Rocca la Meja, Becco Grande e Becco Nero mt. 2831-2773-2629

PUNTO DI PARTENZA:

Caserma Bandia  mt. 2426

ACCESSO:

Da Genova con l'autostrada A10 fino a  Savona poi svoltare a destra seguendo le indicazioni per Torino sulla A6 fino a Mondovi'. Usciti dall'autostrada si segue la superstrada e ad una rotonda si segue la  SP564 fino alle porte di Cuneo.  Qui si svolta sulla SP21 che evita la città e lambisce Boves per giungere a Borgo San Dalmazzo . Qui si svolta a destra seguendo le indicazioni per Demonte su SS20 ed usciti da Borgo San Dalmazzo si procede su SS21 che percorre la Valle Stura ,raggiungendo poi il paese di Demonte. Verso la fine del paese si svolta a destra seguendo le indicazioni per il Vallone dell'Arma. La strada diventa piuttosto stretta e risale il vallone superando alcune frazioni tra le quali S. Maurizio,Poracchia,Morier ,giungendo infine a San Giacomo di Demonte. Quindi risale con frequenti tornanti ,costeggiando il Rif. Carbonetto ,fino al Colle Valcavera dove bisogna svoltare a sinistra. Dopo poco termina l'asfalto e si prosegue su sterrata fino ai ruderi della Caserma Bandia , dove in uno spiazzo si può lasciare l'auto.       

ITINERARIO:

Dallo spiazzo nelle vicinanze della Caserma Bandia mt. 2426, si segue la sterrata in salita che compie un tornante, oppure si può tagliare per prati puntando verso l'evidente Colle d'Ancoccia (colle che separa il Becco Grande dal Becco Nero) costeggiando un laghetto ,per poi sbucare su un'altra sterrata proveniente dal Colle del Mulo con segnavia TRM (Tour di Rocca la Meja, Sentiero Gino Gertosio) e (Percorsi Occitani). La si segue in salita raggiungendo il Colle d'Ancoccia mt. 2533 in 15 min. circa ,dal quale si può ammirare la meravigliosa parete meridionale della Rocca la Meja di stampo dolomitico. Si procede sempre su sterrata ,ora in discesa fra stupende distese prative ,costeggiando alcuni piccoli laghetti. Più o meno in corrispondenza del Lago della Meja si abbandona la sterrata per seguire una traccia a destra che per prati punta alla distesa di sfasciumi alla base delle pareti della Meja. Raggiunti gli sfasciumi ,in altri 15 min. dal Colle d'Ancoccia, bisogna seguire il sentiero contrassegnato con   che taglia in diagonale il pendio detritico fino ad un piccolo ripiano, dove piega bruscamente a destra e con qualche tornantino si porta all'inizio del cengione ,non prima però di dover superare quello che ,a mio giudizio, e' il punto più ostico di tutto il percorso ,ossia un passaggio un poco esposto e con roccia unta da superare con l'aiuto delle mani (prestare attenzione soprattutto al ritorno),in altri 15 min. circa. Superato questo punto inizia l'ampio e semplice cengione ,che taglia in diagonale tutta l'imponente parete meridionale della montagna. Una volta terminato il cengione ,con qualche zig-zag su piccoli sfasciumi, si raggiunge la base dell'evidente e ripido canale, in ulteriori 20 min. dal tratto impegnativo. Si piega quindi a sinistra e lo si percorre con facilità ,stando attenti però a non sganciare rocce ,fino ad un punto in cui il canale si interrompe a causa di un masso incastrato ,dove e' stata posta una catene che aiuta a superarlo. Oltre il tratto con catena, in 10 min. dall'inizio del canale, ci si ritrova su di un piccolo ripiano. Se si vuole andare a vedere la meravigliosa "finestra della Meja" bisogna svoltare a destra seguendo una traccia che risale ripida su sfasciumi friabilissimi (prestare molta attenzione) ed in breve ,seguendo le , la si raggiunge in 5 min. circa. Si procede seguendo sempre le che in breve conducono ad un passaggio di II° grado dove bisogna aiutarsi con le mani per superare una paretina con poca esposizione, ma con rocche marce (prestare molta attenzione e verificare bene le rocce alle quali si fa presa). Superato questo tratto si e' in cresta ed in 5 min. dalla finestra ed 1 ora 25 min. totali si raggiunge la vetta di Rocca la Meja mt. 2831. Panorama limitato dalla foschia ,comunque intuibile a Nord sul Monviso, a Nord-Est Monte La Bianca, Piovosa,Tempesta e Tibert, ad Est Viribianc, Viridio e Punta Parvo, a Sud-Est Becco Grande, Omo,Savi, Sale', Nebius e Becco Nero con ,in lontananza, le Marittime (tra le quali Argentera e Matto) ,a Sud le Marittime della Valle Stura (tra le quali Corborant e Becco Alto d'Ischiator), a Sud-Ovest il Bodoira, ad Ovest Oserot, Scaletta, Vanclava, Oronaye, Auto Vallonasso ed il vicino Cassorso e a Nord-Ovest Brec e Aiguille de Chambeyron, Mongioia, Salza , Rocca la Marchisa, Chersogno e Pelvo d'Elva (oltre ad i sottostanti Bert ,Baret ed il Lago Nero). Per il ritorno si seguono le che con qualche zig-zag conducono alla sommità del canale ,che ora va ridisceso per intero , quindi come per l'andata in 50 min. nuovamente alle distese prative alla base della Meja. Ora ,se si vuol raggiungere il Becco Grande, bisogna puntare al Colletto della Meja ,posto fra la Meja ed il Becco Grande appunto, tagliando per prati fino ad allacciarsi ad un'evidente traccia, che conduce ,in 15 min. e 2 ore 30 min. totali, al Colletto della Meja mt. 2551. Si piega a destra su labile traccia di sfasciumi che in breve scompare ,quindi bisogna tagliare il pendio portandosi verso destra ,puntando al margine erboso sulla sommità del pendio. Qui si incontra un grosso ometto, ma la traccia rimane comunque labile e a tratti inesistente. Bisogna pertanto mantenersi sul margine erboso ,puntando ora alla sommità di una conca prativa ed una volta raggiunta, in 35 min. dal Colletto della Meja ,la traccia diventa esile ma evidente e volge nel versante settentrionale della montagna ,tagliando le pendici delle anticime del Becco Grande. Quindi approda ad una selletta erbosa fra le anticime e la cima vera e propria ,per poi procedere sempre evidente e semplice ,ma ora in ambiente roccioso ,fino alla vetta del Becco Grande mt. 2773, in altri 10 min. e 3 ore 15 min. totali. Si ritorna al Colletto della Meja e qui si segue la traccia che riporta sulla sterrata nelle vicinanze del Lago della Meja ,in 45 min. dalla vetta . Ora, se non si e' stanchi e si vuol conquistare anche il Becco Nero, bisogna scendere fino al Lago e da questo un'evidente traccia risale il pendio di grossi sfasciumi che ,con qualche tornante, prende quota fra i rododendri. Una volta raggiunta la cresta si punta all' Osservatorio posto in prossimità della vetta del Becco Nero mt. 2629,che si raggiunge in 20 min. dal Lago e 4 ore 20 min. totali. Per scendere conviene seguire la traccia che punta verso Sud-Ovest e perde quota con frequenti tornantini. Giunti ad un bivio di tracce bisogna svoltare a sinistra ,puntando ora verso Nord-Ovest , raggiungendo così il Colle d'Ancoccia e da questo come per l'andata , in altri 20 min. dal Becco Nero e 4 ore 40 min. totali ,alla Caserma Bandia.                     

