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Anello AQ2

Questo anello permette di attraversare, nella parte bassa del percorso, l’acquedotto storico di Genova che è un’antica struttura architettonica situata nella val Bisagno, che ha garantito per secoli l’approvvigionamento idrico del comune di Genova. Questo ha inizio dal comune di Bargagli, nell’alta valle, e attraversa per intero i quartieri di Struppa, Molassana, Staglieno e Castelletto. Oggi l’acquedotto si configura come un percorso pedonale lungo circa ventotto chilometri conservando ancora intatti molti dei suoi tratti. Questo percorso ne attraversa una parte per poi abbandonarlo e risalire fino a Creto e scendendo quindi per Castello di Pino. Oltre a questo anello ne esiste anche un altro percorso, l’AQ1, già percorso in passato.

🏁 Punto di partenza:  Via Elia Bernardini mt. 69 circa

⚠️ Difficoltà:           E

Sviluppo:            14,1 km

📈 Dislivello:            720 Mt. circa

⏱️ Tempi:               Giro ad anello totale 3 ore 30 min.

📅 Data escursione:       02/03/2021

🚥 Periodi consigliati:    Tardo Autunno, Inverno e inizio Primavera

🔎 Valutazione:          ⭐⭐

Accesso:

Da Genova si segue la Val Bisagno procedendo su Via Lungo Bisagno Dalmazia fino ad un semaforo poche decine di metri prima del Centro Commerciale Bisagno, dove bisogna svoltare a sinistra ed attraversare un ponte che conduce in Via Piacenza. Allo stop svoltare poi a destra e procedere dritti su Via Piacenza, SS45, che in breve diviene Via Emilia. Bisogna procedere su di essa per qualche centinaio di metri, poi, ad una rotonda si segue la seconda uscita per circa 200 metri svoltando a sinistra in Via Elia Bernardini dove in un ampio parcheggio si può lasciare l’auto.      

Itinerario:

