Anello da Fontanigorda, Castello Fante, Gifarco e Roccabruna 1391-1381-1418

I monti Castello Fante, Gifarco e Roccabruna sono montagne dell’Appennino Ligure, situate lungo il contrafforte che divide la Val Trebbia dalla Val d’Aveto. Sono montagne non particolarmente alte dall’aspetto roccioso. Il Monte Gifarco e` una caratteristica guglia basaltica alta un’ottantina di metri, che emerge dalle faggete con severe pareti verticali, sulla cui vetta rimangono le rovine di un’antica postazione di vedetta risalente all’epoca dei Fieschi, che veniva utilizzata dai doganieri per controllare il traffico sulla sottostante mulattiera del Passo del Fante. Il Monte Roccabruna si presenta come una piccola piramide, il cui versante orientale rivolto verso la Val d’Aveto, è decisamente poco appariscente mentre il versante occidentale si affaccia sulla Val Trebbia altissimo e imponente. In questa escursione ho effettuato un percorso ad anello partendo da Fontanigorda.

🏁 Punto di partenza: Fontanigorda mt. 819

⚠️ Difficoltà:          E attenzione con neve/ghiaccio sulle roccette del Castello Fante e nel canalino del Gifarco

Sviluppo:           14 km

📈 Dislivello:           900 mt.

⏱️ Tempi:              Giro ad anello totale 3 ore 40 min.

📅 Data escursione:    02/06/2020

🚥 Periodi consigliati:  Autunno, Inverno e Primavera

🔎 Valutazione:        ⭐⭐⭐

Accesso:

Da Genova seguire la SS45 che procede in direzione di Bargagli, lo si supera e si continua oltrepassando la galleria della Scoffera. Si prosegue per qualche km, poi si svolta a destra seguendo le indicazioni per Torriglia. Superate le gallerie si trascura la deviazione per Torriglia e si continua fino a Montebruno, sempre su SS45. Superato il paese si trascurano le svariate deviazioni mantenendosi sempre sulla strada principale, oltrepaasando anche la Loc. Due Ponti, fino a raggiungere Loco, dove bisogna svoltare a destra seguendo l’indicazione per Fontanigorda. La strada, SP17, compie numerosi tornanti e, dopo circa 4 km, raggiunge uno slargo con incrocio, dove bisogna trascurare la deviazione a destra per Casoni, SP17, e procedere dritti ora su SP18. Raggiunte le prime case di Fontanigorda si discende fino al raggiungimento di un ampio piazzale, Piazza Roma, dove si può lasciare l’auto.

Itinerario:

