualche spunto interessante. Il percorso nel vallone del Rio Gandolfi a mio giudizio è comunque da evitare in seguito a lunghi periodi piovosi in quanto necessita del superamento di numerosi guadi, che con grosse portate d’acqua potrebbero diventare pericolosi. Da notare che la passerella iniziale sul Varenna non esiste più e la successiva passerella risulta essere piuttosto traballante, aerea e priva di parapetto, da affrontare con piede fermo e assenza di vertigini.

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