Da Via Elia Bernardini si imbocca Via Geirato svoltando a sinistra e quasi subito si svolta a destra attraversando la strada ed andando ad oltrepassare il Torrente Geirato sul Ponte “Martin”. Oltrepassato il ponte bisogna svoltare a sinistra in Via Isola del Vescovo, incontrado qui i primi segnavia , e si procede su di essa per quasi 200 metri per poi abbandonarla per prendere a destra salita Costa Fredda, una creuza asfaltata che sale tra alti muri di pietre. Si svolta a destra, si sale una scalinata per poi riprendere su una stradina asfaltata e, dopo un tratto in piano, si incrocia via San Felice. Si attraversa la strada e, seguendo un cartello che indica l’acquedotto storico, si imbocca una stradina che in breve piega a destra e si innesta sul percorso dell’acquedotto. Procedendo ora in Via alle Brughe in breve si giunge ad incrociare Salita Gio Maria Cotella, attraversata dal segnavia (percorso che da Molassana raggiunge Creto), da trascurare proseguendo ancora dritti in via Roccatagliata, che poi diventa via alla Chiesa di Molassana passando accanto e a destra alla chiesa di Nostra Signora Assunta. Il percorso dell’acquedotto storico costeggia poi gli Impianti sportivi Olivo ed in seguito il cimitero di Molassana, quindi procede pressoché in piano tra rada boscaglia e terrazze con ulivi. Si supera un impluvio dove sorge un rudere, poi, presso un’edicola votiva, si incontra una mulattiera proveniente da Struppa. Qui si svolta a sinistra in salita per pochi metri e si giunge ad un bivio, punto in cui bisogna abbandonare il percorso dell’acquedotto per salire a sinistra, giungendo ad uno spiazzo con lavatoio a 150 mt. circa. Ora, seguendo sempre i segnavia , bisogna abbandonare Salita alla Costa di San Siro e svoltare a sinistra attraversando una mulattiera inerbita che sale rapidamente fra muretti a secco che sbuca in un piazzale sterrato, dopo 30 min. circa, dove si svolta a sinistra su stradina sterrata in moderata salita che in breve conduce ad un gruppetto di case, Ca’ di Ria mt. 197. Giunti all’ultima casa diroccata ci si mantiene a sinistra imboccando un sentierino che diventa quasi subito mulattiera acciottolata salendo moderatamente fra la rada boscaglia. Si perviene poi ad un bivio, dove ci si mantiene a sinistra ora su esile sentierino che in breve conduce ad un’area picnic con vicino rudere, in Loc. Vecchia Osteria mt. 290, crocevia di sentieri, in altri 10 min. e 40 min. totali. Qui merita una breve deviazione a sinistra, sempre segnata con segnavia , dapprima alle particolari ed interessanti Terre Rosse, ossia un zona di calanchi di argilla dal colore prevalentemente rossastro, e poi su sentiero un po’ più tortuoso con alcuni saliscendi fino al rilievo dove sorgono i ruderi del Castelluzzo mt. 305, deviazione che comporta 10 min. circa. Tornati alla Vecchia Osteria si seguono le indicazioni per la Croce di San Siro procedendo a destra in salita su mulattiera che con qualche tornante rimonta un ripido versante boscoso. Trascurata poi una prima deviazione a destra con indicazione per “Trunea” si procede in maniera abbastanza ripida fra bosco misto e piccole radure, quindi si trascura una seconda deviazione per “Trunea” ed in breve si sbuca su crinale erboso. Ora si svolta a sinistra su sentierino che per crinale conduce in e totali alla Croce di San Siro mt. 500, posta su di un’ampia radura panoramica nei pressi dell’antica Cappella di San Siro, in altri 30 min. ed 1 ora 20 min. totali. Da quest’ultima l’AQ2 piega a sinistra in moderata discesa mentre io qui ho optato per effettuare una variante, ossia risalire il semplice crinale erboso fino alla vicina sommità del Monte Croce di San Siro mt. 541. Proseguendo sempre su crinale fra erba e roccette si perviene a dei ruderi utilizzati come stalle di ovini e suini, oltre le quali si intercetta la sterrata riallacciandosi all’AQ2, risalendo in breve fino alla Curva del Perdono, ossia fino ad intercettare la SP13 in un ampio tornante, in altri 15 min. circa. Il sentiero trascura la strada mantenendosi alla sua sinistra risalendo ora un crinale erboso dal quale poi si discende fino ad intercettare il sent. , che va ora seguito piegando a destra in salita fra le prime case di Creto. In breve si sbuca su asfalto in Via Villini di Creto, che va ora seguita a sinistra in salita costeggiando appunto alcuni graziosi villini, riportante segnavia . Seguendo la strada asfaltata attraversata ora anche dall’ si perviene all’ultima abitazione, superata la quale diviene sterrata ed in piano fra distese prative conduce al Colle del Canile mt. 645, punto in cui si incontra un bivio, in altri 20 min. e 1 ora 55 min. totali. I segnavia dell’AQ2 piegano a sinistra in discesa su rampa di cemento, mentre procedendo dritti oltre un cancelletto in legno continua l’ ed il ; io ho preferito abbandonare l’AQ2, che si mantiene più basso nella boscaglia, e