Da Fontanigorda mt. 819, si procede passando alla sinistra del Ristorante Pizzeria La Fontanella su di una stradina asfaltata che in breve conduce ad un bivio, dove si svolta a sinistra seguendo l’indicazione per il Bosco delle Fate. Passando fra le ultime case in breve ci si addentra nel bosco sbucando poi nel Bosco delle Fate in corrispondenza del Parco giochi. Qui si svolta a destra su strada asfaltata seguendo i segnavia e , che sale moderatamente fino a rasentare il campo da calcio, punto in cui termina l’asfalto e si procede su sterrata. Dopo circa 10 min. dalla partenza si perviene ad un bivio, dove si trascura a destra il , che conduce direttamente al Castello Fante (può essere un’alternativa di salita), e si procede su sterrata riportante ora il solo . La sterrata sale moderatamente all’interno di una bella faggeta rasentando poi una costruzione in cemento sulla destra (presumibilmente dell’acquedotto) e giungendo poco dopo ad un bivio di sterrate nei pressi di un’ampia radura, dove bisogna mantenersi su quella di sinistra. In costante salita si effettua un tornante sulla destra e poco dopo si incontra il bivio con il sentiero   a sinistra, in altri 15 min. e 25 min. totali, momentaneamente da trascurare ma arriveremo da qui al ritorno per effettuare un anello. Poco dopo si trascura un sentiero a destra (vecchio sentiero abbandonato che portava al Passo del Fante) ed in breve inizia un tratto all’interno di un bel bosco di conifere rasentando un piccolo rio, che poi bisogna attraversare su una passerella in legno, oltre la quale si approda in una graziosa radura. La sterrata continua in moderata salita fino ad uno slargo dove, senza alcuna indicazione, bisogna abbandonare la sterrata che procede dritta e svoltare invece a destra seguendo un sentierino, riportante sempre segnavia , che in maniera piuttosto decisa e costante sale puntando grossomodo verso Sud-Est raggiungendo così, in altri 30 min. e 55 min. totali, un piccolo pianoro di erba e arbusti, il Passo del Gifarco mt. 1268 dal quale si può già ammirare la parete rocciosa del Monte Gifarco. Ora, se si vuole raggiungere il Monte Castello Fante, bisogna fare una deviazione svoltando sulla destra seguendo ora il sentiero con segnavia , che conduce al Passo del Fante mt. 1261, in 5 min. circa. Trascurando ora sia il sentiero a destra che quello a sinistra, si continua dritti in moderata salita per circa 100 metri poi, come indicato su un masso, bisogna deviare a destra e seguire ora il sentiero con segnavia che, a tratti un pò evanescente, si addentra nel fitto bosco di faggi. Rasentato poi uno sperone roccioso si perviene ad un radura dove la vetta è ben visibile, radura dalla quale si discende tornando nel bosco via via più rado su traccetta, ora più evidente, che conduce in ripida salita alla base delle roccette sommitali. Il sentiero risale le roccette, raggiungendo poi un punto leggermente esposto (niente di particolarmente complicato ma prestare comunque la dovuta attenzione), oltre il quale si risale agevolmente su roccette affioranti fino alla vetta del Castello Fante (o Ripa) mt. 1391, in 20 min. dal passo e 1 ora 20 min. totali. Panorama a Nord-Est Montarlone, Oramala e Roccabruna e Gifarco, a Est Ciapa Liscia, Groppo Rosso, Monte Bue e Maggiorasca, a Sud-Est Penna, Aiona, Zatta, a Sud Ramaceto, a Sud-Ovest Caucaso, a Ovest Alpi Liguri, Argentera, Monviso e Antola, a Nord-Ovest Carmo, Legnà, Cavalmurone, Chiappo, Alfeo e Lesima. Dalla vetta si torna a ritroso fino al Passo del Fante e poi al Passo del Gifarco e da questo, seguendo ora il sentiero a destra riportante segnavia e , si tagliano le pendici Est del Monte Gifarco raggiungendo, in altri 30 min. circa, il bivio col sentiero   che porta in vetta al Gifarco. Si svolta pertanto a sinistra e lo si segue salendo in una fitta faggeta per poi attraversare un canalino roccioso, ripido e a tratti piuttosto stretto che sbuca in vetta al Monte Gifarco mt. 1381, in altri 5 min. dal bivio e 1 ora 55 min. totali. Ridiscesi al bivio si svolta a sinistra continuando a procedere sul e fino ad un successivo bivio, in altri 5 min. circa, dove per raggiungere il Monte Roccabruna bisogna svoltare a sinistra seguendo il sentiero col solo segnavia . Questo inizia subito a salire in mezzo ad arbusti e sterpaglie per poi addentrarsi all’interno di una bella faggeta, terminata la quale si procede a zig zag su roccette affioranti nel tratto finale fino alla vetta del Monte Roccabruna mt. 1418, in circa 10 min. dal bivio e 2 ore 10 min. totali. Si ridiscende fino al bivio e, per effettuare l’anello, bisogna svoltare a sinistra, ora sul solo che inizialmente prende quota molto lentamente per poi impennarsi all’interno di una fitta faggeta puntando vero Nord-Est fino ad una selletta fra due avvallature a 1390 mt. circa, punto in cui devia bruscamente a sinistra e procedendo in moderata ma costante discesa, puntando decisamente verso Nord, conduce al Passo Esola mt. 1311, in altri 30 min. dal Roccabruna. Questo punto, privo di qualsiasi indicazione e pertanto poco riconoscibile, si presenta come uno slargo su crinale spartiacque fra Val Trebbia e Val d’Aveto dove convoglia il sentiero a destra proveniente da Rezzoaglio e che continua a sinistra del passo. Bisogna ora abbandonare il , che conduce al Passo Ertola, e piegare a sinistra seguendo il sentiero con segnavia che scende inizialmente in maniera poco accentuata fra bassi arbusti e poi piuttosto ripida e tortuosa all’interno della faggeta (prestare attenzione ad alcuni bivii di tracce a non perdere il sentiero) fino ad intercettare un rio che va mantenuto a sinistra fino a 1167 mt. circa, punto in cui lo si guada, in altri 15 min. e 2 ore 55 min. totali. In breve si giunge ad un’ampia e panoramica radura, Pian Brogione, oltre la quale si torna a scendere in maniera piuttosto decisa su fondo un pò sconnesso fra la vegetazione ora più rada che consente alcuni scorci sui monti appena raggiunti. Quindi si giunge ad un modesto dosso dove vi è un bivio non molto evidente (prestare attenzione), punto in cui bisogna abbandonare il , che scende a destra verso Canfernasca, e svoltare a sinistra seguendo il , in 10 min. dal guado. Questo sentiero discende subito piuttosto ripidamente nel bosco misto di abeti e faggi puntando verso Sud-Ovest quindi, giunti ad un pianoro in pineta, si incontra un bivio di tracce senza però nessuna indicazione (dovrebbero andare bene entrambe comunque), dove bisogna mantenersi su quella di destra ed in breve si scorgono nuovamente i . Rasentando ora dei residui muretti a secco e scendendo fra rado bosco e zone più aperte si giunge ad intercettare la sterrata dell’andata, in 10 min. dal bivio e 3 ore 15 min. totali. La si segue fino al Bosco delle Fate poi, volendo, invece di seguire il sentierino dell’andata, si può continuare dritti, sempre sul e , che su asfalto scende costeggiando l’area sportiva fino a raggiungere la Chiesa dei Santi Antonio e Giacomo a Fontanigorda, dalla quale bisogna svoltare a sinistra e seguire Via Monte Ortigara fino al parcheggio di Piazza Roma, in altri 25 min. e 3 ore 40 min. totali, concludendo così l’anello. 

