Anello da Rocca d’Aveto

L’anello qui descritto, con partenza da Rocca d’Aveto, tocca numerose vette tra le quali Ciapa Liscia, Roncalla, Groppo Rosso e Groppo delle Ali, montagne dell’Appennino Ligure. Il percorso si snoda sulla linea di confine tra Liguria e Emilia Romagna.

🏁 Punto di partenza: Rocca d’Aveto mt. 1240

⚠️ Difficoltà:          E, EE solo un breve tratto leggermente esposto prima della Ciapa Liscia

Sviluppo            12 km

📈 Dislivello:           730 mt. circa

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 4 ore 25 min.

📅 Data escursione:    17/05/2020

🚥 Periodi consigliati:  Tutto l’anno

🔎 Valutazione:         ⭐⭐

Accesso:

Da Genova seguire la SS45 che procede in direzione di Bargagli. Prima di Bargagli, ad una rotatoria, bisogna svoltare a destra seguendo le indicazioni per Ferriere e Chiavari, entrando subito in galleria che porterà in Val Fontanabuona. Oltre la galleria inizia una lunga discesa che conduce ad un bivio dove ci si mantiene a destra procedendo su SP225 superando svariati paesi tra i quali Gattorna, Ferrada e Cicagna fino a Monleone, dove si svolta a sinistra su SP23 seguendo le indicazioni per Santo Stefano d’Aveto, Favale e  Lorsica. La strada un pò strettina risale il vallone superando alcune frazioni, quindi Favale di Malvaro, oltre il quale inizia a salire in maniera abbastanza decisa compiendo numerosi tornanti fino al raggiungimento del Passo della Scoglina. Oltrepassato il passo si procede dritti per SP56 che in maniera più scorrevole attraversa alcune piccole borgate come Sbarbari, Calzagatta e Priosa, oltre la quale, poco dopo, si giunge ad uno stop, dove bisogna svoltare a sinistra su SP586. Questa conduce dopo un pò di km a Rezzoaglio e, nella piazza principale del paese, ad un bivio, si può scegliere se andare a sinistra, ancora su SP586 oppure a destra su SP654, vanno entrambe bene e conducono entrambe a Santo Stefano d’Aveto e si uniscono nei pressi di Allegrezze, la prima soluzione però è più breve seppur con un maggior numero di curve. Giunti a Santo Stefano d’Aveto e superato il paese si prosegue sempre sulla strada principale, la SP654, ancora per un breve tratto, ossia fino ad un bivio, dove bisogna svoltare a sinistra seguendo l’indicazione per Rocca d’Aveto. La stradina risale superando la Loc. Roncolongo oltre la quale, ad un bivio, si svolta a sinistra seguendo l’indicazione per Rocca d’Aveto. Ancora qualche curva, con già ben visibile la parete rocciosa del Groppo Rosso, fino ad un punto in cui si scorge sulla sinistra una strada asfaltata con un grosso masso che la divide (punto di partenza dell’itinerario). Procedendo ancora per pochi metri sulla destra vi è un ampio parcheggio dove lasciare l’auto prima dell’abitato di Rocca d’Aveto.

Itinerario:

Dal grosso masso a quota 1240 mt. si trascura subito il sentiero che si stacca a destra in salita contrassegnato da segnavia e , che conduce al Prato della Cipolla (arriveremo da questo al ritorno), per procedere invece dritti su asfalto rasentando subito alcune casette. La strada prende a salire fra abeti e le ultime case esaurendosi in corrispondenza di una catena oltre la quale diviene sterrata inerbita che in breve conduce ad un cancello, dove inizia il sentiero vero e proprio. Questo attraversa un fitto ed umido bosco di faggi perdendo inizialmente qualche decina di metri di quota per poi tornare a salire ed uscire gradualmente dal bosco approdando quindi in una radura alle pendici del Groppo Rosso. In breve il sentiero porta ad intercettare il sentiero proveniente da sinistra contrassegnato con segnavia , in 25 min. circa dalla partenza, sentiero che ora bisogna seguire svoltando a destra. Dopo circa 5 min. si perviene ad un bivio, dove bisogna abbandonare il , che piega a destra verso il Groppo Rosso, e procedere dritti sul 103a con indicazioni per la Valle Tribolata. Dopo un breve tratto di modesta risalita si giunge ad un nuovo bivio, dove si trascura anche questa volta la deviazione a destra per il Groppo Rosso sul 197 e si continua ancora dritti incontrando poi, dopo poche decine di metri, un’ulteriore deviazione a destra, anch’essa da trascurare per il sentiero attrezzato Adolfo Ferrari. In breve si fuoriesce dal bosco ed appare la Valle Tribolata, ossia una conca ricoperta di tormentati camini eruttivi basaltici pietrificati dall’aspetto estremamente lunare a mt. 1430, in altri 15 min. e 45 min. totali. Rasentata la Valle Tribolata e superati un paio di modesti dossi, il sentiero ritorna poi nel bosco e, con qualche tornantino, perde quota in una valletta fino al raggiungimento di un’ampia radura alle pendici della Rocca Marsa e della Ciapa Liscia a mt. 1380, in 10 min. circa, punto in cui andando verso destra si giunge ai piedi della Ciapa Liscia, dalle cui fratture sgorga perennemente acqua, la Sorgente dell’Acquapendente e vi è anche un punto di ristoro (tavolo con panche). Procedendo invece sempre sul sentiero principale, a sinistra, in breve si torna a salire con alcune svolte fra boscaglia e massi affioranti, quindi, oltrepassata una modesta fascia rocciosa, si entra in una fitta faggeta giungendo poi ad un cancello con recinzioni, che va oltrepassata pervendendo così ad un bivio, dove si trascura a sinistra il sentiero che conduce al Monte Crociglia, 001, e si svolta invece a destra seguendo le indicazioni per il Prato della Cipolla, anch`esso 001, in altri 30 min. e 1 ora 25 min. totali. Rasentando una recinzione si giunge dopo pochi metri ad un successivo bivio, dove si trascura il 001, che piega a sinistra con indicazioni per il Prato della Cipolla, e si procede dritti sul 197, con indicazione per la Ciapa Liscia, sentiero indicato per EE. Dopo un breve tratto all’interno del bosco, il sentiero inizia a percorrere il filo di una crestina con un pò di esposizione sulla destra quindi si addentra nuovamente nel fitto bosco con un tratto anche piuttosto ripido e scivoloso attrazzato con cavo metallico. Segue ancora un tratto su filo di cresta, potendo ammirare anche alcune particolari formazioni rocciose, per poi tornare nel bosco e procedere in salita piuttosto ripida e continua fino al pianoro sommitale della Ciapa Liscia mt. 1682, in 35 min. dal bivio e 2 ore totali. Dalla vetta si volge a destra, raggiungendo in breve un bivio, dove si trascura il 197a, che conduce al Passo della Roncalla, per piegare invece a destra sul 197, che in 10 min. di comodo sentiero all’interno di una faggeta conduce sull’erbosa vetta del Monte Roncalla mt. 1683. Ora si discende il pendio prativo puntando verso Sud seguendo il sentiero riportante segnavia e che in breve conduce ad un primo bivio, da trascuarare, e poco dopo ad un secondo bivio sulla sinistra per il Rifugio Astass, anch’esso momentaneamente da trascurare in quanto vi ritorneremo dopo essere stati al Groppo Rosso. Il sentiero scende moderatamente fino a raggiungere il pianoro erboso che precede la cupola sommitale del Groppo Rosso mt. 1590, la cui vetta si raggiunge facilmente risalendo il modesto pendio erboso, in altri 15 min. e 2 ore 25 min. totali. Bisogna ora ritornare al bivio per il Rif. Astass, e piegare a destra seguendo il sent. 198 che in piano o moderata discesa all’interno di una fitta faggeta conduce appunto al Rifugio Astass mt. 1584, in 5 min. dal Groppo Rosso. Dal rifugio bisogna trascurare il 198, con indicazione per Rocca d’Aveto, e seguire invece il sentiero 198a che prende a salire al fianco del rifugio e punta verso Nord-Est. Si giunge poi ad un bivio, dove si trascura il 001 a sinistra che conduce al Passo Crociglia, e si procede invece a destra, sempre sul 001 seguendo le indicazioni