seguire l’altra ipotesi, decisamente più panoramica. Seguendo quindi l’ e si attraversa un’area adibita a pascolo per circa 200 metri giungendo così ad un nuovo bivio, dove si trascura a destra l’ che sale verso il vicino Monte Alpe e ci si mantiene a sinistra sul solo . Questo procede a mezzacosta con qualche saliscendi tagliando le pendici del Monte Alpe fra rado boschetto e arbusti fino ad una selletta erbosa dove si incontra un bivio di tracce, punto in cui si trascura a destra la traccia che risale verso il Monte Alpe seguendo il percorso del metanodotto e si procede ancora dritti per pochi metri giungendo poi ad un nuovo bivio. Anche qui si procede dritti seguendo il ed il e trascurando sempre l’ che continua a destra verso Crocetta d’Orero. Procedendo sull’ampia sella erbosa in falsopiano si giunge agevolmente alle pendici del Monte Mezzano, punto in cui ho optato per abbandonare momentaneamente il sentiero segnato per seguire la ripida traccia che risale il pendio attraversato dai paletti del metanodotto fino all’anonima vetta del Monte Mezzano mt. 637, in 25 min. e 2 ore 20 min. totali. Proseguendo sul crinale opposto si discende ripidamente su traccia tortuosa fino ad approdare su di un ripiano erboso dove si può intercettare una traccetta sulla sinistra che discende di pochi metri fino a ricollegarsi al sentiero precedentemente abbandonato. Io però ho continuato ancora per crinale fino a raggiungere la vicina vetta, anonima anch’essa, del Monte Butegna mt. 566, per poi ritornare al ripiano e discendere sul e . Questo attraversa in moderata discesa un boschetto intricato sbucando poi su di una sterrata, la Pista Val Noci, che va ora seguita a destra in piano per circa 800 metri, fino ad un costone dove la sterrata compie uno slargo in curva dove sorge un grosso traliccio dell’alta tensione a mt. 457, in 25 min. dal Mezzano. Qui il sentiero AQ2 abbandona la sterrata e piega a sinistra in discesa addentrandosi in un boschetto puntando grossomodo verso Sud per circa 250 metri, poi svolta bruscamente a destra mantenendosi poi in falsopiano o moderata discesa nel bosco. Il sentiero, esile ma sempre evidente, supera una modesta frana per poi pervenire ad una passerella in legno su di un rio con cascatelle che convoglia più a valle nel Rio Gaxi. Scendendo ora con maggiore decisione ci si congiunge quindi con una mulattiera più evidente, che scende ripidamente fino alle prime case di Castello di Pino, punto in cui si svolta decisamente a sinistra, appunto in via Castello di Pino mt. 217, in 20 min. dal traliccio. Il viottolo passa fra le case e confluisce in Via Rio Maggiore, che bisogna seguire in discesa per poche decine di metri svoltando poi a sinistra via Cà di Sciarretta. Discesa una scalinata si passa fra le case per poi rasentare un bel lavatoio e discendere fino a sbucare nuovamente su Via Rio Maggiore, che va attraversata continuando a discendere sul lato opposto. Con una scalinata si sbuca nuovamente in via Rio Maggiore che va anche qui si attraversata giungendo in breve in prossimità della graziosa Chiesa di San Giacomo di Molassana, piegando alla sua destra in Salita San Giacomo di Molassana, creuza gradinata che scende velocemente fino a sbucare nuovamente in Via Rio Maggiore. Qui bisogna attraversare la strada e percorrere un ponte in metallo sul Rio Maggiore, oltre il quale si svolta a sinistra su asfalto in Via Inferiore Rio Maggiore. Questa sbuca in Via Geirato, che va seguita a destra procedendo parallelamente al Torrente Geirato e passando poi sotto al ponte-sifone dell’acquedotto storico e, dopo poco più di 200 metri, si ritorna in Via Elia Bernardini, concludendo così l’anello AQ2 in 25 min. da Castello di Pino e 3 ore 30 min. totali.

Galleria fotografica:

Grafici del percorso:

Commenti:

Percorso semplice e piacevole nell’ambito cittadino che permette di attraversare una parte dell’acquedotto storico e di ammirare le particolari Terre Rosse. Come citavo nella descrizione ho effettuato un paio di varianti all’AQ2, ossia per raggiungere il Monte Croce di San Siro e per i Monti Mezzano e Butegna, punti in cui il sentiero dell’anello sarebbe rimasto comunque più in basso nel bosco, quindi meno panoramico. Sentiero ottimamente segnato anche se a mio giudizio conviene effettuarlo in senso antiorario come ho fatto io, in quanto i segnavia penso che siano stati apposti proprio per effettuarlo in questo senso e risultano infatti quasi sempre ben reperibili, mentre in senso inverso ho notato che non erano altrettanto ben visibili e potrebbero quindi far insorgere dubbi. Le tempistiche indicate le ho trovate in generale un po’ abbondanti ma capisco che possano essere specificate per gente magari meno allenata di me. Indubbiamente ho trovato decisamente più interessante questo percorso rispetto all’altro anello, l’AQ1.    

 

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