                                                                            

DIFFICOLTA':

EE per Rocca la Meja, F il tratto con tacca rossa (finestra), E tutto il resto  

TEMPI:

Giro Totale       4 ore 40 min.   

DATA ESCURSIONE:

30/06/2012

COMMENTO:

Rocca la Meja non ha pari ,e' una meraviglia della natura ,bella da qualsiasi parte la si guardi ,anche se a mio giudizio il versante meridionale ,come appare dal Colle d'Ancoccia e dal Lago della Meja ,e' sicuramente il più bello..... straordinario! Bellissimo poter percorrere il canale ripido e sfasciumoso ma assai particolare ,per non parlare della "finestra" davvero spettacolare, seconda in bellezza soltanto alla più famosa del Latemar. Consiglio a chi voglia di vedere la "finestra" di fare come ho descritto ,ossia il percorso con a salire , in quanto a scendere potrebbe essere pericoloso...quindi conviene vederla ,per poi salire in vetta. Tolto questo tratto alpinistico (comunque sia evitabile se non si intende vedere la "finestra") l'unica difficoltà del percorso e' il tratto che precede l'inizio del cengione, dove bisogna prestare molta attenzione a causa della roccia unta e dell'esposizione senza protezione. Peccato solo che il panorama era fortemente limitato dalla foschia ,malgrado ciò , quello che si vede da vicino basta e avanza. Essendo che il percorso dalla Caserma Bandia alla Meja e' piuttosto breve ho pensato di allungarlo raggiungendo dapprima il Becco Grande e poi il Becco Nero. Per il Becco Nero non ci sono problemi, vi e' una traccia più che evidente sia dal Lago che dal Colle d'Ancoccia ,mentre per il Becco Grande ,dal Colletto della Meja all'insellatura erbosa alla base dell'anticima ,la traccia direi che non esiste o perlomeno non e' abbastanza evidente (io non l'ho più trovata) ,quindi sconsiglio di effettuare questo tratto in caso di scarsa visibilità. In sostanza la Meja e' unica ,pertanto consiglio vivamente di vedere questo posto incantevole.

PERIODI CONSIGLIATI:

Da Giugno a Ottobre

TRACCIA GPS:

        

GALLERIA FOTOGRAFICA


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