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Piacevole escursione che permette di salire queste 3 cime, già salite anni fa da un altro percorso. Con questa gita si conclude la Fase 2 della quarantena, che mi ha privato di effettuare gite sulle Alpi ma che perlomeno mi ha costretto a rivedere luoghi già visti ma con percorsi diversi….Però ora ho voglia di tornare alla libertà di decidere dove poter andare senza limiti. Per quanto riguarda la gita devo dire che i segnavia non mancano ma a mio giudizio dovrebbero essere poste anche delle paline indicatrici, perlomeno ai passi dove convogliano molti sentieri o ai bivi. Infatti se uno non conosce bene il percorso o dove conducano i relativi segnavia o ancora se non si è in possesso di una traccia gps, beh in questi casi possono insorgere indubbiamente dei problemi. Il percorso dell’andata è abbastanza evidente anche se nel punto in cui bisogna abbandonare la sterrata non vi è alcuna indicazione, come anche il sentiero per salire al Castello Fante in certi punti diviene un pò evanescente. Mentre il percorso effettuato al ritorno, il ed il , ha più di un punto dove bisogna prestare attenzione a non perdere la giusta traccia essendocene molteplici. Alla traccia gps qui allegata manca purtroppo il tratto dal Passo del Gifarco al Castello Fante, in quanto il navigatore ha smesso di registrare.

 

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