per il Prato della Cipolla. Sempre all’interno di una fitta faggeta ma ora in piano, si perviene ad un altro bivio, dove si trascura l’evidente sentiero in piano a destra, che conduce al Passo Roncalla, per seguire il sentiero in salita che dopo poco passa nei pressi di un minuscolo laghetto (poco più che una pozza) all’interno del bosco e poco dopo vicino ad un secondo laghetto, più grande ma meno carino. Con modesta discesa si perviene ad un trivio, in altri 25 min. e 2 ore 55 min. totali, dove si trascura a destra il sentiero che scende al Passo Roncalla e Prato della Cipolla, e si piega invece a sinistra seguendo l’indicazione 011x per la Fontana Gelata, ma solo per pochi metri, infatti bisogna trascurare tale sentiero e piegare invece in quello di destra in ripida salita all’interno del bosco e privo di qualsiasi indicazione. Questo sentiero non e`molto evidente e bisogna stare attenti a ricercare i segnavia sugli alberi, talvolta andando ad intuito in quanto non sempre visibili, diciamo che comunque il sentiero punta grossomodo sempre verso Sud-Est. Dopo un tratto in moderata salita il percorso prende a salire con maggiore decisione giungendo poi in corrispondenza di un castello di roccia, dal quale ne si discende nel versante Nord e poi con ulteriore risalita si giunge ad una piccola radura, punto in cui piegando leggermente a destra si giunge ad un punto panoramico (bella visuale sul Dente della Cipolla). Con breve risalita si perviene sulla pianeggiante ed erbosa vetta del Groppo delle Ali mt. 1698, punto più alto dell’escursione, in 25 min. dal trivio, e da qui, procedendo ancora per alcune decine di metri fino ad una radura, per poi abbandonare il sentiero effettuando un taglio sulla destra scendendo per prati fino al pianoro sottostante, andando così ad intercettare la sterrata riportante segnavia e . Questa scende in maniera piuttosto decisa fino al raggiungimento dell’ampio pianoro del Prato della Cipolla, dove sorge il Rifugio Prato della Cipolla mt. 1578, in altri 20 min. e 3 ore 40 min. totali. Ora bisogna continuare sul con indicazione per Rocca d’Aveto procedendo verso Nord-Ovest attraversando subito un piccolo rio che forma delle graziose cascatelle. Oltrepassata un’ampia radura, dove si scorge per l’ultima volta il Dente della Cipolla, in breve si giunge ad un nuovo bivio, dove si trascura la deviazione a destra per il Lago Nero ( ) e si procede dritti seguendo sempre i segnavia e sul sentiero che ora prende a scendere con maggiore decisione su fondo un pò sconnesso, offrendo di tanto in tanto qualche bella visuale sui monti Bue e Maggiorasca. Dopo altri 30 min. si giunge al bivio con il sent. 198 a destra, ovviamente da trascurare in quanto risale verso il Rifugio Astass, poi, dopo un paio di tornantini, il sentiero scende fino a sbucare su strada acciottolata, che va ora seguita in discesa. La strada conduce poi al grosso parcheggio degli impianti di risalita, in altri 10 min. circa, dove bisogna mantenersi a destra seguendo le indicazioni per Santo Stefano d’Aveto su ampio sentiero che raggiunge, in altri 5 min. e 4 ore 25 min. totali, il grosso masso di inizio percorso cocludendo così l’anello.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Visto che la Fase 2 della quarantena non permette ancora di cambiare regione, ho pensato ad una gita in Liguria che da anni rimandavo, per l’appunto l’anello da Rocca d’Aveto, principalmente con l’intento di ammirare la Valle Tribolata. Purtroppo il meteo, dato buono, e`stato pessimo con nebbia per la quasi totalità del percorso e solo nel finale offrendo qualche timido panorama. I posti sono indubbiamente piacevoli ma con questa visibilità ho potuto ben poco apprezzarli. La Valle Tribolata, ammirata con la nebbia, aveva un aspetto a dir poco spettrale e per questo abbastanza caratteristico, con i pinnacoli che sbucavano dal nulla. Prestare attenzione sulle vette della Ciapa Liscia e della Roncalla con scarsa visibilità, perdere l’orientamento nei pianori sommitali è tuttaltro che impossibile. Io fortunatamente ero munito di gps ed ho potuto, più o meno, tentare di capire dove procedere, ma fossi stato sprovvisto avrei passato dei brutti momenti. Il tratto segnato per EE ha il solo problema di avere alcuni punti con leggera esposizione ma non sono per nulla complicati, basta fare attenzione e non sporgersi. In questo tratto ho notato, senza approfondire, che dal sentiero si staccava una traccetta nel tratto più esposto…credo che conduca alla Rocca Marsa; quello è indubbiamente un percorso pericoloso, tantopiù se da effettuare con fondo scivoloso e scarsa visibilità, da evitare appunto in queste circostanze. In conclusione mi è rimasto parecchio amaro in bocca e spero in futuro di tornarci per visionare meglio la zona, specialmente la Valle Tribolata.

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